Strettamente indispensabile – Stile Reggina

ottobre 19, 2008

foto tratta liberamente da corrieredellosport.it

Il sigaro di Lillo Foti oggi sarà un pò più amaro, perché lui che è stato condannato perché connivente al “palazzo“si ritrova contro di esso, a causa di un rigore negato al re del fair play Franco Bienza, però non ammonito per simulazione dall’arbitro Orsato.

La Reggina sbatte contro la Fiorentina e si fa parecchio male.

Perché Corradi era in tribuna e Rakic che aveva impressionato all’esordio è apparso un pesce fuor d’acqua; perché Ciccio Cozza è in campo dopo il gol al Castrovillari, mentre Di Gennaro gioca 3 minuti forse perché era stanco dall’under 21.

Perché Nevio Orlandi, professionista che stimo anche, se non soprattutto, per la sua “estrema” signorilità (che purtroppo a Reggio va di moda come le targhe alterne quando c’è smog, cioè quasi  mai) è condannato a essere in bilico sin dalla prima giornata.

Credo che quest’anno la squadra di Foti abbia un discreto organico per lottare per salvarsi, credo che contro Torino e Catania dovevamo fare 6 punti, invece siamo quì a rimpinguire la nostra misera classifica che recita 2 pt e buonanotte al secchio. Ora al Granillo ultima spiaggia contro il Lecce.

La squadra del Salento fa bella mostra di un trequartista che ha 30 anni e sta finalmente trovando la sua dimensione: Fabio Caserta di Melito Porto Salvo (RC). Oggi, appassionato di musica e bei gol come sono, seguivo su Sky Sport la rubrica GoalDeejay e notavo con piacere anche la presenza di Gaetano Caridi di Mosorrofa, frazione a nord di Reggio Calabria. Due talenti, due numeri 10 esiliati dalla nostra terra, mentre (con tutto il rispetto) gente come Bruno Cirillo fa la bandiera…

Non voglio fare il sostenitore dei “nemo profeta in patria est”, anche perché sarebbe una polemica sterile, però non ho mai capito le scelte che “Lillò, Lillò, Lillò” ha operato in questo ambito. Ricordo su tutti Benny Carbone, ripudiato a priori. Perché?

La Reggina, l’abbiamo capito caro presidente è condannata a restar lì, zona salvezza, per manco di voto, ma allora perché non premiare le regginità disperse per i campi di giuoco di tutto lo Stivale?

Con ciò non mi rivedo con chi critica Foti, “avi 9 anni che faci cusì”, ossia che ci da il lusso di restare nell’Olimpo del calcio mondiale, anzi ammiro la sua alta capacità di fare vestiti di alta moda con tessuti non proprio eccelsi, non sempre però, vedi Pirlo, Di Michele, Brienza, tanto per citare 3 nomi di calciatori extra-class avuti in riva allo Stretto.

Anche quest’anno Lillo “il presidente che ci regala la seria A” ci smentirà ancora e sventolando il bandierone correrà lungo il rettangolo di gioco del “Granillo”. Speriamo.

Annunci

Cronaca di una partita persa in partenza

ottobre 11, 2008

Premetto di non aver visto la partita Bulgaria – Italia per scelta, pur essendo un gran appassionato di calcio: la squadra Campione del mondo che fronteggiava Berbatov (ricordate Beppe Savoldi, mister Miliardo? Beh, questo lungaccione molto più pagato, 38 mln, molto più scarso a mio parere, ndr) e un manipolo di giovanotti. No perchè fossi sicuro del risultato, ma perchè timoroso di una noia da partita scevra di emozioni.

Dopo la premessa faccio un salto in avanti, concludendo. Mi perdonino “i miei 25 lettori“, però mi va di tirare per un attimo le somme: in un periodo storico in cui anche ciò che inscidibilmente rappresenta la “quantificazione“, il “finito” tende ad essere “ballerino“, e non mi riferisco a delle debuttanti in cerca di calciatore, bensì alla crisi delle banche, non monetine, è incredibile come in Italia ritornino in voga stereotipi dello “Ordine” maximum, il fascismo tanto per intenderci e per drammatica coincidenza i suoi riflessi più cupi. Sinceramente non me la sento di sentenziare su chi sia il colpevole, né di agitare polemiche politiche.

Politiche, quindi sterili. Però vichianamente ricordo (spero di non sembrare troppo ideale) che la storia si ripete e che quì nel nostro “spazio vitale“, chiamato Bel Paese non è la prima volta che l’estrema destra ritorna alla carica per “ristabilizzare” ciò che è governato dal Kaos, vedi tentativi di colpi di Stato (Borghese docet), gli attentati di matrice nera. Niente di più raccapricciante, niente da accomunare a quanto sta succedendo adesso.

Mica tanto.

Ma queste sono supposizioni ed è risaputo il posto che attende le cose “supposte” come Bonolis c’insegna, però scrivo questo mio intervento amareggiato. So che deontologicamente è scorretto, però personalmente non lo è. Sono un italiano orgoglioso di esserlo, spesso animato da un eccessivo patriottismo che mi porta a scontrarmi con chi reputa la nostra una cultura “da traino” e niente più. Credo che l’italianità è un marchio di fabbrica che contraddistingue chi vive nella culla della civiltà. Stasera mica tanto.

Andiamo ai fatti, riporto fedelmente tre teche d’agenzia ANSA in merito:

20:12 – Arrivano gli Ultras italiani a Sofia, e sale la tensione attorno a Bulgaria-Italia. Prima una rissa appena sfiorata in un bar del centro, poi il tentativo di scontro con i tifosi locali all’interno dello stadio frenato dall’ingresso delle forze di polizia bulgare in assetto antisommossa. Il tutto tra canti del ventennio fascista e un corteo nelle strade che conducono al ‘Levski Stadium’ scandito da ‘Duce Duce’. E soprattutto lo stupore dei bulgari, che avevano accolto con calore la nazionale campione del mondo.

Il gruppo di oltre cento tifosi organizzati al seguito della nazionale e’ parte dello stesso che segue gli azzurri da due anni, ovvero da dopo la fine del Mondiale. Il Viminale li conosce bene, si tratta di ultras della destra provenienti da diverse citta’, specie del nord-est. Questa volta si sono aggiunti anche tifosi provenienti da Napoli. E a provocare le tensioni della giornata sono stati anche il gemellaggio di questo gruppo con la tifoseria del Levski Sofia, tradizionalmente collocata a destra, e il confronto con i ‘rivali’ del Cska, tifoseria di sinistra. Sarebbe questo, secondo alcuni testimoni, il motivo che ha fatto scattare la rissa all’interno del bar del centro di Sofia: italiani e sostenitori del Levski contro ultras del Cska. Rapido l’intervento della polizia locale, cosi’ si e’ evitato il peggio: nessun ferito e nessun fermo.

Poi, il ‘plotone’ degli Ultras Italia e’ andato allo stadio a piedi, scortato da una moto della polizia e alcuni agenti: e durante il percorso per le strade di Sofia e’ stato un miscuglio di cori calcistici, di ricordi per Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un colpo di pistola di un agente di polizia italiano, e soprattuto di ‘Faccetta Nera’, ‘Duce Duce’ e altri cori fascisti.

Poi, all’arrivo allo stadio, l’ingresso nel settore loro riservato e subito il tentativo d’assalto agli spettatori bulgari. Un gruppo di italiani ha percorso tutti i gradoni cinghie dei pantaloni in mano, e’ arrivato fino alla cancellata che delimita il settore e ha cominciato a menar fendenti e a tirare oggetti dall’altra parte. La tensione e’ stata molto alta per alcuni secondi, prima che una trentina di poliziotti con caschi, corpetti e manganelli entrasse e riportasse con calma indietro i sostenitori italiani. Uno striscione degli italiani sarebbe stato sottratto dai bulgari, di certo quando la calma e’ stata ristabilita gli Ultras Italia hanno tolto i loro tricolori con i nomi di diverse citta’ di provenienza, alcuni in caratteri celtici.
La Federcalcio ha poi precisato di aver venduto 144 biglietti a tifosi italiani per quel settore, dopo aver girato al ministero dell’Interno nomi e dati anagrafici dei titolari della richiesta e dopo averne ricevuto indietro il nulla osta. Da quel momento, gli Ultras Italia sono passati sotto il controllo della polizia locale. Domenico Mazzilli, responsabile della sicurezza della nazionale azzurra, e Roberto Massucci, suo vice, hanno offerto il loro supporo alla polizia bulgara.

20:15 – Salve di fischi a coprire l’inno di Mameli prima della partita. Questa l’accoglienza dei tifosi bulgari all’Italia campione del mondo, dopo i tafferugli del pre-gara. Mentre risuonavano le notte dell’inno di Mameli, i sostenitori italiani nello spicchio di curva loro riservato, salutavano con il braccio teso in posa inequivocabilmente fascista.

21:24 – « Bisogna sempre prevenire, e se ci sono stati comportamenti impropri, come ci sono stati, sono da sanzionare ». Così il presidente della federcalcio, Giancarlo Abete, commenta ai microfoni della Rai, durante l’intervallo di Italia-Bulgaria, l’atteggiamento mostrato dagli ultras della nazionale, che si sono resi protagonisti di cori e slogan fascisti e di tafferugli prima della partita. « Comunque la vendita dei biglietti e’ nominativa – ha aggiunto Abete – e si puo’ recuperare ogni singola persona ». Quanto al clima, il presidente della Figc, ha sottolineato che « è teso, e quello che e’ successo prima della gara lo ha dimostrato. Ma la partita appare tranquilla ».

A volte partire dalla conclusione non è un male, perchè poi eviti di terminare con questa immane vergogna.

FedMin