C’è chi è morto a Nassirya

novembre 12, 2008

Morirono 19 italiani, 5 anni dopo per non dimenticare.

i(immagine tratta liberatamente da Internet)

(immagine tratta liberatamente da Internet)

12 Novembre 2003 – 12 Novembre 2008. Sembra scontanto, ma non lo è. Per non dimenticare, tuona come uno spot. In realtà è una necessità di cui si deve fare virtù. Uno stato come l’Italia, la cui recessione è prima culturale che economica, ha il compito di essere fiero di questi pochi eroi che il tempo d’oggi ci offre.

calendario-2008

Il calendario 2008 dell'Arma dei Carabinieri

Perché è futile accanirsi contro Carla Bruni (anche se sacrosanto e, personalmente, m’indigna parecchio) quando afferma di essere orgogliosa di non essere più italiana. Proprio lei che quest’anno è l’effige della nostra bandiera. Vi state chiedendo, come!? Sì, la signora Sarkozy è raffigurata nel tradizionale calendario dei carabinieri rappresentante l’Italia. Il suo statuario corpo “rinchiuso” (alla luce delle sue ultime dichiarazioni) nel tricolore.

Oggi Schifani, presidente del Senato, nella sala stampa di palazzo Madama, intitolato ai martiri di Nassirya, ha rafforzato ancora il senso del dovere a cui oggi ogni italiano deve adempiere: le missioni di pace, i nostri soldati italiani portano nel mondo la nostra immagine, con grande dignità.

Dignità che hanno perso i boicottatori, coloro i quali stanno sempre ai margini della Repubblica, perché figli di chi questa Repubblica non la sentì mai sua. È deprorevole, il 12 novembre, giorno della memoria di queste vittime in terra straniera, fare strumentalizzazioni politiche, però è altrettanto vile sentir risuonare nelle parole di “italiani” : dieci, cento, mille Nassirya, come ricorda Claudio Cordova nel suo blog.

Contro la demagogia del “giorno dopo”, onore ai caduti, alle famiglie che si sono sobbarcate nel silenzio questo lutto. Agli Italiani, una volta tanto.

FedMin

Annunci

Italia Boh!

ottobre 5, 2008

Siamo sempre i soliti inguaribili italiani.

Il Belpaese ricade (altro che “rialzarsi”) nelle diatribe ideologiche di un tempo, che ormai non c’è più. È lo scotto che dobbiamo pagare per via della nostra vicinanza con la Francia, perché l’anacronismo è marchio d’oltralpe, ogni tanto ci piace anche a noi per questo lo issiamo ben ben quando qualcosa non và.

Razzismo sì, razzismo no.

Questo è il ritornello di queste ore; sicuramente alcuni episodi sono di una gravità inaudita. L’esasperazione mediatica, figlia di Murdoch e del suo aggiornamento in tempo reale, rende la situazione ancora più incandescente: quante colpe sono dei politici? Indubbiamente il centrodestra, soprattutto la Lega Nord, ha alzato i toni durante la campagna elettorale in merito alla questione “extra-comunitari”.

Che ciò abbia scatenato una ondata di sentimento antisemita? Sinceramente credo che in talune circostanze “certe” parole della politica possono essere state fuorviate (su tutte la campagna anti-rom, vedi  caso impronte digitali).

I moralizzatori, scuola di pensiero dei vari Travaglio, Grillo, DiPietro, anacronisti anziché no vista la loro convinzione di appartenere ad un età storica di “resistenza continua” (che direi ingiuriosa nei confronti di chi la Resistenza la fece e pure bene), alla quale si iscrive quando pare che la barca stia per colare a picco, anche quel simpatico umorista di Walter Veltroni, si scagliano contro il Pdl tacciandoli di essere figli putativi dei più antipatici regimi fascisti.

No che Berlusconi (vedi video soprainserito!) sia uno stinco di santo, anzi, ma dargli del Duce, beh mi pare fuorviante ed esagerato. Anche perchè per non andare lontano, proprio la legge più contestata (giustamente) è stata dirottata su binari, condivisi da molti deputati (anche del Pd) e soprattutto contemperati dalla Costituzione Italiana (cosa che non sempre riesce bene al Cavaliere).

Il passo è breve: fascismo sì, fascismo no.

E ci risiamo, guai a chi si esenta. Così la Repubblica di Salò ritorna ad occupare un ruolo primario nell’agenda politica nazionale. Fini apprezzato, Fini contestato. I Comunisti? Mai esisti, siamo “democratici”.

Quanto ancora dovremmo essere attaccati a questi stereotipi di politica antica, ampollossa, rompipalle???

Perchè l’Arma è Arma, coscomì la Granbassi protesta. La Polizia di Stato, nega la possibilità alla Vezzali? Ok, va bene. Fiorettiste contro, gente che “buca lo schermo”. Anche questa la chiamano politica!!!

Italia sì, Italia no. Italia…boh!