Mino Reitano: quando passione fa rima con musica all’italiana

gennaio 30, 2009

Si è spento nella sua abitazione di Agrate Brianza il 64enne cantautore di Fiumara

di Federico Minniti. Ne ha fatta di strada, questo è certo. Da Fiumara di Muro a Agrate Brianza, Mino Reitano ha staccato il biglietto per l’ultimo viaggio, quello per l’aldilà. Artista poliedrico, autore di grandi successi internazionali, è riconosciuto unanimemente come il caposcuola della canzone nazional popolare italiana. Conobbe il successo grazie alla canzone Avevo un cuore che ti amava tanto, che lo consacrò sullo storico palco del Cantagiro del 1968. Con i ricavati di quel boom di vendite comprò il ranch in Brianza, soprannominato Reitanopoli, senza scordare mai però le sue radici con la terra natia Fiumara, riuscì a collezionare quarant’anni di successi.  Mino Reitano fa sinonimo con passione, passione per la musica. Inizia sin da piccolo, quando iscritto al Conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, segue per ben otto anni lezioni di pianoforte, violino e  tromba. L’artista sente nell’aria il profumo di rivoluzione dei costumi musicali e decide di dedicarsi totalmente al rock’n roll, dove ottiene straordinari successi. Prima nella band composta assieme ai fratelli, poi da solista. Nel 1961 con il 45 giri contenente la canzone Non sei un angelo, appare per la prima volta su TV Sorrisi e Canzoni. Sarà l’anno della svolta: sbarcato in Germania sono frequenti le sue apparizioni con un gruppo di ragazzi di Liverpool, sono i “primi” Beatles. Il giovane Beniamino ritorna in Italia dopo un anno e mezzo. Prima Castrocaro, poi Sanremo lo rendono noto al grande pubblico. Nella sua carriera Mino Reitano scrisse per altri artisti diversi testi e arrangiamenti musicali di canzoni divenuti celebri: Il diario di Anna Frank per i Camaleonti, Una ragione in più scritta con Franco Califano per Ornella Vanoni, oltre al celebre LP, Mina canta Reitano e le sue fittissime collaborazioni col duo Battisti – Mogol. Questi sono gli anni delle tourneé mondiali, dei suoi Festivalbar e Canzonissima dove riesce sempre a piazzarsi ai primi posti, grazie al suo talento vocale e musicale. Sono gli anni, per intenderci, di Era il tempo delle more, Daradan, Dolce Angelo. Con l’avvento della TV si dedica alla composizione di diverse sigle musicali, soprattutto per i programmi condotti da Mike Buongiorno. Scrive anche un romanzo Oh Salvatore! e pochi anni dopo si iscrive all’albo dei cantautori immortali con il successo Italia. La sua voce evergreen riesce a rimanere in voga anche negli anni 2000, grazie al successo del suo ultimo singolo sanremese La mia canzone (2002). Negli ultimi anni dopo l’ironica apparizione, nei panni di sé stesso, nel film di Carlo Verdone, Sono pazzo di Iris Blond, ha dovuto abbandonare le scene per via della malattia. Prima di essere un grande artista, Mino Reitano nella sua carriera si è sempre dimostrato  un grande uomo che non ha mai dimenticato le sue umili origini e che ha sempre saputo coltivare amicizie sincere nell’ambito dello spettacolo, al punto di essere considerato unanimemente da tutti un grande della musica leggera italiana. Un uomo che ha portato alto l’onore della “sua” Fiumara, di Reggio e della Calabria intera, con grande orgoglio e soprattutto lavorando a testa bassa, con grande vigore e passione, ma rimanendo sempre una persona con la schiena dritta, capace di mostrare al mondo intero la faccia pulita dei calabresi.