Giù le mani da Kakà

gennaio 17, 2009

Al cuore non si comanda, però …

Kakà in partenza per Manchester? (immagine tratta liberatamente dal sito ufficiale di AC Milan)

Impazza ovunque, anche tra i non calciofili, il dibattito se il Milan deve cedere o meno il fenomeno brasiliano Kakà, pallone d’oro nel 2007.  L’offerta del nuovo sceicco del calcio, Mansour, è eclatante e straccia il precedente record di denari per un calciatore (il Real Madrid versò alla Juventus, 75 milioni di euro per Zizou Zidane): 120 milioni di euro e datemi Kakà.

Conti alla mano il Milan con questa cessione getterebbe le basi per diventare la squadra più forte (e competitiva del mondo): Adebayor, Clichy, Alex, Mexes, Essien e Benzema questi i nomi che la società di via Turati contatterebbe sin dal giorno dopo della cessione del numero 22 rossonero. Un Milan giovane e, profondamente, rinnovato.

Queste le ragioni che pare abbiano portato all’imminente accordo tra le due società: c’è la probabilità che Ricky disputi proprio stasera l’ultima gara col Diavolo contro la Fiorentina a San Siro. Anche il calciatore vacilla, 290.000 euro a settimana, 15 milioni all’anno. 120 milioni di euro complessivi di entrate (compresi gli sponsor) per il suo futuro.

Certo per Smoking – in – bianco significherebbe svestire la casacca del club più blasonato del mondo, col quale ha vinto 2 Champions e 1 Coppa Intercontinentale, oltre che uno Scudetto e una Coppa Italia, per andare a giocare in una squadra che sta lottando per la retrocessione in Premier League. Kakà vuole garanzie tecniche, per questo non si muoverà da Milano fino a giugno.

Dirò di più: è probabile che se l’affare salta a Gennaio, il Milan di giugno sarà diverso da quello di adesso, soprattutto se dovesse arrivare qualche titolo di quelli in palio (anche se Ancelotti pare aver già abbandonato il traguardo scudetto), e che quindi Ricardo Izecsson Leite, più semplicemente detto Kakà, può essere rimanga in riva al Naviglio.

Una storia che assomiglia maledettamente al caso Sheva e quel rinvio atroce di una separazione imminente: ha dichiarato Clarence Seedorf che Kakà non andrà via per soldi. I suoi estimatori, me compreso, lo credono fermamente.

Kakà rappresenta per il calcio moderno l’antipodo a tutto: calciatore sublime (a mio modo di vedere il più forte al mondo insieme a Messi),  moderno. Un esempio dentro e fuori il rettangolo di gioco, un’anima candida e vincente. Kakà davvero è l’extralusso che qualunque club vorrebbe per sé.

Stamane campeggiava di fronte alla sede sociale del Milan la scritta: “Giù le mani da Kakà. Curva Sud”. I tifosi rossoneri, quelli dell’ex Fossa dei Leoni, sono innamorati pazzi del loro fenomeno. Il web impazza dando per imminenti il cambio di maglia. La Lega italiana perderebbe il pezzo pregiato (assieme a Ibra) del torneo.

Un atleta capace di consegnare al Milan una Coppa dei Campioni da solo nel 2007, un uomo che arrivato “bambino”, sbeffeggiato per lo strano nomignolo affibiatogli (ricordate l’ironico Lucianone Moggi su tutti) che è entrato di diritto e di prepotenza già nella Hall of Fame del calcio mondiale, passando da Milanello.

Disfarsi di Kakà è questione di cuore, ma anche di interessi. Adriano Galliani lo sà, Silvio Berlusconi un pò di meno. A lui questa storia non sarà andata giù con molto piacere, lui amante dell’estetica del “bel giuoco”, lui appassionato verace del fenomeno brasiliano del 1982.

Molto probabilmente la società vuole venderlo, altrimenti lo avrebbe blindato come fatto in passato con le lusinghe del Real e del Chelsea attraverso dichiarazioni e brusche frenate, sa che i Citizen non sono un avversario diretto del Milan come qualità d’organico (attuale): quale situazione migliori di fare cassa? Pensata Kakà costò al Milan 8 mln, 102 milioni di euro di plusvalenza!

La scelta finale tocca a Ricardo, lui che in cuor suo firmerebbe a vita per il Diavolo, si è visto fare le valigie. Ora tocca a lui disfarle oppure partire alla volta di Manchester.

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Fantaparon – non è un extraterrestre

ottobre 22, 2008
foto liberamente tratta da internet

Oggi ho appreso la notizia che l’ex stella della Nazionale inglese David Beckham vestirà (e non per una sfilata di moda!) la maglia del Milan. Lo spice boy gode di ottima stima negli ambienti mondaioli, tant’è che voci malefiche credono che il suo acquisto sia l’ennesimo colpo di marketing, perché si sa il bel David non attira più per il suo piede vellutato, bensì per il suo glamour e per la mogliettina, tale Victoria Adams.

Invece io vado controcorrente, questo è l’ennesimo acquisto da “fantamercato” che zio Silvio de’ Paperoni ha voluto operare per la “fantasquadra”, la società di via Turati. Ma mentre un tempo, quando la politica era relegata agli scantinati dei suoi interessi quotidiani, il Paron metteva mano al taschino e prendeva ragazzotti dal futuro certo (operazione Pato di oggi si vede che è stata fatta quando Lui non era in maggioranza!), oggi farfuglia qualche nome “grosso” e lo vuole prendere per forza.

Fu così che approdò qualche tempo fa Rivaldo, poi Ronaldo e la fissa per i brasiliani non gli finì mai. Quest’anno volle chiudere il cerchio ed ecco Dinho. Non entro in merito della scelta tecnica, ma la corte di Re Silvio non poteva privarsi del dentuto fuoriclasse brasiliano, tant’è che da Arcore il flirt è durato anni e anni.

Così Maldini resta lì al centro «Paolino non si cambia», pare aver pronunciato Berlusconi dopo le ultime prove del big rossonero. E via dicendo tutti gli ex campioni passano dal Milan: vogliamo parlare di Bobone Vieri, colui che rese MilanLab un investimento funzionale a qualcosa o qualcuno? Oppure del Puma Emerson. Non voglio mica pensare a Redondo, lì si trattò di sfortuna.

Qualche milanista (come me) potrà obiettare che con Pippo Inzaghi ci si è vinti la Champions. Vero, grazie anche a Cafù, Serginho, Brocchi e Simic. Roba che nemmeno la Beneamata spendacciona poteva prendere.

E quindi perché sorprendersi dell’arrivo di Beckham? Chi è abbonato da anni a Milan Squadra mia legge che l’ex centrocampista di Manch. Utd e Real Madrid doveva approdare in riva al Naviglio già dalla stagione 1998/99 (magari!). Oggi c’è e si vede.

Un’ultima cosa: come fa un calciatore che ha fatto tanti gol, ha persino vinto un pallone d’oro,a restare lontano da Milanello quando questi è nato il 29 settembre, stesso dì che 72 annifa vide il concepimento del pargolo Silviuccio-mi-son-fatto-da-solo? Eh no, vedere il Presidente del Consiglio, stile Valeria Marini, gridare “Andriy videochiamami!“, questo non è proprio possibile.