Reggina: “Vinci e ti dirò chi sei”

dicembre 6, 2008
Il Capitano della Reggina Calcio, Ciccio Cozza (foto Internet)

Il Capitano della Reggina Calcio, Ciccio Cozza (foto Internet)

Tre partite, dico tre, per vedere di che pasta è fatta la Reggina. Sembra scontato, ma non lo è.

Bologna, Sampdoria e Cagliari tuonano come prove d’appello per la compagine amaranto: che sia chiaro non siamo all’ultima spiaggia, però non fare punti ( che danno tanta sostanza ) metterebbe Cozza e compagni alle strette per un campionato che già di suo si dimostra in salita.

Domani la partita forse più delicata. Sì, perché il Bologna che scende al Granillo è una squadra da battere, senza condizionamenti di sorta. Osservando le partite finora disputate (Milan alla prima giornata a parte) la squadra rossoblù non ha entusiasmato e Mihajlovic non pare aver trovato la ricetta per far decollare un team partito con tanto ( forse troppo ) brio, dissoltosi troppo facilmente.

L'attaccante del Bologna, Marco Di Vaio (foto Gazzetta.it)

L'attaccante del Bologna, Marco Di Vaio (foto Gazzetta.it)

Il grande merito dei bolognesi è quello di aver restabilizzato quel Marco Di Vaio, che dopo le stagioni in bianconero a Torino, pareva aver perso la via del gol e della costanza. Questa l’arma in più, questo l’avversario da temere.

Per la Reggina giocare al Granillo è un toccasana, se a questo ci si aggiunge un Brienza finalmente tornato ai suoi standard di qualità, un Corradi che sarà brutto da vedere ma ha già fatto 6 gol (pensate record personale risale a quando calcava il campo del Bentegodi e indossava anche la casacca azzurra della Nazionale, con “sole” 9 realizzazioni), un Cozza che giocherà pure un tempo, ma sembra avere un bagaglio tecnico infinito, il dado è tratto.

Ma, sarò blasfemo, io credo che fondamentali per la Reggina sono stati gli assestamenti dietro: Cirillo terzino gioca bene (finalmente) e non ha l’apprensione “da centrale”, Santos e Valdez (in dubbio) sembrano iniziare a collaudarsi, anche se a mio modesto parere lì a Gennaio serve un acquisto, Costa è, forse, il terzino giovane più forte del campionato.

A centrocampo? Continuo a sostenere che Carmona – Barreto sono di gran lunga più forti di Poulsen – Sissoko. Un’assurdità? Può essere, ma io me li tengo stretti: Carlito è un mastino degno del miglior Gattuso, con in più un gran bel tiro dalla distanza e anche delle interessanti geometrie, Egdar lo voleva mezza serie A (quella della colonna sinistra, per intenderci). Se a questi ci aggiungi Vigiani o Barillà, siamo ancora convinti che quest’anno la Reggina non è attrezzata per salvarsi?

Certo non siamo l’Inter, molto probabilmente nemmeno la Sampdoria, siamo una squadra che deve fare punti adesso per mutare il suo status quo. Contro la formazione di Mihajlovic, la vittoria è d’obbligo.

La Reggina lo sa: tocca a noi reggini gremire nuovamente lo stadio, troppo spesso isola infelice di assenti, più che presenti.


Prima Cordoba, poi a Reggio Calabria da Fatima

novembre 2, 2008

Non è geografia, solo calcio

foto liberatamente tratta da Internet

Strano il viaggio emotivo di un tifoso. A bordo campo con la sciarpa amaranto al collo vedere svanire l’impresa di braccare l’Inter, campione d’Italia, dopo essere stati addirittura due gol sotto. Tutto per “colpa” di un difensore che attacca, segna. Poi ad un passo da un tenebroso portoghese, allenatore infallibile, la mano distesa riempita da un oggetto. Il tuo viaggio passa da Cordoba a Fatima, passando per Reggio Calabria.

Peccato che non tutti percepiscono il gesto e mentre in campo c’è un terzo tempo non proprio all’insegna del fair play , dalle gradinate divampano le polemiche. I protagonisti? Due speciali a confronto.

Da una parte l’allenatore che non crede di essere il più forte, ma è convinto che nessuno lo sia più di lui, dall’altra il sindaco più amato d’Italia. Uno antipatico, ma esperto, scaltro. L’altro simpatico, giovane, “di rottura”. Uno contro l’altro, questa volta Peppe Dj ha fatto cilecca e José il provocatore l’ennesima gran bella figura.

Ricostruiamo. La Reggina prende gol al 46 st e Giuseppe Scopelliti, sindaco della città da 7 anni, vive la partita come quand’era ragazzo, a suo dire, “con i ragazzi della curva”. Mourinho sa di averla scampata alla grande, ad un passo dall’essere nuovamente un Mister X a sedere sulla panca nerazzurra.

Un disabile fa un cenno a Mourinho, il quale prode difensore dello sport gli regala un crocifisso che la moglie gli portò direttamente da Fatima. Lui cattolicissimo ad ogni fischio d’inizio lo bacia. Ma questa volta, in pieno stile evangelico, fissandolo lo amò. Roba da riconoscimenti.

Invece Peppe il Sindaco, che dalla sua ha tutta la città,  lo attacca. Pensa che lo Special One abbia dato una monetina al povero disabile, gesto di bassa statura caritatevole. Volano parole grosse.

Tutto si ridimensiona quando il ragazzo schiude il pugno e mostra il presente dell’ex allenatore del Chelsea.

Ora i due stanno nei propri angoli, Mourinho amareggiato, si dice, perché gli viene criticata pure la buona azione giornaliera, sornione sa di aver fatto un colpaccio tra i media. Dall’altra il Sindaco chiede venia per la leggerezza commessa. Tutto risolto, oggi i titoli dei giornali.

Non c’è da preoccuparsi, perché Mou non manca d’iniziativa nello sfoderare notizie, già da domani questa sarà bella che sepolta. Certo un’occasione persa, questa, non la partita.

FedMin