Emergenza annunciata

gennaio 30, 2009

Frane, smottamenti, emergenza.

maltempo

Queste sono ore frenetiche per la Calabria, in particolar modo per la provinca di Reggio, che vede venir giù un pò tutto: massi, montagne, tutti giù per terra. Bertolaso rassicura: faremo il possibile. Sempre che basti.

Inutile recriminare adesso che la nostra terra è instabile e perdipiù ci imprigiona in uno stato di assoluto isolamento. Ma, ora che tutto và storto, mi ritorna in mente un motivetto bistrattato in passato. Ad intonarlo fu, signori e signori, Silvio Berlusconi all’epoca alle prese con il suo II esecutivo, quando pronunciò le fatidiche parole inerenti i tagli suoi dipendenti forestali in Calabria.

Scoppiò il putiferio: tutti al loro fianco: come si è permette costui capitalista del nord ad attaccare il nostro sacrosanto diritto di mantere una famiglia? Eppure non ci aveva visto male.

Non addebito a loro quanto sta attanagliando la Calabria, bensì gravo su essi così come ad altri enti come Afor e Anas di essere stati ampliamente latenti nei loro interventi, sia quelli di primaria importanza, sia quelli più evidenti riguardanti al decoro pubblico.

Porto l’esempio classico dell’erbacce lungo i tratti autostradali (erbacce un eufemismo, visto i ramoscelli degli alberi che spuntano percorrendo quel che resta della SA – RC o della SS 106): questi piccoli tratti di incuria dimostrano come molti di questi operai specializzati in rilassatezza, prendano il proprio lavoro “alla leggera”.

(fonte Internet)

(fonte Internet)

Non voglio incappare in offese gratuite, né di fare di tutta l’erba un fascio (ruberei loro il lavoro), ma è palese come ci sia un’altra emergenza da fronteggiare: la mancata prevenzione negli interventi ordinari, spesso messi in conto dalle amministrazioni locali o dagli enti preposti, suona come una nota stonata che questa valanga di imprevisti ha reso come una clamoroso steccata.

I danni ingenti di questi giorni, potevano in qualche misura essere limitati. Invece restiamo ancora una volta gli ultimi nella classe. Sarà quel che sarà, ma ora più che mai risuona familiare l’antico detto: “Piove governo ladro”.

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Bova Marina: the day after

ottobre 10, 2008

pubblicato su strill.it

Guarda il video in esclusiva dal Cpa:

Volti distesi, un pallone che rimbalza, rotola. Un pò come la sorte degli eritrei, sbarcati ieri sulle rive del litorale jonico reggino, condannati ad un destino da clandestini, lontano dal loro desiderio di rivalsa sociale, che li ha portati a salpare a bordo dell’ennesima “carretta della speranza”.

Donne e bambini, ma soprattutto tanti ragazzi scappati da una guerra civile disconosciuta dai più, hanno preferito avventurarsi in questa « odissea infinita » pur di raggiungere la tanto agognata terra promessa. Uno di loro conosce benissimo l’inglese, dice di essere laureato in Scienze Culturali. Il suo sogno è quello di poter raggiunger Liverpool per proseguire gli studi. Via mare ovviamente, prendere l’aereo non è possibile.

« A good trip, the sea was calm »,  anche la buonasorte si è dimostrata benevola, ma nonostante questo, la notte è stata dura da digerire: ammassati nel peschereccio, le condizioni erano critiche. Poi anche un errore di rotta, « il Gps – continua il giovane eritreo – non ha funzionato al meglio, infatti, l’intezione era quella di arrivare in Sicilia. »

Attorno a lui, giungono altri che ci parlano di ciò che il made in Italy è in Eritrea: « macchina, gomme, motore », la FIAT lì ha ancora il suo fascino. E proprio alle fabbriche puntano questi ragazzotti che però non “sanno” quanto gli è costato questo viaggio, non “vogliono” sottoporsi all’identificazione tramite impronte digitali, « se faremo questo saremo “costretti” a rimanere a lungo in Italia ».

Il Centro d’Accoglienza di Bova è un andirivieni di forze dell’ordine, ambulanze, semplici volontari. Chi è malato, chi è debilitato dal viaggio, chi scalzo cerca « only shoes ». È ora di pranzo, tutti di corsa in palestra: i morsi della fame si fanno sentire, negli occhi la speranza che « the final solution » non sia per loro ostile.

un sentito ringraziamento va a Sonny Zema.