“Verso” al Pdl

ottobre 4, 2008

Credevo che il termine “eletti” rappresentava tutti coloro che dopo una tornata elettorale risultassero vincenti, oggi presso il salone del Lucianum mi sono dovuto ricredere.

Introdotto “quatto quatto” tra le mura del fortino ho assistito, a dire il vero non usufruendo dello spettacolo integrale (come i bei porno degli anni ’60), alla affezionata arringa che “Peppe, il sindaco” ha tenuto agli “amici di questa sala”.

La cosa che più ha colpito la mia curiosità è che oltre agli afecionados di Scopelliti&C. mancavano all’appello molte “maestranze” locali del partito di Fini. Strano nel giorno in cui il Primo Cittadino lanciava la sfida del Pdl per tutti gli adepti di AN della provincia reggina.

Assessori Comunali, Consiglieri Provinciali (nota simpatica la presenza dell’azzurro Antonio Eroi, in quota “amico del sindaco”, per suo stesso dire), tutti i reggini dell’assise regionale. Niente, c’era solo “Peppe, il sindaco” e i suoi fedelissimi.

E come quando deliziava dalla poltrona di RTL durante l’estate appena trascorsa, Peppe Dj ha dispensato la guida morale, politica, amministrativa per tutti gli aitanti (mica tanto) giovani dell’emisfero destro della Politica.

Dal MSI a Fiuggi, passando per le lotte del salto all’8%, oggi AN è nel pieno del fiume berlusconiano del Popolo delle Libertà: « Chi vuole mi segua, chi non vuole  che si trovi i suoi spazi ». Non usa mezzi termini Scopelliti, forte della sua presenza nella costituente del nuovo partito.

« Non abbiamo tradito nessun’ideologia, non siamo bramosi di potere: vogliamo cambiare l’Italia », parla da politico consumato il Sindaco più amato d’Italia, parla da leader di una nuova politica di destra, da lui stesso definita “di rottura”.

Prevenire è meglio che curare, quindi sin dalle prime battute interpone tra lui e la poltrona di governatore, l’appuntamento delle urne per le Europee, primo banco di prova per il Pdl unito.

Poi l’attacco alla Sinistra, « noi siamo anticomunisti », però gli fanno notare che Fini ha definito il suo partito come antifascista, replica con durezza: « il presidente Gianfranco…Fini (il chiamare per nome i “pezzi grossi” del partito è stato un intercalare costante della mattinata, ndr) ha dovuto dire quelle parole, perchè in un periodo di transito come quello che stiamo vivendo ritirare fuori questi vecchi stereotipi è controproducente, perchè se Violante rivaluta i ragazzi di Salò allora essendo un ex comunista è un’opinione corretta, se Ignazio…La Russa dice qualcosa, quei “vermi” di Repubblica e quei “vermi” del Corriere iniziano la loro campagna…“.

Poi il rapporto di amore – odio con FI: « sono 14 anni che “stiamo insieme”, cosa dovrebbe esserci da ostacolo? Solo qualche “provincialismo” ? ». Termine a caso? Nessuno ci crede, nemmeno lui. “Abbracciamoci forte e vogliamoci tanto bene, siamo il primo partito d’Italia“, così recita lo slogan del Sindaco: socialisti, missini, democristiani, repubblicani tutti insieme appassionatamente.

Così come mi sono intrufolato, furtivamente mi svicolo tra una poltrona e l’altra. L’inizio della più grande storia d’amore politica dell’età repubblicana in riva allo Stretto parte con qualche defaliance di troppo.

Menomale che “Peppe, il Sindaco” c’è.


A.M.I.C.I.: tappa a Reggio Calabria

settembre 28, 2008

No, non sto parlando né della DeFilippi né del suo programma televisivo, quindi ai pochi lettori che si preoccupano della mia integrità morale e intellettiva chiedo venia.

A.M.I.C.I. è l’Associazione Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino, che sabato 27 settembre presso la sede del Consiglio Regionale, nella Sala dedicata a Federica Monteleone, si è ritrovata proprio a Reggio Calabria per riflettere sullo stato di ( poca ) “salute” della ricerca, della prevenzione e della cura della colite ulcerosa e del morbo di Chron nella nostra Regione.

Sono, infatti, queste le due patologie al centro dell’attenzione dell’associazione. Malattie disconosciute dai più, a volte poco “considerate” anche dai medici stessi: troppe volte una persona affetta da Chron è operata per “appendicite” o una malata di colite ulcerosa curata per stato di depressione.

Quindi, che cosa sono?

La Colite Ulcerosa (CU) ” è una malattia infiammatoria intestinale che interessa il retto ed il colon. L’intestino tenue non è mai interessato dall’infiammazione. E’ una malattia cronica caratterizzata da fasi di attività a fasi di remissione completa. Nel corso delle fasi di attività l’infiammazione interessa la mucosa, ossia la superficie più interna della parete intestinale, che diventa iperemica, fragile ed ulcerata. La malattia interessa il retto in tutti i casi e può “estendersi” ai segmenti a monte del colon in modo uniforme”.

Il morbo di Chron è “prevalentemente nell’ultima parte dell’intestino tenue chiamato ileo (ileite) e/o nel colon destro/cieco (ileocolite) oppure solo il colon in una sua qualsiasi parte (colite). I tratti intestinali colpiti si presentano infiammati, erosi, ulcerati (quindi con perdita di tessuto) con lesioni che interessano a tutto spessore la parete intestinale. La MC può anche presentarsi in forma perianale, ossia con fistole e ascessi in corrispondenza dell’ano e scroto o vagina. Le fistole sono dei tramiti che possono mettere in comunicazione la parte bassa dell’intestino (retto) con la superficie cutanea o terminare a fondo cieco. L’ascesso è invece una massa contenente una raccolta di materiale infiammatorio”.

Il dibattito, che ha visto interventire tra gli altri anche professionisti reggini nel ramo, come il dott. Angelo Lauria (U.O. Gastroenterologia OO.RR. Reggio Calabria), si è snocciolato tra le carenze strutturale che la Calabria ha in tal senso. Addirittura, come sostiene Gianfranco Antoni nella nostra Regione, non esistono gli strumenti per “censire” quante persone affette da tali patologie ci sono. Quindi, addirittura, siamo allo stato primordiale della ricerca, in quanto non si conoscono nemmeno quante persone sono da sottoporre ad essa.

Si tratta di doppia velocità, mentre a livello nazionale si promuovono molte iniziative e la conoscenza di queste malattie autoimmuni è altamente conosciuto, nel nostro alveo regionale ci sono pochissime occasioni di discussione in tal merito, soprattutto nel delicatissimo “passaggio” tra professionisti e pazienti (anche “potenziali”).

Malasanità non è solo quando ci scappa il morto, ma anche quando non si da la possibilità a tutte le persone di curarsi con tutti i mezzi che la scienza medica ha in dote. Basti pensare che la celiachia già largamente riconosciuta e “difesa” (vedi tutte le attività che si aprono a ingredienti senza glutine) dai media e dagli enti locali e nazionali (chi è affetto da tale patologia è esentato dal pagamento delle medicine), solo da pochi anni è ampliamente conosciuta tra i calabresi, statistiche alla mano.

Progredire vuol dire conoscere, conseguenza logica che la punta dello stivale troppe volte trascura.

Fonti:Le definizioni sulle patologie sono tratte da due inteventi di:

  • Dott. Paolo Gionchetti, Centro per la ricerca e la Cura delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali. Dipartimento di Medicina Interna  Università degli Studi di Bologna.
  • Prof. Dario Sorrentino, Cattedra di Gastroenterologia Università di Udine.


Crotone, questa non è un emergenza…

settembre 26, 2008

“Ad esempio a me piace la strada col verde bruciato, magari sul tardi…” così cantava Rino Gaetano nel suo idillio alla calabresità. Purtoppo lo spettacolo oggi a Crotone non è il Sud profondo, ma la poco esaltante vista della mundizza (declinazione calabra del campano monnezza), ormai a cumuli.

Crotone come Napoli?

L’annoso problema più volte denunciato dai media locali, non ha mai ottenuto un risalto tale per suscitare un intervento deciso ed efficace, tant’è che adesso la situazione appare critica. La Regione Calabria da par suo ha fatto poco e niente nel suo operato a tutela dei cittadini, anzi ha destinato tutto il crotonese ad essere la “discarica a cielo aperto” dell’intera regione (e non solo). Ricostruiamo.

12 gennaio 2008

” […] la Calabria non poteva tirarsi indietro ed “opportunamente” l’On. Loiero ha dichiarato la disponibilità della nostra regione a ricevere i rifiuti della Campania. Non sappiamo dove saranno allocati, visto che la Calabria manca di discariche; non sappiamo se saranno caricati sulle navi e portate a Gioia per essere trattate in quell’inceneritore (pardon valorizzatore).

« Sulla questione rifiuti, infatti, abbiamo già una situazione esplosiva, – affermo Loiero – da cui non è semplice uscire ». Caspita, ci siamo detti.Ma come, la situazione calabrese era stata affrontata con i finanziamenti regionali per la attuazione del servizio porta a porta che a detta dell’assessore all’ambiente Diego Tommasi stava ottenendo dappertutto risultati incredibili ed i comuni calabresi stavano diventando come quelli dell’Italia del nord, ma che dico dei paesi europei più evoluti.Ma che forse, forse il governatore Loiero stava smentendo il suo assessore Tommasi?

(fonte amantea.net)

Solidarietà nazionale e informazione sul tema, queste le mosse di Loiero e company. Ecco come ne parla, Il Crotonese.it ben 4 mesi fa.

18 aprile 2008

Tra sessanta giorni presenteremo una versione riveduta e corretta del Piano regionale dei rifiuti licenziato dall’Ufficio del commissario. Lo avevano annunciato all’unisono mesi fa il governatore Agazio Loiero e l’assessore regionale all’Ambiente Diego Tommasi. Da allora di giorni ne sono trascorsi molti di più, ma del nuovo Piano neanche l’ombra. In compenso la Regione, a caccia di consensi dopo la batosta elettorale del 13 e 14 aprile, continua imperterrita a sfornare programmi e progetti.
Mercoledì scorso l’assessore regionale all’Ambiente, Diego Tommasi, ha annunciato dai terminali dell’Ansa che « in Calabria nascerà il Museo dei rifiuti, il primo in Europa, che affronterà le tematiche della raccolta e dello smaltimento ». L’iniziativa è del Dipartimento politiche dell’ambiente della Regione che ha bandito un concorso per l’ideazione, la progettazione e la realizzazione della struttura. « Si tratta di un progetto educativo che rientra in quel percorso culturale avviato nel 2005 dopo il nostro insediamento alla Regione – spiega Tommasi – e che coinvolgerà le scuole ed i cittadini. Sarà una struttura all’interno della quale si partirà dalla tematica dei rifiuti per poi affrontare tutto il tema ambientale».
Il museo costerà 700 mila euro. I fondi sono quelli del Por Calabria 2000-2006. L’area, circa ottocento metri quadrati, è stata individuata nella sede dell’Università della Calabria, a Cosenza.

Caduto nel silenzio il problema rifiuti in Calabria sommerso (mica tanto) dal medesimo napoletano, però non ha trovato né il  “Berlusconi” né  “San Gennaro” di turno. Con l’estate i problemi iniziano a farsi sentire.

Lunedì 11 Agosto

Crotone – Una lunga fila di autocompattatori davanti ad una discarica, chiusa per ordine del commissario per l’emergenza ambientale. Chiusa perché il proprietario Raffale Vrenna è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e ha un certificato Antimafia positivo Una scena di un film già visto. «Un atto forte, ma indispensabile, dovuto», dice il prefetto e commissario straordinario per l’emergenza ambientale in Calabria, Goffredo Sottile che non retrocede neanche quando sa che ci sono sindaci “ribelli”,che non hanno voluto far scaricare i rifiuti dei 69 Comuni che da anni, ogni giorno, fanno arrivare la loro spazzatura nel sito di Vrenna, quello della Sovreco, a Columbra, a Crotone. Il piano del commissario prevede che per 60 giorni le 320 tonnellate di spazzatura vadano altrove, in quattro altre discariche: a Lamezia, Catanzaro,Cassano allo Jonio e Scalea.

C’è chi si infuria. Chi non sa che cosa fare, anche perché nel crotonese alternative a Sovreco non sono mai state realizzate. Tra le polemiche a difendere la decisione di Sottile scende in campo la parlamentare Angela Napoli: «Sottile non poteva fare altrimenti. In Calabria c’è bisogno di far rispettare la legge. E se il primo cittadino di Catanzaro chiede un incontro con Maroni fa bene, il ministro ha approntato unpiano sicurezza strategico per evitare le infiltrazioni della mafia nell’economia». Più lontano dalla città ci sono i villaggi turistici che temono per i propri ospiti.

(fonte Giulia Fesca, Dazebao)

Altro che Campania, benvenuti a Kroton.

25 – 26 settembre 2008

Oggi è ancora prima pagina. Questa volta non si tratta di rifiuti qualsiasi, ma bensi di rifiuti tossici: case, scuole, cliniche per anziani e punti portuali tutti edificati con materiale di scarto dell’ex Pertusola.

Black Mountains, questo è il nome dell’indagine della Procura di Crotone. Contestato il reato di discarica abusiva e disastro ambientale. 18 aree sequestrate tra Cutro e Isola Capo Rizzuto, sette persone indagate dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni.

Vincenzo Mano, Giovanni Ciampà, Paolo Girelli, Alfredo Mungari, Domenico Colosimo, Francesco Ruscio e Domenico Curcio, questi i loro nomi, tra i quali spiccano il rappresentante legale dell’imprese Ciampà in odore di mafia e 3 funzionari dell’Asl regionale.

Un inchiesta partita ben 9 anni fa in seguito alla denuncia di Emilio Iuticone, titolare di un impresa di movimento terra e fornitura di calcestruzzo. « Possono permettersi di offrire prezzi inferirori perchè l’approvvigionamento del materiale da utilizzare come sottofondo e/o rilevato, non solo è a costo zero, ma viene addirituttra “sovvenzionatoall’utitilizzo da Pertusola Sud ».

Cos’è Pertusola Sud Spa?

E’ un’azienda dell’Eni, fondata nel 1928 (solo nel 1990 sotto il controllo diretto dell’Eni) e oggi assorbita dalla Singea S.p.A, che costituiva uno dei poli industriali più importanti della chimica italiana, nel settore dei processi idrometallurgici nella lavorazione dello zinco. Il blocco del sito produttivo di Pertusola Sud ha avuto pesanti ripercussioni occupazionali, posto che sono in mobilità circa 120 dipendenti.

Il centro industriale è stato al centro del “braccio di ferro” tra Eni e operai.

Dietro i cancelli della Pertusola Sud, società dell’ Eni, in 648 chiedono lavoro e non assistenza. Il comunicato del governo, che smentisce decisioni di chiusura già prese e conferma che la trattativa è ancora aperta, crea nuovi allarmi. Stamattina il consiglio di fabbrica farà il punto sulla situazione, poi gli operai in assemblea decideranno cosa fare in vista dell’ incontro del 18 a Palazzo Chigi tra governo, Eni e sindacati. “Quel che bisogna affermare subito con forza è che Crotone e la Calabria non possono più sopportare attacchi all’ occupazione”, afferma il presidente della giunta regionale Guido Rhodio. La Regione ha fatto una proposta di rilancio dello stabilimento di Pertusola, convinta che possano essere coinvolte anche competenze calabresi. Ma l’ amministratore delegato dell’ azienda, Emilio Simeoni, ha ricordato due motivi che potrebbero spingere l’ Eni a chiudere Crotone: la competitività dello zinco prodotto all’ Est, dove i costi sono nettamente inferiori a quelli delle imprese che operano nel resto dell’ Europa, e la riduzione della domanda dei metalli non ferrosi.

(fonte La Repubblica, 10/01/1994)

Alla fine tra l’eterno allarme di un imminente chiusura, l’Eni, trascurando l’alta pericolosità su “l’incolumità pubblica” di cui la fabbrica era potenziale portatrice, decise di riabilitare l’intera zona attraverso.

Di conseguenza la Provincia di Crotone, dunque, “sistemò” le maestranze locali in mobilità dalla Pertusola Sud ne “l’attività di della messa in sicurezza e bonifica del sito industriale dimesso“, come deliberato in via definitiva dalla Giunta in data 6 marzo 2006.

L’eterna questione della Pertusola approdò ripetutamente fra i banchi di Palazzo Chigi, sin da quando il buon Agazio Loiero vestiva i panni di Ministro degli Affari Regionali.

Sostanzialmente gli impegni assunti ieri dal Governo non hanno aggiunto molto di nuovo rispetto a quanto era già stato promesso più volte ai lavoratori, messi in mezzo da veti europei sulla produzione dello zinco e da una poco accorta politica d’investimenti portata avanti fino alle estreme conseguenze da Enirisorse. Dall’esecutivo guidato da Giuliano Amato i sindacati, ma anche i rappresentanti degli enti locali di Crotone – Comune e Provincia – hanno ottenuto la promessa della formulazione di un ricorso che dovrebbe interrompere la procedura di infrazione avanzata dalla Commissione europea e che ha fatto scappare la Zincocalabra. Difficile immaginare che questo atto dovuto faccia rientrare, nell’alveo della normalità e in tempi brevi, il processo di privatizzazione avviato due anni fa, magari con il rientro a Crotone del Gruppo guidato dall’imprenditore Colombo.

La possibilità di nuove strade da percorrere per la privatizzazione di Pertusola Sud, come si ricorderà, veniva considerata anche nella lettera che il 7 marzo scorso il liquidatore di Enirisorse dott. Fiorillo ha inviato al sindaco di Crotone Pasquale Senatore (che a sua volta aveva scritto una preoccupata lettera al presidente dell’Eni Vittorio Mincato). Dopo avere ripercorso le fasi della vertenza e ricordato che Zincocalabra considerava “automaticamente e difinitivamente risolto” il contratto per la privatizzazione di Pertusola Sud sottoscritto con Enirisorse, Fiorillo precisava: «Sono certo, comunque, che anche con l’impegno degli organi governativi preposti si potrà pervenire, in tempi relativamente brevi, alla individuazione di nuovi progetti idonei a sostituire quello di Zincocalabra venuto meno».

Durante questa legislatura per l’appunto ci fu anche un interrogazione alla 10a commissione permanente del Senato (industria, commerico, turismo) ad opera del senatore crotonese Vincenzo Mungari, tra l’altro presidente dell’Inail, in data 28 giugno 2000. Riporto fedelmente quanto emerso:

Premesso che come risulta dalle interrogazioni e interpellanze presentate in precedenza la Pertusola Sud con sede in Crotone – ultimo anello della catena di imprese industriali già operanti in Crotone e costituenti nel loro insieme il più importante polo dell’industria chimica nazionale –, ha un numero residuo di lavoratori di circa 250 unità, così ridotti da circa, 1.000, quanti ne contava sul finire degli anni 80, al momento cioè della rilevazione di detto polo da parte dell’ENI;

[…]

Premesso che sin dall’inizio di questa cosiddetta operazione di privatizzazione della Pertusola Sud – per la quale impresa, come è noto, sono state aperte dalla Commissione europea due procedure di infrazione contro lo Stato italiano per aiuti illeciti ex articolo 92 e 93 del Trattato sulle Comunità europee – l’ENI non ha mai dimostrato un’effettiva volontà diretta alla dismissione dell’azienda, operando grazie anche alla compacienza di settori sindacali e alla inusitata inerzia del Comitato per le politiche per l’occupazione presso Palazzo Chigi, in modo da ritardare ed anzi da ostacolare l’aggiudicazione della gara (si veda, come il caso più clamoroso, la rinuncia all’offerta Outokumpu, complesso imprenditoriale finlandese internazionalmente molto accreditato nel campo della produzione industriale di zinco);    Premesso che tali pesanti sospetti, oltre che nella mentovata azione disfattistica dell’ENI, sembrano trovare puntuale quanto sconcertante conferma degli ultimi sviluppi della trattativa in corso tra l’ENI e il gruppo Cogefin di Felice Colombo per la cessione dello stabilimento, trattativa che, già data per felicemente conclusa dal sindacato di categoria, si è improvvisamente bloccata a causa di non chiare divergenze finanziarie tra le due parti contraenti;

[…]

Premesso che Crotone con il suo hinterland provinciale rappresenta l’area più depressa del nostro paese, con una disoccupazione strutturale che a livello giovanile rasenta il 70 per cento e con il più basso reddito procapite rispetto al resto del paese,
Premesso si chiede di conoscere: se il Ministro dell’industria – operando di concerto col Ministro del tesoro – intenda intervenire per indurre l’ENI a porre fine ad ogni ulteriore indugio e a chiudere l’annosa trattativa negoziale per la cessione dell’azienda di Pertusola Sud al gruppo Cogefin, di cui è stato già accettato il progetto industriale; se lo stesso Ministro non intenda, in caso di ulteriori quanto impreviste difficoltà al perfezionamento dell’accordo suddetto, imporre all’ENI, holding a controllo ancora pubblico, di riattivare, previa revoca della procedura di liquidazione tuttora in corso, la normale attività di produzione della Pertusola Sud, provvedendo al tempo stesso ai necessari interventi per la ristrutturazione e l’ammodernamento dell’impianto tecnologico allo scopo di migliorarne e potenziarne la produttività, la redditività e la durevolezza nel tempo.

L’aula rimase sorda, così come rimasero muti i provvedimenti.

Crotone “vive” su 350 tonnellate di materiale tossico, altro che “emergenza rifiuti”.

fedmin

tema trattato anche da antonino monteleone


La nobilpolitica è neocalabra

settembre 17, 2008

Gubbio come Stalingrado. Roba da far sussultare il parrucchino, ma orbene di questo si tratta. La Scuola di Alta Formazione di FI segna l’ennesimo colpo di scena nel flirt Pdl – Palazzo Campanella.

Un storia importante di quelle a cui manca solo il sigillo. Che arriva (da quanto riportato da CalabriaOra) direttamente dal Cremlino – Arcore. Una telefonata che sa di incoronamento o di fumo negli occhi. dipende. I saggi della politica chiedono tempo al tempo, perchè sanno che le chiamate allungano la vita, a volte agonizzano, a volte danno la trambata decisiva. Ciò che più conta è che Mancini junior possiede le chiavi del Castello. Parola di Berlusconi.

CalabriaOra che di scoop se ne intende, dunque trova anche il tassello mancante ad un altro flirt, un pò più mondaiolo, fatto di notti bianche e apprezzabilità, quello con Giuseppe Scopelliti. Inciuci a Cosenza, borbottava il primo cittadino reggino. Eccogli la risposta. Chi fu la Sinistra calabrese ora è canditato (previa impianto telefonico) ad essere l’immagine della Destra, made in Calabria. Altro che inciucio, quì si tratta di tradimento. Il giorno dopo che l’Emka aveva dato scettro e corona a Scopelliti come Sindaco più Sexy, Bravo, Amato d’Italia.

La “manovra” è ardua, un sorpasso a Destra. Fate passare gente! Se Giacomo Mancini siederà tra i banchi del Pdl dell’Assemblea Regionale allora davvero Arcore potrà dirsi Cremlino, no un refuso, ma un revival di una storia recente tutta calabra, ovviamente.


Tra ultimo posto e il Capo gabinetto, ecco il dramma di Loiero Presidente

settembre 15, 2008

“Non può piovere per sempre”. No, non è un attacco di nostalgia per Alex Proyas e il mitologico (ormai) film “Il corvo”. E’ ciò che Agazio Loiero si ripete da circa 3 anni, invece puntualmente piove. Anzi grandina. Povero Governatore!

Un giorno gli arrestano un’Assessore, il giorno dopo esce fuori un’indagine. Ma così non si fa? Stoico resiste, adesso si sà pure che Giuseppe Strangio che di mestiere fa il capo gabinetto di Bova (che di mestiere il presidente del Consiglio Regionale) incassa a fine anno la miseria di 160.452 euro, mentre Giampaolo Latella (che di mestiere farebbe il giornalista come papà, Antonio Latella) portavoce ne percepisce solo 117.006, euro ovviamente.

La questione spinosa, a poco dire, è stata già largamente discussa e riportata sia dai media tradizionali che dai blog dello stakanovista Monteleone, dall’acuto Malara e dall’ecclettico Meliadò. Vi rimando a loro per una visione più completa del caso.

Dulcis in fundo ecco la classifica dei buoni e dei cattivi per i Governatori.
No! Non ci posso credere Agazio, sì proprio lui è al penultimo posto, seguito solo da Bassolino coperto da un cumulo di spazzatura. Il buon Loiero che fa buon viso a cattivo gioco è lì martire del Pd, non si può neppure dimettere. Lombardo dirimpettaio siculo gli sorride sornione, lui con un posto al sole primo, mentre il presidente calabro ha solo un punto e una figura in più del governatore della Campania, quel punto e una figura che lo obbliga a giocare, nonostante non ha alcuna potenzialità per vincere la partita.

Ironia della sorte la stessa classifica, questa volta, per i Sindaci vede in cima Peppe Scopelliti. No, caro Agazio, può piovere a lungo. Troppo a lungo.


Lsu – Lpu, da Bruxelles un’altra promessa

settembre 9, 2008

Buone nove da Bruxelles. Agazio Loiero, accompagnato dall’Assessore al Lavoro Mario Maiolo, è soddisfatto dopo l’incontro con Vladimiri Spidla (nella foto). “Saranno utilizzate tutte le possibilita’ esistenti nel quadro giuridico comunitario per venire incontro alle vostre richieste”. Questa è la promessa strappata dal Governatore dal Commissario per gli affari sociali UE.

Il nodo della questione sono i lavoratori calabresi Lsu – Lpu, precari insomma. Ben 187 milioni di euro previsti in finanziamenti comunitari per progetti loro relativi. Grande entusiasmo per il numero uno della Regione che non manca gli attacchi verso il Centrodestra e la giunta Chiaravalloti: ”quando ci siamo insediati erano stati spesi solo 55 milioni di euro a fronte di risorse disponibili per tutto il periodo di programmazione pari a 606 milioni di euro. Una Waterloo per la giunta di centrodestra e il suo assessore al lavoro e alle politiche sociali, una missione onerosa per chi doveva lavorare per salvare il salvabile.”

Alle promesse dovranno seguire i fatti visto il “grado di drammacità” in cui riversa la Regione Calabria, per non restare ancora appesi alle “solite” parole. Tempo di elezioni europee, prepariamoci alla solita solfa per i prossimi 9 mesi. Una gravidanza attesa, ma che si presenta molto dura. Auguri alla mamma!

(fonte: ANSA)