A Siderno la musica di Povia, poeta maledetto del nostro tempo

settembre 9, 2009

anche su Messin.it

Per trovarsi bisogna perdersi. Parola di Povia, che dai bambini fanno oh ne ha fatta di strada. Tanta che ritrovarsi in quest’angolo di Calabria dove la luna gioca a nascondersi sa di poesia. Come le sue canzoni che hanno incantato la platea accorsa a Siderno Marina per il concerto del cantautore milanese.

L’ultimo cd “Centravanti di mestiere” è un mix esplosivo di sound da esplorare e temi di cui nessuno vuole parlare: single, traditi, illusi, incapaci, pennivendoli di partito. Ce ne ha per tutti, pure per chi al concerto è andato convinto che Povia fosse solo « picconi, gay e bambini ».

Dopo l’exploit sul Palco dell’Ariston continua a lanciare slogan sulla libertà d’espressione, persino sulla Religione. Luca era gay applauditissima, fa storcere il naso a qualcuno fra il pubblico. E Giuseppe Povia non le manda a dire: è l’Arcigay e Franco Grillini « ad accanirsi contro di lui, non il contrario ».

Poi l’attacco alle case discografiche e al mondo della pubblicità, con provocazione: su Internet si può acquistare il suo cd a soli 10 euro, a fronte dei 16 del negozio, con la possibilità di seguire in streaming tutte le tappe del suo tour.

Chi lo definisce anticonformista, chi fenomeno da baraccone, chi poeta: Povia ha smesso di suonare, ma l’eco forte delle sue parole schiette e concrete ha fatto sì che la Luna sia ancora più pallida del solito.

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