“Ciao belli!”

dicembre 11, 2008

Mentre scrivo le raffiche di vento che stanno flagellando Reggio Calabria pare si siano placate.

Oggi 11 dicembre 2008, un giorno come tanti altri non lo è. No, perché  Reggio oggi ricorda il Sindaco, compianto, Italo Falcomatà, che otto anni fa morì lasciando un vuoto culturale e politico nel suo schieramento politico ( da allora ancora alla ricerca di un’identità), ma non solo. Il Sindaco “della svolta”, del “sentirsi reggini” oltre i morti ammazzati, oltre l’infamante onta di capitale della ‘ndrangheta.

Falcomatà traghettò Reggio dal buio pesto della guerra di mafia che vedeva confrontarsi i De Stefano ai Condello, con le consorterie a fare da scudo. Oggi non è un giorno come tanti altri: catturato l’ultimo rampollo della famiglia mafiosa più potente del reggino – e nella black list dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia -, Giuseppe De Stefano (classe 1969), appena rientrato per le feste natalizie nella città dello Stretto, ma anche per regolare dei conti per nome del suo casato.

Forse nemmeno il 2008 sarà un anno come gli altri, perché a Febbraio anche Pasquale Condello, il Supremo cadde nella rete degli investigatori: due boss, due arresti. Comune denominatore le forze dell’ordine e la stagione invernale, nemico giurato delle cosche.

Giuseppe De Stefano ritrae la nuova ‘ndrangheta: lupetto e giacca, occhiali. Nulla a che fare con i pastori erranti di qualche secolo orsono, nulla a che fare con termini stridenti come faida, clan, locale. Almeno in apparenza.

Tutto permea, anche l’insospettabilità. Anche quel “Ciao belli!”, rivolto a tutti noi attoniti attori di una scena che c’è stata affibiata dai nostri padri. O più semplicemente succubi conniventi di una mentalità mafiosa dell’omertà e della paura.

L’11 dicembre non è un giorno qualunque.

Immagini del video di Claudio Cordova – per maggiori informazione in merito all’arresto, clicca quì.

FedMin

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Altro che bunker: tutti “Alla rampa”

ottobre 21, 2008

Google Earth fa miracoli.

Vuolsi un dì golosamente rintracciare un ristorante alla moda che i “bucatini alla matriciana ” fa pregievolmente. Un luogo di incontro per il gotha della classe dirigente nazionale, ad un tiro di schioppo dai palazzi del potere, prossimo alla grande scalinata di Piazza di Spagna, lì sorge codesto tempio: “Alla rampa”, da San Luca con furore.

Così recita il Corriere della Sera, a lui ci attendiamo: Il locale, frequentato da alte cariche dello Stato e da vip del mondo dello spettacolo, della cultura e del giornalismo, sarebbe controllato da personaggi vicini alla ‘ndrangheta. (Adn Kronos).

Da un ristorante all’altro, così da Duisburg e il suo impietoso “Warum?” di fronte all’esercizio “Da Bruno” alla Capitale, la cosca Pelle – Vottari – Romeo non fa differenza: a pochi giorni dall’arresto di Antonio Pelle, “la mamma” , ecco un altra indagine portata avanti dai Ros in collaborazione con la magistratura romana e la Dda di Reggio Calabria.

L’inchiesta, delicatissima, rischia di provocare un terremoto: andati avanti per sei mesi nel silenzio più assoluto tra intercettazioni, pedinamenti e visure societarie, gli accertamenti hanno avuto un clamoroso sviluppo negli ultimi giorni. La procura ha chiesto la misura di prevenzione del sequestro del ristorante ‘Alla rampa’. Situato alla base della scalinata Mignanelli che collega lateralmente piazza di Spagna a Trinità de’ Monti, nel cuore di Roma, il locale frequentato da alte cariche dello Stato e da vip del mondo dello spettacolo, della cultura e del giornalismo è ufficialmente di un’azienda. Ma in realtà, secondo chi indaga, è controllato da personaggi vicini al gruppo Pelle-Vottari-Romeo“.

Niente bucatini quindi, peccato. Mi incuriosisce particolarmente quell’omino comparso proprio su Piazza Mignanelli.

Cosa avrà voluto dire!?