“Le iene degli stadi e quelle dei giornali”

settembre 5, 2009

Sbuffano tutti, Boffo se ne và. L’Italia trascurata dai media e la povera Italia tempestata da ( presunte ) disinformazioni. Lo Stivale incespica nell’arte del dire, molto familiare in queste latitudini, più di quello del fare. Ma quando ( per un circonciso gioco di parole ) il dire diventa un fare giornalismo ecco che il morto “smosso” puzza.

marcello_lippiPuzza lontano in un aereo che atterrerà da lì a breve in Georgia dove il  c.t. Marcello Lippi denuncia la penuria di attenzione mediatica rivoltagli: di questa Nazionale campione del mondo « non gliene frega a nessuno ». Le valutazioni del generale di Viareggio sono di pancia, troppe insinuazioni sul suo incarico. E Cassano dov’è? Aleggia l’ombra del complotto nei confronti del genio ribelle barese e Lippi sbotta contro i giornalisti.

Il premier, Re dei media, incalza e attacca: « Povera Italia! ». Il caso Boffo e l’idillio spezzatoSilvio Berlusconi con le sale vaticane l’han fatto proprio infuriare, tanto da perdere le staffe e farlo cadere in un’imprecazione da paleopolitica. Altrettanta puzza di naftalina fanno le repliche dei sinistrati del Pd, un pò vittime un pò carnefici di loro stessi. « Povera Italia con te Silvio! » e la stampa straniera sancisce che il governo pidiellino è moribondo.

Moribonda non è più da un pezzo la Calabria, incollata al suo capezzale, che quest’anno si accinge all’ennesima tornata elettorale della speranza. Affiorano le tesi, Pippo Callipo e il suo fan club fanno destabilizzare Di Pietro e l’Idv: Misiti defenestrato. Loiero sì, Loiero No: al Partito Democratico il balletto è di cachiana memoria. Il Popolo delle Libertà non sta certamente meglio: il parlamentare Nino Foti auspica un governo di salute ( non nominare questo nome in vano in Calabria! ) pubblica ma i 200px-Giuseppe_ScopellitiPeppeDj Boys dicono di no, non si può. Scopelliti è il candidato, lui è il più votato. Così l’UDC di Occhiuto con un colpo alla botte (diniego al sindaco reggino) e uno al cerchio (simpatia per la proposta di Foti) tirerà dal cilindro la quarta strada?

Come si suol dire quando il morto si smuove fa puzza. E quì siamo in un mare di … idee ovviamente.

fedmin


Niente di personale

novembre 11, 2008
grillofoto tratta liberatamente da Internet

« Non ce la faccio più, ho un grillo per la testa », suonicchia il motivetto. Beffardo persino del suo cognome, Beppe Grillo pontifica ogni dì dall’alto del suo trono: re dei media alternativi. Chi l’abbia incoronato non si sa, anche perché i numeri non tornano.

Destino crudele per questi sinistroidi incalliti che nonostante giorno per giorno attaccano Berlusconi non riescono a raccogliere i “soliti” consensi. Ieri Santoro che diffida dall’imitarlo, qualche tempo fa Travaglio condannato per diffamazione, nonostante avesse controllato tutti i documenti e le carte a sua disposizione.

Però inceppo in grossa difficoltà nel nutrire stima nei coloro confronti. Nulla di personale, ma i moralisti del “tutto è compromesso” davvero tardano ad entrare in mia memoria come benefici per il nostro Paese. Un ossimoro è proprio il comico genovese. Che in matematica non doveva andare così male.

Ha analizzato che in Italia la stagione del “disinteresse” verso la politica viveva (e vive) un peak mai visto prima. Ha algebricamente sommato a questo, che il primo ministro è il “controllore” della (ex) nuova informazione. Ha capito che tra certi politici che votava e il circo di Zelig non correva molta distanza.

Il dato è tratto. Tutti a gridare “vaffa” alla politica, tutti sul web (la nuova informazione) a indottrinare, a suon di vaffa, i cyber lettori. Carta canta. Non sarà di Zelig, ma come comico non è male. Altro che la ricetta perfetta, l’alchimia sconosciuta.

Oggi l’ultima sentenza in questa direzione, dei denigratori a prescindere, ne da notizia Corriere.it: insufficienti le firme di Beppe Grillo per i referendum. Ma come?!

In particolare, i giudici dell’Ufficio centrale della Cassazione per i referendum, dopo aver esaminato tutte le firme raccolte anche in relazione ad ogni quesito tra quelli proposti, hanno giudicato formalmente non corrette le procedure seguite per la raccolta di diverse centinaia di migliaia di firme. Di conseguenza nessuno dei tre quesiti referendari proposti avrebbe raggiunto le 500mila firme.

Le tre consultazioni popolari proposte dal comico genovese riguardano l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti, l’abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria e l’abrogazione della legge Gasparri sulle frequenze tv.

Niente di personale dicevo. A me Grillo quando urla mi da pure quel senso di uomo alla Ignazio La Russa che inebria la nostra coscienza virile. Un caso strano questo del padre padrone dei meetup: oggi tanto per tenerci aggiornati si scagliava, come al solito, contro la casta dei giornalisti.

« I media sono il bastone del potere. Hanno il compito che una volta era del boia ».

Peccato che preso dal delirio della rivoluzione sociale anti – Gelmini, si sia dimenticato di dire qualche altra parola su un’altra, ampiamente riconosciuta, casta: i docenti universitari. Forse perché qualcuno di quelli che agitava le proteste dei giovani disinibiti studenti era del suo stesso partito…


Cronaca di una partita persa in partenza

ottobre 11, 2008

Premetto di non aver visto la partita Bulgaria – Italia per scelta, pur essendo un gran appassionato di calcio: la squadra Campione del mondo che fronteggiava Berbatov (ricordate Beppe Savoldi, mister Miliardo? Beh, questo lungaccione molto più pagato, 38 mln, molto più scarso a mio parere, ndr) e un manipolo di giovanotti. No perchè fossi sicuro del risultato, ma perchè timoroso di una noia da partita scevra di emozioni.

Dopo la premessa faccio un salto in avanti, concludendo. Mi perdonino “i miei 25 lettori“, però mi va di tirare per un attimo le somme: in un periodo storico in cui anche ciò che inscidibilmente rappresenta la “quantificazione“, il “finito” tende ad essere “ballerino“, e non mi riferisco a delle debuttanti in cerca di calciatore, bensì alla crisi delle banche, non monetine, è incredibile come in Italia ritornino in voga stereotipi dello “Ordine” maximum, il fascismo tanto per intenderci e per drammatica coincidenza i suoi riflessi più cupi. Sinceramente non me la sento di sentenziare su chi sia il colpevole, né di agitare polemiche politiche.

Politiche, quindi sterili. Però vichianamente ricordo (spero di non sembrare troppo ideale) che la storia si ripete e che quì nel nostro “spazio vitale“, chiamato Bel Paese non è la prima volta che l’estrema destra ritorna alla carica per “ristabilizzare” ciò che è governato dal Kaos, vedi tentativi di colpi di Stato (Borghese docet), gli attentati di matrice nera. Niente di più raccapricciante, niente da accomunare a quanto sta succedendo adesso.

Mica tanto.

Ma queste sono supposizioni ed è risaputo il posto che attende le cose “supposte” come Bonolis c’insegna, però scrivo questo mio intervento amareggiato. So che deontologicamente è scorretto, però personalmente non lo è. Sono un italiano orgoglioso di esserlo, spesso animato da un eccessivo patriottismo che mi porta a scontrarmi con chi reputa la nostra una cultura “da traino” e niente più. Credo che l’italianità è un marchio di fabbrica che contraddistingue chi vive nella culla della civiltà. Stasera mica tanto.

Andiamo ai fatti, riporto fedelmente tre teche d’agenzia ANSA in merito:

20:12 – Arrivano gli Ultras italiani a Sofia, e sale la tensione attorno a Bulgaria-Italia. Prima una rissa appena sfiorata in un bar del centro, poi il tentativo di scontro con i tifosi locali all’interno dello stadio frenato dall’ingresso delle forze di polizia bulgare in assetto antisommossa. Il tutto tra canti del ventennio fascista e un corteo nelle strade che conducono al ‘Levski Stadium’ scandito da ‘Duce Duce’. E soprattutto lo stupore dei bulgari, che avevano accolto con calore la nazionale campione del mondo.

Il gruppo di oltre cento tifosi organizzati al seguito della nazionale e’ parte dello stesso che segue gli azzurri da due anni, ovvero da dopo la fine del Mondiale. Il Viminale li conosce bene, si tratta di ultras della destra provenienti da diverse citta’, specie del nord-est. Questa volta si sono aggiunti anche tifosi provenienti da Napoli. E a provocare le tensioni della giornata sono stati anche il gemellaggio di questo gruppo con la tifoseria del Levski Sofia, tradizionalmente collocata a destra, e il confronto con i ‘rivali’ del Cska, tifoseria di sinistra. Sarebbe questo, secondo alcuni testimoni, il motivo che ha fatto scattare la rissa all’interno del bar del centro di Sofia: italiani e sostenitori del Levski contro ultras del Cska. Rapido l’intervento della polizia locale, cosi’ si e’ evitato il peggio: nessun ferito e nessun fermo.

Poi, il ‘plotone’ degli Ultras Italia e’ andato allo stadio a piedi, scortato da una moto della polizia e alcuni agenti: e durante il percorso per le strade di Sofia e’ stato un miscuglio di cori calcistici, di ricordi per Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un colpo di pistola di un agente di polizia italiano, e soprattuto di ‘Faccetta Nera’, ‘Duce Duce’ e altri cori fascisti.

Poi, all’arrivo allo stadio, l’ingresso nel settore loro riservato e subito il tentativo d’assalto agli spettatori bulgari. Un gruppo di italiani ha percorso tutti i gradoni cinghie dei pantaloni in mano, e’ arrivato fino alla cancellata che delimita il settore e ha cominciato a menar fendenti e a tirare oggetti dall’altra parte. La tensione e’ stata molto alta per alcuni secondi, prima che una trentina di poliziotti con caschi, corpetti e manganelli entrasse e riportasse con calma indietro i sostenitori italiani. Uno striscione degli italiani sarebbe stato sottratto dai bulgari, di certo quando la calma e’ stata ristabilita gli Ultras Italia hanno tolto i loro tricolori con i nomi di diverse citta’ di provenienza, alcuni in caratteri celtici.
La Federcalcio ha poi precisato di aver venduto 144 biglietti a tifosi italiani per quel settore, dopo aver girato al ministero dell’Interno nomi e dati anagrafici dei titolari della richiesta e dopo averne ricevuto indietro il nulla osta. Da quel momento, gli Ultras Italia sono passati sotto il controllo della polizia locale. Domenico Mazzilli, responsabile della sicurezza della nazionale azzurra, e Roberto Massucci, suo vice, hanno offerto il loro supporo alla polizia bulgara.

20:15 – Salve di fischi a coprire l’inno di Mameli prima della partita. Questa l’accoglienza dei tifosi bulgari all’Italia campione del mondo, dopo i tafferugli del pre-gara. Mentre risuonavano le notte dell’inno di Mameli, i sostenitori italiani nello spicchio di curva loro riservato, salutavano con il braccio teso in posa inequivocabilmente fascista.

21:24 – « Bisogna sempre prevenire, e se ci sono stati comportamenti impropri, come ci sono stati, sono da sanzionare ». Così il presidente della federcalcio, Giancarlo Abete, commenta ai microfoni della Rai, durante l’intervallo di Italia-Bulgaria, l’atteggiamento mostrato dagli ultras della nazionale, che si sono resi protagonisti di cori e slogan fascisti e di tafferugli prima della partita. « Comunque la vendita dei biglietti e’ nominativa – ha aggiunto Abete – e si puo’ recuperare ogni singola persona ». Quanto al clima, il presidente della Figc, ha sottolineato che « è teso, e quello che e’ successo prima della gara lo ha dimostrato. Ma la partita appare tranquilla ».

A volte partire dalla conclusione non è un male, perchè poi eviti di terminare con questa immane vergogna.

FedMin


Silvio Chewingum’s

ottobre 11, 2008

immagine da Internet

I primi mesi di una “creatura” sono sempre corredati da stupore, attesa, felicità. Lo stesso non si può dire per le prime battute che tutti e tre i governi Berlusconi hanno passato: il Silvio I troppo breve per essere un governo, il  Berluscabis che pochi mesi dopo l’inconorazione vede il colpo al cuore del mondo dell’11 settembre e, infine, il III mandato firmato dal Cavaliere da Arcore che vede la più grande recessione mondiale che proprio oggi 11 ottobre, vede la chiusura più “nera” dal ’29 ad oggi.

Roba da Great depression a cui storicamente “deve” succedere un New Deal, un nuovo corso. Ed è quello che il “povero” Berlusconi spera che accada: sono di queste ore i suoi inviti agli investitori di continuare a spingere le azioni, di non “vendere”. Un presidente, un broker come sarcasticamente lo rinominano Vuolter and company.

Certo Berlusconi che aveva promesso mare e monti, ossia ‘o miracolo napoletano e il “decollo” della nuova Alitalia, si trova a fronteggiare un nuovo problema incalcolato, o quasi. Perchè se l’11 settembre lasciò tutti di stucco, questo grande periodo di crisi delle banche è stato preannunciato da (udite udite) Giulio Tremonti, che ben 2 anni fa, fu tacciato dal Padoa Schioppa di turno come “catastrofista”.

Il problema è di quelli che scotta, c’è chi richiama alla memoria gli antichi bot statali, chi la cara e vecchia “mattonella”. Gli economisti credono che questa bubble burst sia, in termini finanziali, come un “biscotto, che se piove si scioglie” (cfr Jim Carrey). Una grande esplosione del chewingum più costoso del mondo, che ci farà masticare amaro.

Un corno napoletano per Silvio, dunque, ma anche per tutti i risparmiatori alla deriva.


Italia Boh!

ottobre 5, 2008

Siamo sempre i soliti inguaribili italiani.

Il Belpaese ricade (altro che “rialzarsi”) nelle diatribe ideologiche di un tempo, che ormai non c’è più. È lo scotto che dobbiamo pagare per via della nostra vicinanza con la Francia, perché l’anacronismo è marchio d’oltralpe, ogni tanto ci piace anche a noi per questo lo issiamo ben ben quando qualcosa non và.

Razzismo sì, razzismo no.

Questo è il ritornello di queste ore; sicuramente alcuni episodi sono di una gravità inaudita. L’esasperazione mediatica, figlia di Murdoch e del suo aggiornamento in tempo reale, rende la situazione ancora più incandescente: quante colpe sono dei politici? Indubbiamente il centrodestra, soprattutto la Lega Nord, ha alzato i toni durante la campagna elettorale in merito alla questione “extra-comunitari”.

Che ciò abbia scatenato una ondata di sentimento antisemita? Sinceramente credo che in talune circostanze “certe” parole della politica possono essere state fuorviate (su tutte la campagna anti-rom, vedi  caso impronte digitali).

I moralizzatori, scuola di pensiero dei vari Travaglio, Grillo, DiPietro, anacronisti anziché no vista la loro convinzione di appartenere ad un età storica di “resistenza continua” (che direi ingiuriosa nei confronti di chi la Resistenza la fece e pure bene), alla quale si iscrive quando pare che la barca stia per colare a picco, anche quel simpatico umorista di Walter Veltroni, si scagliano contro il Pdl tacciandoli di essere figli putativi dei più antipatici regimi fascisti.

No che Berlusconi (vedi video soprainserito!) sia uno stinco di santo, anzi, ma dargli del Duce, beh mi pare fuorviante ed esagerato. Anche perchè per non andare lontano, proprio la legge più contestata (giustamente) è stata dirottata su binari, condivisi da molti deputati (anche del Pd) e soprattutto contemperati dalla Costituzione Italiana (cosa che non sempre riesce bene al Cavaliere).

Il passo è breve: fascismo sì, fascismo no.

E ci risiamo, guai a chi si esenta. Così la Repubblica di Salò ritorna ad occupare un ruolo primario nell’agenda politica nazionale. Fini apprezzato, Fini contestato. I Comunisti? Mai esisti, siamo “democratici”.

Quanto ancora dovremmo essere attaccati a questi stereotipi di politica antica, ampollossa, rompipalle???

Perchè l’Arma è Arma, coscomì la Granbassi protesta. La Polizia di Stato, nega la possibilità alla Vezzali? Ok, va bene. Fiorettiste contro, gente che “buca lo schermo”. Anche questa la chiamano politica!!!

Italia sì, Italia no. Italia…boh!