Né scioperi né vigilanza RAI: A.A.A. blogger cerca disperatamente notizia!

novembre 18, 2008
Libero blog in Libera Rete

Libero blog in Libera Rete

È un periodo di secca questo. L’abbondanza che cade dai cieli, non viene risucchiata dal mio pc e questo ha due conseguenze speculari: la prima è che ancora ho un pc, la seconda è che non scrivo da un pò di tempo.

Girandomi intorno e leggendo qua e là, vedo che la moria di notizie è diffusa, con le debite eccezioni. Volevo comunicare che anche il sottoscritto (dove scritto? boh) ha appoggiato (udite udite) l’istanza dell’urlatore Grillo in merito alla legge “ammazzablogger” riproposta da Veltroni, legge di cui avevo parlato precedentemente su questo blog e su cui non ritorno.

Dicevamo che la marea è bassa in questi giorni di calma apparente, i soliti scioperanti che si ridestano ogni anno dal letargo nel caldo dell’autunno italiano (un classico storiografico oramai) e i soliti politicanti che si fanno beffe degli elettori, fingendosi nemici – amici per una poltrona che scotta, mica tanto. Un pò come chi si divise le vesti.

Nel pastone odierno che vi sottoponto, un pò indigesto è vero, c’è anche spazio per il caso Englaro. Oggi sul Corriere della Sera è apparsa un’intervista presso una casa di Don Orione, a tal suor Ildefonsa (mi devono spiegare se questi nomi sono veri!!!) la quale, nonostante i “lunghi” anni di servizio ai malati, si dichiara aperta al testamento biologico, iter avviato già tra i piani alti della Chiesa Romana, svela la suora, che definisce la situazione work in progress.

Gigi D’Alessio ha confermato i sospetti: che motivo c’è di fugarli? « É vero suonavo alle feste dei camorristi » e poi facevo il post serata con una “ragazza di periferia”. Dettagli, odio la cronaca rosa.

Frattanto nessuno ci informa che in Congo le milizie di Nkunda tengono sotto scacco le forze governative e peacekeepers ONU resistono a stento intorno a Goma: solo la rete si ricorda che l’interesse deve essere veicolato verso le zone che lo richiedono, ossia l’ex terzo – mondo, da tutti per etichetta chiamato “paesi in via di sviluppo“, ma che a sentire chi là ci vive (da italiano all’estero) lo descrive come quinto, se non il sesto livello della disinformazione.

Per chi dice che si è interessati alle vicende africane a convenienza, beh provate a motivare il perchè della corsa a riarmo della Svizzera paese solitamente neutrale nel cuore dell’UE?

Banche, cioccolata e orologi. Un trinomio che in tutto il mondo conduce inevitabilmente alla Svizzera. La neutrale e pacifica Svizzera. E invece, soprattuto per chi in Svizzera ci vive, un altro elemento essenziale è l’esercito. Solo nel 1989, quando il Consiglio Federale esaminò l’iniziativa del Gruppo per una Svizzera senza Esercito (GSsE) che chiedeva l’abolizione dell’esercito, si affermava ancora che “la Svizzera non ha un esercito, essa è un esercito“.

fonte PeaceReporter

La Libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta, usava dire Thedor Wiesengrund Adorno. Un motivo in più per scrivere (così male) oggi.

FedMin

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