Tra prima e dopo

novembre 3, 2008

Hamilton si laurea campione del mondo in F1, Obama trepida per il giorno dei giorni

foto liberatamente tratta da internet

Non voglio apparire come un dicotomico razziale, assolutamente. Però mi va di cavalcare l’onda per un pò e fare delle analogie fuori luogo. Quì so di poterlo fare.

The day after

A Felipe Massa proprio non è andata giù. Ha sfiorato l’impresa in casa, nel suo Brasile. Ho sfiorato per un attimo le “ali dell’angelo del focolare” Ferrari, quel Senna che vinse e non c’è più. Questa volta Lewis Hamilton può festeggiare è lui il campione del mondo. Nessuna beffa, appena sfiorata. Ma il duro pilota anglosassone bandiera in spalle può felicemente cantare “We are the champions“. A lui il merito di aver ravvivato uno sport, la F1, troppo schumacherizzata , finalmente caratterizzata da sorpassi e gioco sporco. Purché vinca il pilota e non la macchina. Prova ne è che il gelido Raikkonen quest’anno si è dovuto accontentare di un posto da comprimario. Rivoluzione all’insegna della creatività sulla meccanica.

Un pò come dire del Progresso sul Conservatorismo.

The day before

Barack Obama dopo l’estenuante cavalcata di questi ultimi 2 anni è arrivato alla resa dei conti: l’America sceglierà tra lui o l’ex marines McCain. Un’elezione che ci vede molto da vicino. I Repubblicani al potere, confermerebbo la grande amicizia che vige tra il nostro paese e quello a Stelle strisce. E con i Democratici? Mi dispiace deludere i Veltroniani, che goffamente si crede l’Obama de Trastevere, mentre in realtà è anch’esso un ex comunista. I Democratici americani non sono ciò che ci vogliono far vedere chi in Italia li scimiotta, accaparrandosi anche il medesimo nome e slogan (speriamo per il buon Barack che non abbia lo stesso esito!).

Obama non è sicuro di vincere, prova ne è il video milionario mandato in onda a pochi giorni dal voto: i Democratici, da sempre collegati al AFL – CIO (riduttivamente i sindacati degli states ), paradossalmente sentono mancare l’appoggio proprio della classe operaia che incredibilmente pare essere orientata verso il voto repubblicano o comunque verso l’indecisione assoluta. Obama, che non sa se vincerà o meno, ha speso le ultime ore di campagna elettorale in North Carolina, da sempre feudo dei Repubblicani.

Obama non è Kennedy né Clinton, l’ombra lunga nell’opinione pubblica in USA del “nero comunista” (una sorta di “uomo del male” in quelle latitudini, multietniche ma non troppo!) sembra rosicare ora per ora il suo vantaggio su McCain.

Ieri Obama tifava per Hamilton, perché è consapevole che tenere la testa di una gara non è così semplice per come sembra.

FedMin