Bova Marina: the day after

ottobre 10, 2008

pubblicato su strill.it

Guarda il video in esclusiva dal Cpa:

Volti distesi, un pallone che rimbalza, rotola. Un pò come la sorte degli eritrei, sbarcati ieri sulle rive del litorale jonico reggino, condannati ad un destino da clandestini, lontano dal loro desiderio di rivalsa sociale, che li ha portati a salpare a bordo dell’ennesima “carretta della speranza”.

Donne e bambini, ma soprattutto tanti ragazzi scappati da una guerra civile disconosciuta dai più, hanno preferito avventurarsi in questa « odissea infinita » pur di raggiungere la tanto agognata terra promessa. Uno di loro conosce benissimo l’inglese, dice di essere laureato in Scienze Culturali. Il suo sogno è quello di poter raggiunger Liverpool per proseguire gli studi. Via mare ovviamente, prendere l’aereo non è possibile.

« A good trip, the sea was calm »,  anche la buonasorte si è dimostrata benevola, ma nonostante questo, la notte è stata dura da digerire: ammassati nel peschereccio, le condizioni erano critiche. Poi anche un errore di rotta, « il Gps – continua il giovane eritreo – non ha funzionato al meglio, infatti, l’intezione era quella di arrivare in Sicilia. »

Attorno a lui, giungono altri che ci parlano di ciò che il made in Italy è in Eritrea: « macchina, gomme, motore », la FIAT lì ha ancora il suo fascino. E proprio alle fabbriche puntano questi ragazzotti che però non “sanno” quanto gli è costato questo viaggio, non “vogliono” sottoporsi all’identificazione tramite impronte digitali, « se faremo questo saremo “costretti” a rimanere a lungo in Italia ».

Il Centro d’Accoglienza di Bova è un andirivieni di forze dell’ordine, ambulanze, semplici volontari. Chi è malato, chi è debilitato dal viaggio, chi scalzo cerca « only shoes ». È ora di pranzo, tutti di corsa in palestra: i morsi della fame si fanno sentire, negli occhi la speranza che « the final solution » non sia per loro ostile.

un sentito ringraziamento va a Sonny Zema.


Nato sotto il segno di Silvio (1a parte)

settembre 2, 2008
Il nono mese dell’anno è solitamente oscillante tra gli ultimi echi dell’Estate e il continuo fruscio della vita dell’Uomo moderno. Così messer Settembre si divincola tra gli ultimi muti tuffi e i primi clamorosi tonfi. Ingrid Betancourt è in Italia, a San Pietro con Benedetto XVI, poi la cena a casa Veltroni (mi fa andare in disibilio pensare alla Palombelli come Sandra Mondaini,ndr) e infine gli incontri diplomatici di rito, Frattini in conclusione. E Silvio? Non avrà ancora sullo stomaco la sconfitta del Milan!? Non starà ancora digerendo l’accordo esosissimo con Gheddafi?! Silvio quando deve fare il Premier non lo fa. No. Mentre appena si parla di Giustizia eccolo rispuntare. Come, per l’Alitalia finisce tutti i giorni sulla carta stampata e per la Betancourt, universalmente riconosciuta e trasversalmente accettata, rimane nelle sue celle snobbando un pezzo sul patinato? E’ vero che la carta lucida non piace al Cavaliere; Panorama gli offre l’assist per essere galantuomo con quell’amicone di brigata, che di nome fa Romano Prodi. Certo Silvio avrà avuto piena difficoltà dialettica nel porgere il suo sostegno al Professore: “Tutto il mio appoggio condizionato alla Mortadella Comunista..ops al’ex e dico Ex Premier…”. Romanone risponde: “Intercettatemi”. Gallina vecchia, ormai nemmeno per il brodo.
E pensare che qualcuno oggi rimpiange Prodi e l’accordo con Air France. Sembrava impossibile far di peggio, invece il nome del nuovo reggente di Alitalia ha scatentato la fantasia dei giornalist (ma non solo) nostrani: Fantozzi. Ora vai a spiegare (a loro!??) che non è il ragionier Ugo; ma questa è la satira simpatica di questi incensati ex Pdci che si divertono così. Che dire, succede anche nelle migliori famiglie. Quindi perchè non in questi casi!?
Angelino Alfano (vorrei sapere che colpa ha da scontare quest’uomo per avere il gravoso ruolo di “faccia” delle manovre giudiziarie di questo governo) schiocca un bacio d’onore alla nuova Giustizia che sarà. Sinceramente da questa “manovra”, mi aspetto come minimo un segnale di chiarezza, o meglio, di snellitura. Ma Alfano non è Brunetta.
L’Udc parla di Bicameralina a tal proposito. Anche il Pd pare interessato a sedersi a questo tavolo programmatico. Solo, guardacaso, Di Pietro si oppone. Per favore spiegategli che ora è un deputato, non più un giudice. Di-te-lo!
Mi sono riproposto di iniziare così Settembre, perchè a furia di leggere notizie inventate o interpretazioni magiche,penso sia meglio riderci sù. Forse qualcosa di vero potrò estrapolarlo.