Niente di personale

novembre 11, 2008
grillofoto tratta liberatamente da Internet

« Non ce la faccio più, ho un grillo per la testa », suonicchia il motivetto. Beffardo persino del suo cognome, Beppe Grillo pontifica ogni dì dall’alto del suo trono: re dei media alternativi. Chi l’abbia incoronato non si sa, anche perché i numeri non tornano.

Destino crudele per questi sinistroidi incalliti che nonostante giorno per giorno attaccano Berlusconi non riescono a raccogliere i “soliti” consensi. Ieri Santoro che diffida dall’imitarlo, qualche tempo fa Travaglio condannato per diffamazione, nonostante avesse controllato tutti i documenti e le carte a sua disposizione.

Però inceppo in grossa difficoltà nel nutrire stima nei coloro confronti. Nulla di personale, ma i moralisti del “tutto è compromesso” davvero tardano ad entrare in mia memoria come benefici per il nostro Paese. Un ossimoro è proprio il comico genovese. Che in matematica non doveva andare così male.

Ha analizzato che in Italia la stagione del “disinteresse” verso la politica viveva (e vive) un peak mai visto prima. Ha algebricamente sommato a questo, che il primo ministro è il “controllore” della (ex) nuova informazione. Ha capito che tra certi politici che votava e il circo di Zelig non correva molta distanza.

Il dato è tratto. Tutti a gridare “vaffa” alla politica, tutti sul web (la nuova informazione) a indottrinare, a suon di vaffa, i cyber lettori. Carta canta. Non sarà di Zelig, ma come comico non è male. Altro che la ricetta perfetta, l’alchimia sconosciuta.

Oggi l’ultima sentenza in questa direzione, dei denigratori a prescindere, ne da notizia Corriere.it: insufficienti le firme di Beppe Grillo per i referendum. Ma come?!

In particolare, i giudici dell’Ufficio centrale della Cassazione per i referendum, dopo aver esaminato tutte le firme raccolte anche in relazione ad ogni quesito tra quelli proposti, hanno giudicato formalmente non corrette le procedure seguite per la raccolta di diverse centinaia di migliaia di firme. Di conseguenza nessuno dei tre quesiti referendari proposti avrebbe raggiunto le 500mila firme.

Le tre consultazioni popolari proposte dal comico genovese riguardano l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti, l’abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria e l’abrogazione della legge Gasparri sulle frequenze tv.

Niente di personale dicevo. A me Grillo quando urla mi da pure quel senso di uomo alla Ignazio La Russa che inebria la nostra coscienza virile. Un caso strano questo del padre padrone dei meetup: oggi tanto per tenerci aggiornati si scagliava, come al solito, contro la casta dei giornalisti.

« I media sono il bastone del potere. Hanno il compito che una volta era del boia ».

Peccato che preso dal delirio della rivoluzione sociale anti – Gelmini, si sia dimenticato di dire qualche altra parola su un’altra, ampiamente riconosciuta, casta: i docenti universitari. Forse perché qualcuno di quelli che agitava le proteste dei giovani disinibiti studenti era del suo stesso partito…


Internet, Sorrisi e Canzoni

novembre 4, 2008
carfagnafoto liberatamente tratta da Internet (lo so ho dato una botta de vita al blog!)

Dura la vita di Mara Carfagna. Che Internet brulicasse di matti è roba risaputa, ma che il primo denigratore lo avesse in casa propria la ministra proprio non se l’aspettava. E così parte ancora una volta la querela. Chi è l’indirizzato? Paolo Guzzanti, destroide sofferente di vittimismo da purga, che non lesina attacchi a destra e a centro – destra. Monopartisan , diremmo.

C’è chi la vuole ancora vedere come mamma l’ha fatta, c’è chi in un bel tailleur da parlamentare un pò più abbottonata della sua proverbiale mise “vedo – non vedo”. Questioni di punti di vista.

E infine c’è chi proprio non la può vedere e le colonne del Corriere della Sera, che queste notizione non se le fa mica sfuggire: il ministro Carfagna querela Guzzanti è un link di richiamo sotto l’articolo dell’intervista di Klaus Davi a Marcello Dell’Utri, strane coincidenze.

Il fatto.

(mi perdoni il maestro Enzo Biagi, per il misero accostamento)

« Calendarista alle pari opportunità, inadatta. Una nomina di scambio ». Queste la frase incriminata del blog. Beghe familiari, perchè la figlia del senatore del PdL, tale Sabina Guzzanti (che fa la promoter dell’Idv) è stata già querelata dal Ministro delle Pari Opportunità. Ora passa al padre, per non restare con le mani in mano.

« Il punto, lasciamo perdere la Carfagna, facciamo finta che non esista – scrive tra l’altro Paolo Guzzanti – è: è ammissibile o non ammissibile, in una democrazia ipotetica, che il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente? ».  Certo il senatore non è andato leggero, un tackle duro. Durissimo, tanto da meritarsi una bella denuncia per diffamazione.

Parlando di cose serie leggevo interessato su Repubblica.it di Niccolò Fabi e della sua scelta “epocale” di vita. Niente più canzoni, ma musica per web. Non un espediente antipirateria, ma una presa di coscienza delle nuove frontiere dell’intrattenimento globale.

Si chiama Violenza 124 ed è l’opera che vedrà mescolate musica africana e classica, elettronica e dance, rock e avanguardia, una delle più interessanti e originali produzioni musicali italiane degli ultimi anni. Tutto reperibile su Internet, diverse intelligenze musicali, Fabi stesso dice di aver trovato la pietra miliare della sua carriera, « il rischio è quello di non metterti in discussione, di muoverti solo nei territori che conosci. Io invece ho pensato che dopo tanti anni in cui le canzoni hanno occupato un grande posto della mia vita, con grandi gratificazioni, dovevo ripartire dalla musica, sporcarmi le mani con i colori, avere la libertà di non raccontare storie personali. E poi mi piaceva il fatto di poter andare a esplorare stili musicali che il mio essere cantante non mi permette di affrontare. Se mai mi fossi dimenticato il motivo per cui faccio musica questa è una grandissima occasione per ricordarlo ».

La Cybersfera, eh questa sì che è terra di nessuno e di tutti. Sorrisi e Canzoni, ma anche querele e musica on web.