Editoria: crisi Finedit srl

ottobre 6, 2008

Succede anche nelle migliori famiglie, così dopo 11 anni, il Quotidiano della Calabria ha dichiarato lo stato di crisi.

Nonostante la costante crescita della diffusione negli ultimi anni, la testata giornalistica dell’editore Francesco Dodaro ha chiuso l’ultimo bilancio con una perdita di 650mila euro, una situazione economica davvero insostenibile per la Finedit srl.

La proprietà ha l’intenzione di avviare l’iter della cassa integrazione da parte del Ministero del Lavoro, ma non si sono fatte attendere le reazioni dalla FNSI regionale, nella persona di Carlo Parisi che plaude al Cdr del giornale, che ha bocciato il piano di risanamento.

Così il segretario del sindacato dei giornalisti calabresi per Apc: « Non si esce dalla crisi licenziando i giornalisti: piena e convinta solidarietà ai colleghi de “Il Quotidiano”, i quali hanno proclamato lo stato di agitazione. Esprimendo apprezzamento per il serio e responsabile lavoro svolto dal Cdr, che ha presentato ben due proposte alternative, finalizzate alla riduzione dei costi anche con pesanti sacrifici per i giornalisti ».

« Più volte la testata è stata ammonita sul serio rischio rappresentato dalla vertiginosa crescita del corpo redazionale che ha, ormai, raggiunto le 49 unità ».

Un duro colpo per l’editoria calabrese, nonché per i lettori affezionati ad un giornale che forniva un’informazione equilibrata e “sulla notizia“. Attendiamo futuri risvolti.

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Italia Boh!

ottobre 5, 2008

Siamo sempre i soliti inguaribili italiani.

Il Belpaese ricade (altro che “rialzarsi”) nelle diatribe ideologiche di un tempo, che ormai non c’è più. È lo scotto che dobbiamo pagare per via della nostra vicinanza con la Francia, perché l’anacronismo è marchio d’oltralpe, ogni tanto ci piace anche a noi per questo lo issiamo ben ben quando qualcosa non và.

Razzismo sì, razzismo no.

Questo è il ritornello di queste ore; sicuramente alcuni episodi sono di una gravità inaudita. L’esasperazione mediatica, figlia di Murdoch e del suo aggiornamento in tempo reale, rende la situazione ancora più incandescente: quante colpe sono dei politici? Indubbiamente il centrodestra, soprattutto la Lega Nord, ha alzato i toni durante la campagna elettorale in merito alla questione “extra-comunitari”.

Che ciò abbia scatenato una ondata di sentimento antisemita? Sinceramente credo che in talune circostanze “certe” parole della politica possono essere state fuorviate (su tutte la campagna anti-rom, vedi  caso impronte digitali).

I moralizzatori, scuola di pensiero dei vari Travaglio, Grillo, DiPietro, anacronisti anziché no vista la loro convinzione di appartenere ad un età storica di “resistenza continua” (che direi ingiuriosa nei confronti di chi la Resistenza la fece e pure bene), alla quale si iscrive quando pare che la barca stia per colare a picco, anche quel simpatico umorista di Walter Veltroni, si scagliano contro il Pdl tacciandoli di essere figli putativi dei più antipatici regimi fascisti.

No che Berlusconi (vedi video soprainserito!) sia uno stinco di santo, anzi, ma dargli del Duce, beh mi pare fuorviante ed esagerato. Anche perchè per non andare lontano, proprio la legge più contestata (giustamente) è stata dirottata su binari, condivisi da molti deputati (anche del Pd) e soprattutto contemperati dalla Costituzione Italiana (cosa che non sempre riesce bene al Cavaliere).

Il passo è breve: fascismo sì, fascismo no.

E ci risiamo, guai a chi si esenta. Così la Repubblica di Salò ritorna ad occupare un ruolo primario nell’agenda politica nazionale. Fini apprezzato, Fini contestato. I Comunisti? Mai esisti, siamo “democratici”.

Quanto ancora dovremmo essere attaccati a questi stereotipi di politica antica, ampollossa, rompipalle???

Perchè l’Arma è Arma, coscomì la Granbassi protesta. La Polizia di Stato, nega la possibilità alla Vezzali? Ok, va bene. Fiorettiste contro, gente che “buca lo schermo”. Anche questa la chiamano politica!!!

Italia sì, Italia no. Italia…boh!