Galeotto fu il permesso di soggiorno

ottobre 6, 2008

Dante di sicuro non è John Grisham, però il suo verso è evocatore di quanto sto per scrivervi.

Quello che non ti aspetti: se si pensa alla Questura di Reggio Calabria la prima idea che ti balena in mente è “avranno fatto qualche arresto importante”, invece no. Oggi il granitico palazzo sul Corso Garibaldi è stato per un quarantenne il lasciapassare per il suo ritorno in libertà.

L’uomo, di origine indiana, era accusato di violenza sessuale su una minorenne. I fatti risalivano al 1996, quando, viveva in Calabria ma che ogni tanto andava a trovare il fratello a Monsummano Terme (Pistoia).

Riferisce l’ANSA, che l’uomo venne denunciato dopo che una bambina, all’epoca otto anni, disse di essere stata palpeggiata. L’indiano si e’ sempre proclamato innocente, sostenendo che, il giorno della presunta molestia, il 30 maggio del 1996, si trovava in questura per avere il suo permesso di soggiorno.

Ma il documento che l’attestava non era disponibile, visto che l’ufficio stranieri della questura calabrese ha mandato al macero i documenti antecedenti al 2003.

Alla fine l’indiano insieme al suo avvocato Antonio Mazzeo ha recuperato il documento, oggi è stato assolto dal Tribunale di Pistoia dall’infame accusa ed è finalmente un uomo libero.

Galeotto fu, dunque, il permesso di soggiorno che fece emergere l’inaspettata verità.

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