E Loiero denunciò Di Pietro

gennaio 29, 2009

este_25113656_37080 Non dev’essere proprio un gran periodo per Antonino Di Pietro: il leader dell’Italia dei Valori è in balia ad una serie infinita di note sul registro, roba da bocciattura.

Ma, e vado in soccorso del malcapitato, se anche coloro i quali sono i resposabili dell’Amministrazione locale calabrese si prendono il lusso di denunciarlo, beh qualcosa mi puzza sotto il naso. Signori e signori eccovi la teca di agenzia:

La Giunta regionale della Calabria ha deciso di inviare le dichiarazioni dell’on. Antonio Di Pietro, secondo cui “9 miliardi di finanziamenti europei scompaiono nel nulla ogni anno in Calabria”, al dirigente dell’Avvocatura regionale con il mandato di valutare la situazione e denunciare in sede penale il parlamentare di Idv. Lo rende noto un comunicato.
Secondo il giudizio unanime della Giunta regionale, presieduta da Agazio Loiero, riunita questa mattina per richiedere al governo lo stato di emergenza per i danni del maltempo, quanto dichiarato da Di Pietro “non solo e’ falso, come e’ facilmente dimostrabile, ma procura un danno incalcolabile, e non solo d’immagine, alla regione”.

“Quel che Di Pietro afferma – secondo la giunta – mette a rischio, con gravi ripercussioni negative sull’intera Calabria, il rapporto di fiducia che questo governo regionale sta recuperando con l’Unione Europea, alla quale sono stati garantiti programmi seri e spesa trasparente cosi’ come e’ avvenuto negli anni della gestione Loiero. La doppia visita in Calabria da parte della commissaria Danuta Hubner, per incontri con il governo regionale a dicembre e quindi a gennaio per l’arrivo del presidente Giorgio Napolitano, e’ stata la testimonianza di una fiducia ritrovata che le improvvide e assurde parole di Di Pietro possono minare”.

“I nove miliardi che secondo Di Pietro ogni anno finiscono alla criminalita’ organizzata e ai partiti – sottolinea la nota della giunta regionale – sono soltanto nella fantasia del parlamentare da giorni in stato confusionale. Tutto il Por 2007-2013 vale si e non quella cifra che va spalmata in sette anni per assicurare alla Calabria una serie di infrastrutture di cui e’ priva e per aiutare la regione a raggiungere standard europei”.

Ebbene sì, non sdrucciolatevi gli occhi! Quel che leggete è firmato ADN Kronos, mica me lo son inventato mi. Che sia chiaro: forti dubbi aleggiano da tempo sui fondi Por europei, ma Di Pietro ci è ricascato con la sua dialettica da pornopolitica, proprio come un asinello. Giammai! Lui con Mastella manco tale sorte vuol condividere, allorché eran separati in casa tempo orsono.

Ma Agazio, Agazio, Agazio! Cosa mi combini? L’IDV che reca danno d’immagine ad una regione come la Calabria, ma suvvia! Lo sai bene anche tu, non di solo propaganda vive il calabrese. Siete tutti inquisiti! Ma allora perché vi nascondete dietro queste “mascherine”, ancora per Carnevale ne passa un mese.

E poi “rapporto di fiducia con l’Europa”? Sì, per finanziare con otto milioni di euro (1 in meno rispetto a quanti citati da Di Pietro) la Nazionale azzurra di football. Per finire il Consiglio Regionale degli orrori tira in ballo Napolitano, ma che c’azzecca? E lei sì che è un Cavaliere, caro Agazio, come cavalca l’onda lei…

Certo qualcuno rimprovererà Di Pietro di eccessiva critica, qualcun’altro potrebbe sentirsi risentito da queste mie dichiarazioni. Dimenticavo che siamo in un regime, ma và…

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Che bella cosa n’auto blu…

dicembre 1, 2008
Antonio Bassolino (foto Panorama.it)

Antonio Bassolino (foto Panorama.it)

Vengo a prenderti stasera, con la mia auto blu. Popi – popi.

Non è delirio dal gusto retrò, anzi mi perdoni il maestro Giorgio Gaber per l’impavida citazione, con tanto di sommessa modifica. Quale? Aguzzate la vista.  E sì la “torpedo” adesso è divenuta una semplice “auto”.

Semplice? Macché provate per credere ad Antonio Bassolino. Il governatore campano, che ha ingaggiato una strana bagarre col collega Loiero per chi supera il limite della decenza – credibile, si sobbarca 5 milioni di euro l’anno, signori 5 milioni di euro mica mozziconi di sigarette, per pagare “profumatamente” la corazzate di macchine blu con sirena d’ordinanza in groppa.

A svelarlo è Claudio Pappaianni per L’Espresso: gli autisti di Palazzo Santa Lucia percepiscono quell’elemosina di 3 mila euro netti al mese. Se si considera che l’organico ballonzola intorno alle cento unità, beh la Campania non è “solo” sommersa dal caso – rifiuti, ma anche dalle tasche ampliamente bucate dei suoi amministratori.

Non discuto che la frenesia di una città indisciplinata (automobilisticamente parlando) come Napoli debba avere una lauta ricompensa, ma ad onor di cronaca ha del paradossale che questa vera e propria casta debba essere pagata (con i soldi dei contribuenti) più di un funzionario regionale e si garantisca molte più garantigie di tutti gli altri dipendenti.

Da aggiungere che spesso gli autisti sono uomini dell’entourage di politici di primo piano, spesso coinvolti in casi di mixture fra politica e malavita, come Roberto Conte (le cui dimissioni sono state richiesta da Pietro Ciarlo, capogruppo del PD) che pare sia un uomo di Giuseppe Misso. Beh il “figlioccio” del boss proprio in questi giorni pare abbia cambiato autista, nel bel mezzo della protesta di questi.

Nulla di cui meravigliarsi: Ciro Campana, collaboratore esterno del capogruppo dell’IDV Cosimo Silvestro si è comprato autonomamente un’auto blu e si aggirava fra i vicoli del capoluogo campano a sirene spiegate, comodamente seduto affianco ad un tizio “in odore” di camorra. Tutto nei ranghi della normalità.

E chi cercò di smontare questo castello di fantonie e benefici, tale Luigi Anzalone sempre della banda ex PD(S), fu richiamato all’ordine. « Mi fu detto a muso duro: ‘Chi ti credi di essere?’. Poi mi telefonò Bassolino, pensavo volesse dirmi di andare avanti. E, invece, pur se in evidente imbarazzo, mi chiese di fare un passo indietro ».

Certo in Campania il PD non vive di piena salute: il botto – Nungnes è il più evidente e molto probabilmente il più emblematico, ma nella regione dei reggenti della Democrazia Cristiana, vedi lorsignori Ciriaco De Mita e Clemente Mastella, per il partito di Veltroni fare politica pare proprio un’odissea.

C’è chi se la ride.

Riccardo Villari recita il suo rosario meditato, lui sì che in barba ai colleghi conterranei si sta assicurando una poltrona a Bruxelles. Con quale partito, vista la sua espulsione dai Democratici, non è dato a sapersi.

FedMin