Braccato

novembre 3, 2008

Giorni di tensione per il segretario regionale dell’UDC, Franco Talarico

foto liberatamente tratta da Internet

Sembra essere condannato a comparire tra le pagine scure della cronaca nera, Franco Talarico. Più genericamente potremmo dire, sembra essere condannato.

Secondo attentato nel giro di pochi giorni, nemmeno una settimana. Il terzo da quando fa politica, eppure, gli smaliziati potrebbero sostenere, è dell’UDC. Le agenzie diramate in questi minuti non danno scampo all’immaginazione: il consigliere regionale è nel mirino di “qualcuno“, ancora indecifrato, forse indecifrabile, che vuole colpirlo al cuore degli affetti familiari. Quanto meno lancia segnali inequivocabili.

La più solerte a darne notizia è l’ANSA, alle 21.20, che precisamente individua luogo e tempo dell’attentato. Siamo in località Ginepri, al confine col comune di Gizzeria. Nell’abitazione non c’è nessuno, questa è la casa al mare di Talarico e famiglia.

Puntuale arriva la teca, con le dovute precisazioni. Ancora ANSA, ore 21.38:

L’ordigno e’ stato collocato sotto un portico al piano terra dell’abitazione di Talarico.
Gli attentatori hanno collocato la bomba dopo avere scavalcato il cancello della recinzione della casa. L’esplosione ha provocato danni ad una porta finestra, i vetri della quale sono andati in frantumi. Danneggiata anche una parete, con la caduta di qualche calcinaccio.
Nello stesso plesso in cui c’e’ l’abitazione di Talarico ci sono le case estive del suocero, titolare di una tabaccheria a Lamezia Terme, e di tre cognati del segretario dell’Udc.
Sul posto, per il coordinamento delle indagini, si e’ recato il questore di Catanzaro, Arturo De Felice. I rilievi vengono fatti dalla Polizia scientifica, con la collaborazione dei vigili del fuoco.

Immediate non si fanno attendere le prime reazioni del mondo politico. I più solerti sono Pier Ferdinando Casini e Giuseppe Scopelliti.

Il leader dell’UDC pare abbia chiamato direttamente Roberto Maroni, per chiedere protezione per il segretario regionale del suo partito. Il Ministro dell’Interno, secondo indiscrezioni sempre marcate ANSA, pare abbia dato il suo incodizionato appoggio a questa manovra tutelare.

Il Sindaco di Reggio è stato il primatista nel rivolgere la sua vicinanza al collega politico estendendo all’intera città dello Stretto lo sdegno  « per il vile attentato di oggi e dei giorni scorsi, e spera che le autorità preposte, possano in tempi celeri, assicurare alla giustizia gli autori di questo crimine cosi efferato ».

Nessun commento da parte di Franco Talarico, nessuno monografia sulla sua carriera politica.

Poco da fare, maledettamente poco.

FedMin

n.a.: aggiornamento in tempo reale, ciò che non è palesato nell’articolo lo è perché successivo alla sua pubblicazione.


Nato sotto il segno di Silvio (1a parte)

settembre 2, 2008
Il nono mese dell’anno è solitamente oscillante tra gli ultimi echi dell’Estate e il continuo fruscio della vita dell’Uomo moderno. Così messer Settembre si divincola tra gli ultimi muti tuffi e i primi clamorosi tonfi. Ingrid Betancourt è in Italia, a San Pietro con Benedetto XVI, poi la cena a casa Veltroni (mi fa andare in disibilio pensare alla Palombelli come Sandra Mondaini,ndr) e infine gli incontri diplomatici di rito, Frattini in conclusione. E Silvio? Non avrà ancora sullo stomaco la sconfitta del Milan!? Non starà ancora digerendo l’accordo esosissimo con Gheddafi?! Silvio quando deve fare il Premier non lo fa. No. Mentre appena si parla di Giustizia eccolo rispuntare. Come, per l’Alitalia finisce tutti i giorni sulla carta stampata e per la Betancourt, universalmente riconosciuta e trasversalmente accettata, rimane nelle sue celle snobbando un pezzo sul patinato? E’ vero che la carta lucida non piace al Cavaliere; Panorama gli offre l’assist per essere galantuomo con quell’amicone di brigata, che di nome fa Romano Prodi. Certo Silvio avrà avuto piena difficoltà dialettica nel porgere il suo sostegno al Professore: “Tutto il mio appoggio condizionato alla Mortadella Comunista..ops al’ex e dico Ex Premier…”. Romanone risponde: “Intercettatemi”. Gallina vecchia, ormai nemmeno per il brodo.
E pensare che qualcuno oggi rimpiange Prodi e l’accordo con Air France. Sembrava impossibile far di peggio, invece il nome del nuovo reggente di Alitalia ha scatentato la fantasia dei giornalist (ma non solo) nostrani: Fantozzi. Ora vai a spiegare (a loro!??) che non è il ragionier Ugo; ma questa è la satira simpatica di questi incensati ex Pdci che si divertono così. Che dire, succede anche nelle migliori famiglie. Quindi perchè non in questi casi!?
Angelino Alfano (vorrei sapere che colpa ha da scontare quest’uomo per avere il gravoso ruolo di “faccia” delle manovre giudiziarie di questo governo) schiocca un bacio d’onore alla nuova Giustizia che sarà. Sinceramente da questa “manovra”, mi aspetto come minimo un segnale di chiarezza, o meglio, di snellitura. Ma Alfano non è Brunetta.
L’Udc parla di Bicameralina a tal proposito. Anche il Pd pare interessato a sedersi a questo tavolo programmatico. Solo, guardacaso, Di Pietro si oppone. Per favore spiegategli che ora è un deputato, non più un giudice. Di-te-lo!
Mi sono riproposto di iniziare così Settembre, perchè a furia di leggere notizie inventate o interpretazioni magiche,penso sia meglio riderci sù. Forse qualcosa di vero potrò estrapolarlo.