Acqua abbundis

novembre 15, 2008
foto tratta da internet by Peppe Caridi

foto tratta da internet by Peppe Caridi

Torno a parlare della mia città, Reggio Calabria. Non vi affannate tranquilli non vi impantano mica sulla mie solite riflessioni sullo stato di salute di Sua Maestà la ‘ndrangheta per oggi voglio parlare del bizzarro rapporto tra Reggio e la pioggia.

Le cosiddette “bagghiolate” d’acqua che si accaniscono contro la nostra città, incredibile a dirsi creano sin dalle primissime battute delle gravi apprensioni fra i reggini: diciamoci la verità, non siamo proprio abituati. Scatta la corsa all’automobile, anche per i minimi movimenti tutti in macchina. Soprattutto scatta la corsa ai ripari dall’acqua che inonda ogniddove.

Capita dunque che la famigerata SS 106 nel tratto prossimo al centro della città, per l’esattezza tra l’uscita Ravagnese – Saracinello e l’uscita Modena – San Sperato si crei un vero e proprio “pantano” d’acqua, 4 frecce d’obbligo, oltre che un “mare” (non sono mai abbastanza sadico nelle mie battute) di pazienza.

Reggio, per chi non la conoscesse, è una città in salita. No! Non parlo in ottica sociologica, ma in pura visione urbanistica. E come tutte le discese, l’acqua quando abbonda scende che è una bellezza. Così anche le “Bretelle”, uscita Reggio Centro, sembrano simili al Niagara, rapide su cui cavalcano non navi e zattere, ma 4 ruote di diversa matrice.

Altro che disagio idrico! Basta che piova continuamente e con un minimo d’intensità ed è un fenomeno paranormale spostarsi nella città dello Stretto.

A proposito di “Acque Reggine“, oggi ho seguito la conferenza stampa del PD sulla vicenda Corte dei Conti. Ecco la mia versione dei fatti.

Se vi può rassicurare, ora è spuntato un pallido sole. Perplesso osservo la mia giacca ancora bagnaticcia. Umida direi.