100 anni dopo arriva un nuovo “terremoto”?

dicembre 29, 2008
Reggio bella e gentile?

1908 - 2008: Reggio bella e gentile?

Scrivo nel giorno dopo.

Ho aspettato che, ritualmente, passassero i due giorni “incriminati”: 27 e 28 dicembre, 100 anni dopo. Così come attendevo fiducioso che almeno i TG nazionali parlassero in maniera equa dell’evento. Mi sono fermato a quello delle 13 (quello del biscione berlusconiano)  che a stento pronunciava il nome “Reggio Calabria”, non si tratta di campanilismo, ma di rispetto della dignità dei reggini morti in quella sciagura.

A proposito di campane: la Notte Bianca paventata dai due sindaci dello Stretto, Buzzanca e Scopelliti non s’avuta da fare. Un nulla di fatto che ha vanificato le tanto squillanti trombe di annuncio di questo megaevento che si è dissolto in ciò che in siculo si declina in “nenti mbrischiatu cu nuddu“.

Puntuali invece sono state le scosse, come tutti i Nostradamus avevan previsto: bazzecole da 2,5 gradi della scala Richter. Di quelle che rasero al suolo la Reggio bella e gentile dei primi anni del secolo appena trascorso, nemmeno l’ombra.

Qualche lampo di luce però si intravede grazie anche all’arresto per mano del super sbirro Renato Cortese di Pietro Criaco, uno dei 30 latitanti più pericolosi della penisola (e non solo). Clicca quì per leggere la cronaca.

Ne hanno anche parlato in maniera più intelligente di me anche due tipi loschi, il Monteleone e il Cordova, e il giornalista – blogger di CalabriaOra Lucio Musolino:  vi rimando ai loro blog al posto di perdere tempo con queste sciocchezze.

Un killer spietato che da quel di Africo non si è mai spostato, fedele alla tradizione mafiosa, arrestato a “casa sua”.

Urge una riflessione: il 2008 è stato un anno difficile per le ‘ndrine. Lo Stato ha messo fin troppo il bastone fra le ruote, soprattutto con l’arresto di capifamiglia o comunque affiliati di alto rango e in taluni casi ha cercato di mettere il becco anche in beghe da colletti bianchi, con la puzza dell’inciucio tra politica, industria e malaffare.

Arresti che hanno pure debilitato la salute della pax vigente. Reggio viaggia a due velocità: una è quella della città che progredisce, che non vuole sentirsi inferiore al resto del Paese, l’altra è quella ancorata alle logiche bieche della ‘ndrangheta. Velocità non sempre dissimili o perlomeno non sempre divergenti.

Si chiude un anno di successi investigativi, se ne apre uno all’ombra di qualche sole che tramonta. A cosa porteranno questi colpi inferti alla criminalità organizzata? Se la Provincia non pare soffrire di nostalgia dei capi finiti in manette, la Città un pò sussulta, anche per i vari eventi di cronaca collaterali a questi, che spesso vengono spacciati per totalmente estranei.

Sono “in cantiere” parecchi progetti con l’insinuazione del coinvolgimento dei clan. Il divenire ai posteri.

2009 in transito sul binario 1: diretto per Legalità, via Reggio Calabria.

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Crisi: Roma chiama Reggio

novembre 21, 2008
foto tratta liberatamente da Internet

foto tratta liberatamente da Internet

Rombo di tuono: 80 milioni di euro per “risanare” la crisi che verrà.

Questo quanto promesso da Berlusconi direttamente dal G20, adesso tocca fare i conti in tasca. E il Pdl non si scompone nemmeno un pò. Anzi riparte al contrattacco: 16 mln destinati alle grandi infrastrutture, 4 mln alle famiglie e piccole imprese 60 mln saranno “spalmati” durante tutto l’anno con interventi mirati per alleviare le sofferenze economiche degli italiani, il taglio del 3% dell’IRAP è uno di questi “movimenti”.

Ieri Gasparri richiamava la tesi della “mancanza della progettualità italiana” che non solo mal investe i soldi che provengono dall’UE, ma addirittura talune volte li rimanda al mittente.

Dunque occorre investire nelle grandi opere in via di cantierizzazione, per creare posti di lavoro e per “spendere” i denari in cassa. Regina in pectore è la A3, meglio nota (per l’agonia degli automobilisti) come la Salerno – Reggio Calabria.

Indiscrezioni, però parlano di altri 200 mln di euro provenienti dall’Europa per il completamento del tratto autostradale. Se questa notizia si rivelasse confermata nei fatti, sull’A3 ci sarebbe un alto investimento, proprio in un periodo, in cui gli “esperti” richiamano alla cautela.

Una grande operazione, un “bellu lavuru”.

La SA – RC è uno dei proventi maggiori che le cosche della ‘ndrangheta fatturano (considerando la minima parte degli introiti “italiani”, in piccola parte rispetto a quelli “esteri”) senza alcuna esclusione. Una spartizione minuziosa e osservante delle perverse logiche dei “locali”, di ogni singolo lotto, di ogni singolo cantiere.

L’operazione “Bellu Lavuru” ha individualizzato i movimenti delle cosche dell’area grecanica della nostra provincia interessati ai lavori, il dott.Salvatore Boemi è incaricato a farne pienamente luce, ma non basterà.

La ‘ndrangheta deve essere un problema nazionale e non solo dei calabresi.

Ah sapete qual’è la seconda grande opera nella lista della spesa del governo? Il Ponte sullo Stretto di Messina.