Beati siano i soldi perchè…

settembre 16, 2008

Cascate di soldoni in riva allo Stretto. Il comune di Reggio Calabria incassa 33 milioni di euro per contributi relativi ad esercizi finanziari del 2000, direttamente dal Ministero degli Interni.

Discostandoci di poco rispetto al Centro urbano, esattamente agli inizi della Provincia reggina c’è chi vuole investire tanti euro, ma davvero tanti. La SEI Spa (Strumentazione Elettrotecnica Industriale), infatti è pronta a sborsare ben 1 miliardo di euro per la centrale al carbone.

La curiosità che questo investimento va a ricadere in una zona, quella di Saline Joniche, che in linea del tutto teorica è la più “industrializzata” della nostra Provincia: il Porto, l’Officina Grandi Riparazioni e la Liquilchimica regnano silenti lungo questo territorio.

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foto da Melitoonline

Più che silenti si dovrebbero dire “eternamente” dormienti. Mai funzionanti, entrambi i colossi costati ben 330 miliardi di vecchie lire aspettano adesso la nuova sorella in arrivo. Indubbio è, come accertato da diverse indagini e già passato in giudicato, che le ‘ndrine locali sono andate a nozze con queste valanghe di soldi, tanto da trasformarli da capobastoni a reggenti di un locale molto amplio.

Dunque a Palazzo San Giorgio così come nella sede della SEI sono ore febbrili, ma alla rovescia. Sì perchè mentre Scopelliti può finalmente tirare un respiro di sollievo sui conti malconci del Comune e quindi può finalmente ripartire nei suoi progetti per la città, su tutti il completamento del Palazzo di Giustizia; la Società industriale non può certo esultare.

La politica non sta a guardare e gli attacchi verso l’opera sono bipartisan, da Gasparri a Minniti nessuno vuole la centrale a carbone. Nessuno vuole saziare la fame delle cosche, assetate di denari nuovi. Nessuno, però vuole dare una chance di rilancio al nostro territorio. La terra di nessuno, per l’appunto.

Investire? Sì sulla SS106 che miete più vittime di una guerra. L’ultimo domenica. Chissà se per questo gravoso problema si verserà qualche spicciolo di tutti questi mastrodontici soldoni.

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INCHIESTA: "Riqualificazione delle periferie" – Le Immagini

settembre 4, 2008

Luci e ombre.

L’escursione alla ricerca della riqualificazione perduta, oscilla tra i (miei) dubbi subitanei la lettura delle dichiarazioni e le certezze attestate dalle immagini.
Procediamo…
Campoli. La frazione nordica pare aver precorso i tempi della delibera comunale, tutto fila liscio


Asfalto compreso.

La falla dov’è? Il dorso pericoloso donde sta??? Ecco che spunta Lei, le Regina. L’unica imperfezione del manto stradale: la Buca e il suo satellite, “Fossicedda”. Ampiezza totale: 50 cm circa, profondità 7 cm. Paura…

Qual’è la sua colpa? E’ tanta per essere considerata una strada da essere riqualificata???

Grottello.
“… l’ampliamento della traversa di collegamento tra via Grottello e via San Filippo …”

Sarebbe inaccessibile, ma non lo è. Provare per credere

L’Impiccione si è addentrato per la futura “arteria”. Oggi secondo l’antico calabramaico sarebbe una sciumara. Vedremo a Settembre 2009 se la realtà sopravanzerà sulla fantasia umana.

Quattronari – Collegamento 106. La teoria del “Nord che funziona”, esiste anche a Reggio. Infatti la zona Quattronari – Ribergo è svizzera.


Anche in questo caso l’intervento degli operai pare inutile, scendendo più a Sud cominciano ad affiorare le prime magagne. Su tutte alcuni residui dei lavori “del Metano”, proprio a pochi metri dall’uscita sulla 106.


Questa la situazione. Molti lavori “in cantiere” mi paiono davvero inutili, altri urgenti. Certo la mia immaginazione si è esaltata all’ultima opera… “… ed un tratto di condotto fognario che collega vico Scordino di Lume all’esistente impianto di depurazione.”

…esistente impianto di depurazione!!!


Ritenetevi fortunati, l’odore nauseabondo (purtroppo) non filtra attraverso il monitor di un pc.
Guardate un temerario camionista che attraversa il nostro caro “impianto”…

Ma il problema secondo voi è il condotto di Vico Scordino che non c’è o questo scempio?


Dietro le fresche frasche (che maldestramente coprono tale visione) spunta l’azzurro del mare…oh ouì la mer


Sguazziamo.

La (non) notizia: SS 106

agosto 31, 2008

La gincana di San Leo – Mortara continua la sua digi-evoluzione. Ancora una volta gli automobilisti si dovranno cimentare su una variazione al tratto, ormai celebre per la sua “provvisorietà”. Di positivo c’è che è stato aperto lo svincolo per San Leo, così dopo l’improvida manovra, proprio all’angolo ci si può ristorare al buon Bar Zephir con qualcosa di dissentante. La fine dei lavori è prevista per il 2010, certo che ci vorrà tanta fantasia ad immaginare altre deviazioni rispetto a quelle finora proposte. La 106, vero e proprio dramma del litorale Jonico reggino. Purtroppo i tragici eventi sono scanditi con un ritmo, davvero allucinante. Allucinante per tutti, tranne per chi di dovere. Morti, feriti permanenti. Tutti caduti, con triste sincerità, nel dimenticatoio degli amministratori: ad ogni tragico evento si ripropone la questione delle “uscite” sulla (cosiddetta) SuperStrada, delle intersezioni che spuntano sul tratto incriminato e criminoso. Da passaggi per le abitazioni, a esercizi commerciali, a “Colonnine” di benzina. E’ scandaloso che nei pressi di un autolavaggio o di un negozio ci siano le linee tratteggiate, sì linee tratteggiate che “autorizzano” gli incidenti ai quali, quasi, quotidianamente assistiamo.
Anche i giornalisti tacciono, s’indignano sol quando ci scappa il morto, in quiete non fa notizia.