MondoRosa: opportunità alla pari

dicembre 15, 2008

or_dra492023

Le pari opportunità.

Bel mistero questo. Di sicuro ce sta che i governi di centrodestra ci mettono le gnocche, quelli del centrosinistra no. Il motivo del perché questo esista ancora non è dato a saperlo e se qualcuno si permette di ledere l’intoccabilità dell’ex gonnelline al vento (oggi sempre e solo jeans e mezzo tacco) si becca fischi e insulti.

Brunetta, l’impavido antipatico che piace a tutti (checché ne dicano i fannulloni), ha osato stanare anche queste aquile dal nido: alzare l’età pensionabile per le signore è stato considerato un sacrilegio. Da chi? Da quelli han fatto sedere Luxuria (al secolo Vladimiro Guadagno) tra i banchi di Montecitorio.

Sacrilegioooo!“. Le donne devono mantenere i loro privilegi per Bacco! Eppure le motivazioni mosse dal socialista Brunetta, il più odiato dai sindacati che al loro volta sono i più odiati dai lavoratori, non sono poi così esogene della nostra realtà italica: perché mai le donne, che reclamano parità di qua, parità di là, non dovrebbero dunque avere un sostanziale pareggio anche nei loro anni lavorativi? Perché impedire ad una donzella – manager di poter aspirare ad un più alto status quo nella scalata ai vertici del suo campo lavorativo? Insomma: la carriera dove la mettiamo?

O assopite femministe, cotanta grazia voi gettate? E poi, le donne che per dono divino hanno il diritto di custodire in grembo il seme della nuova vita e il dovere di usufruire della, cosiddetta, “maternità”, non hanno quindi nel caso della fortuna dei voli delle cicogne sul tetto coniugale (e non, visti i tempi che corrono) del tempo “perduto” che più avanti negli anni possono, anzi devono, “recuperare”?

Non si tocca alcun dovere.

Per grazia di Dio, lasciate perdere l’UE! Loro ci rincorrono, non è mica colpa nostra se siamo in perenne ritardo. E poi chi tira fuori tutti i casi in cui noi ce ne infischiamo mentre adesso Renatone nostro la prende da monito ad agire, beh cari miei, il solito bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

Pari opportunità? No grazie: opportunità alla pari.


Bova Marina: the day after

ottobre 10, 2008

pubblicato su strill.it

Guarda il video in esclusiva dal Cpa:

Volti distesi, un pallone che rimbalza, rotola. Un pò come la sorte degli eritrei, sbarcati ieri sulle rive del litorale jonico reggino, condannati ad un destino da clandestini, lontano dal loro desiderio di rivalsa sociale, che li ha portati a salpare a bordo dell’ennesima “carretta della speranza”.

Donne e bambini, ma soprattutto tanti ragazzi scappati da una guerra civile disconosciuta dai più, hanno preferito avventurarsi in questa « odissea infinita » pur di raggiungere la tanto agognata terra promessa. Uno di loro conosce benissimo l’inglese, dice di essere laureato in Scienze Culturali. Il suo sogno è quello di poter raggiunger Liverpool per proseguire gli studi. Via mare ovviamente, prendere l’aereo non è possibile.

« A good trip, the sea was calm »,  anche la buonasorte si è dimostrata benevola, ma nonostante questo, la notte è stata dura da digerire: ammassati nel peschereccio, le condizioni erano critiche. Poi anche un errore di rotta, « il Gps – continua il giovane eritreo – non ha funzionato al meglio, infatti, l’intezione era quella di arrivare in Sicilia. »

Attorno a lui, giungono altri che ci parlano di ciò che il made in Italy è in Eritrea: « macchina, gomme, motore », la FIAT lì ha ancora il suo fascino. E proprio alle fabbriche puntano questi ragazzotti che però non “sanno” quanto gli è costato questo viaggio, non “vogliono” sottoporsi all’identificazione tramite impronte digitali, « se faremo questo saremo “costretti” a rimanere a lungo in Italia ».

Il Centro d’Accoglienza di Bova è un andirivieni di forze dell’ordine, ambulanze, semplici volontari. Chi è malato, chi è debilitato dal viaggio, chi scalzo cerca « only shoes ». È ora di pranzo, tutti di corsa in palestra: i morsi della fame si fanno sentire, negli occhi la speranza che « the final solution » non sia per loro ostile.

un sentito ringraziamento va a Sonny Zema.


Galeotto fu il permesso di soggiorno

ottobre 6, 2008

Dante di sicuro non è John Grisham, però il suo verso è evocatore di quanto sto per scrivervi.

Quello che non ti aspetti: se si pensa alla Questura di Reggio Calabria la prima idea che ti balena in mente è “avranno fatto qualche arresto importante”, invece no. Oggi il granitico palazzo sul Corso Garibaldi è stato per un quarantenne il lasciapassare per il suo ritorno in libertà.

L’uomo, di origine indiana, era accusato di violenza sessuale su una minorenne. I fatti risalivano al 1996, quando, viveva in Calabria ma che ogni tanto andava a trovare il fratello a Monsummano Terme (Pistoia).

Riferisce l’ANSA, che l’uomo venne denunciato dopo che una bambina, all’epoca otto anni, disse di essere stata palpeggiata. L’indiano si e’ sempre proclamato innocente, sostenendo che, il giorno della presunta molestia, il 30 maggio del 1996, si trovava in questura per avere il suo permesso di soggiorno.

Ma il documento che l’attestava non era disponibile, visto che l’ufficio stranieri della questura calabrese ha mandato al macero i documenti antecedenti al 2003.

Alla fine l’indiano insieme al suo avvocato Antonio Mazzeo ha recuperato il documento, oggi è stato assolto dal Tribunale di Pistoia dall’infame accusa ed è finalmente un uomo libero.

Galeotto fu, dunque, il permesso di soggiorno che fece emergere l’inaspettata verità.


San Luca è Chic

ottobre 3, 2008

4 ottobre 2008: i Reali ritornano in Calabria. Sarà, infatti, Emaunele Filiberto a fare visita alla terra bruzia, precisamente a San Luca.

La Locride si prepara dunque a questo evento: che sia un nuovo programma televisivo? Che faranno, un censimento sul savoir faire dei calabri? Il Principe ci ha abituato alle sue performance nel programma della Dalla Chiesa (a tal proposito, credo che il povero Carlo Alberto si starà rivoltando) che giudica gli status symbol dello stile del XXI secolo, accanto a veri e proprio colossi della commedia all’italiana, Antonello Fassari docet, di fronte i quali non fa affatto cattiva figura. Avrà capito forse cosa vorrà fare da grande il bel principino dagli occhi azzurri?

L’AdnKronos ha battuto una teca in cui si annuncia la presenza dell’erede di casa Savoia per un convegno promosso da Massimo Barra e la Croce Rossa Italiana sulla difesa dei Valori della Costituzione contro la criminalità.

“Ringrazio di cuore il presidente della Cri Massimo Barra per avermi invitato a San Luca in questa importante occasione”, ha detto il Principe. “Insieme vogliamo dare un segnale di amore per l’Italia e per i Valori di questa nostra Patria – ha aggiunto – Quei Valori che troviamo insiti nella Croce Rossa Italiana, nello Statuto Albertino e nella Costituzione”.

Un ex sovrano che basa i suoi fondamenti morali sulla costituzione? Niente affatto.

“Nello Statuto, prima carta costituzionale dell’Italia Unita – ha spiegato Emanuele Filiberto – Casa Savoia volle definire i punti di riferimento della societa’ democratica e liberale del Regno Sardo Piemontese prima, e del Regno d’Italia poi. Volle dare a tutti i cittadini quegli elementi tipici dell’antica tradizione italica: la famiglia come centro fondante della societa’ nazionale, il rispetto per il prossimo e per le Istituzioni, l’amore per la Patria e per la solidarieta’ umana. Le nostre radici giudaico-cristiane ci consentono di poter avere dei principi saldi e forti per affrontare le difficolta’ della vita, pur ricordando l’importanza della laicita’ dello Stato. Dallo Statuto – ha aggiunto il Principe – si e’ giunti alla Costituzione del 1948. Esattamente dopo un secolo, la nuova Carta Costituzionale ribadisce e rafforza quei punti fondamentali”. “La mia presenza a San Luca e’ un segnale per i ragazzi di questa terra: devono comprendere che essi sono gli autori del loro futuro e del futuro dei loro figli. Li sprono a non dimenticare mai i Valori centrali dell’essere umano, quegli stessi Valori su cui si fonda la nostra Costituzione – ha concluso Emanuele Filiberto – e che sono la colonna portante della cultura italiana: il rispetto, la famiglia, l’amore per il prossimo, la solidarieta’ ed il lavoro”

Il Principe non ha mai celato il desiderio di “buttarsi in politica”, visti i tempi che corrono, fare tappa in Calabria aggraziandosi le simpatie di un popolo avezzo a delegare deputati del nord, non sarebbe male. Però caro il nostro caro Emanuele Filiberto, impari un pò di storia prima di citare codici e soprattutto la smetta di fare queste trasmissioni così CULturalmente impegnate!

Ah, un ultimo consiglio: non esca molto spesso con papà, sa la fama che ha non è delle migliori…


Come se non bastasse…

ottobre 2, 2008

”Appare alquanto strano che dinanzi alla preannunciata sospensione della erogazione dei servizi da parte delle aziende di trasporto pubblico locale a partire dal prossimo 7 ottobre, non giunga finora da parte dell’esecutivo regionale alcuna iniziativa per scongiurare tale evento che finirebbe per pesare unicamente sulle spalle di studenti e pendolari che quotidianamente raggiungo i maggiori centri della regione per motivi di studio o per lavoro”. Lo afferma il consigliere di Alleanza Nazionale Franco Morelli, che sull’argomento ha depositato una mozione.

”La Calabria – scrive Morelli – allo stato, sembra l’unica Regione a non avere proceduto alla stipula dei contratti di servizio con le imprese concessionarie, a fronte di una grave crisi finanziaria che sta inginocchiando il settore ed in presenza di una offerta di trasporto che presenta standards qualitativi del tutto inadeguati alla incessante domanda proveniente dal territorio. Nonostante l’incremento di 28 milioni di euro – continua – stanziati nella Finanziaria regionale 2008, finalizzati a promuovere lo sviluppo ed il trasporto pubblico locale e per garantire l’attuale livello dei servizi e recuperare l’inflazione degli anni precedenti, appare ineludibile che da parte del Presidente della Giunta regionale si convochi l’associazione di categoria del trasporto pubblico locale per porre in essere tutte le iniziative utili per scongiurare la paventata sospensione dei servizi di collegamento che paralizzerebbe, con forti disagi per i cittadini, l’intero sistema di trasporto in Calabria”.

Come se non bastassero i disagi per chi deve traghettare da Reggio a Messina con Bluvia, le disfunzioni dei mezzi Fs…e via dicendo.

Et voilà!

(fonte: ADN Kronos, ore 17.05)


Detassati dall’I.V.A.? Forse pagando…

ottobre 1, 2008

pubblicato anche su Nuovi Rumori

Si vocifera da un pò di tempo che il Centro Commerciale, sito in San Leo di Pellaro, aprirà i battenti nel prossimo mese di Novembre, proprio alle porte del periodo natalizio da sempre florido per questo tipo di attività.

Ad offuscare l’ottimismo è una notizia che arriva da Roma, per l’esattezza dal Dipartimento Politiche di Sviluppo del Ministero dello Sviluppo economico, che proprio oggi ha comunicato le “22 – fortunate – zone franche urbane”.

In serata l’ANSA ha battuto l’agenzia nella quale il ministro Claudio Scajola in persona ha dato a battesimo la designazione di questi lotti detassati dall’importo IVA all’interno di citta’ grandi, medie e piccole in 11 Regioni avranno diritto inoltre a incentivi e agevolazioni fiscali e previdenziali, per una cifra pari a 50 milioni di euro l’anno, per nuove attivita’ economiche costituite entro il 2009.

”Con l’avvio delle zone franche urbane – commenta in una nota il ministro Claudio Scajola – diamo una significativa risposta al disagio socio-economico delle aree a maggior tasso di disoccupazione. Gli incentivi e le agevolazioni previsti per le zone franche, gia’ sperimentate con successo in Francia e autorizzate dall’Ue, sosterranno la creazione di nuova imprenditorialita’ e fanno parte dei nuovi strumenti normativi per rilanciare l’intervento nel Mezzogiorno e nelle altre aree deboli del Paese. Stiamo gia’ lavorando per estendere questa misura anche oltre il 2009“.

Le 22 ‘zone franche urbane’, selezionate tra 64 proposte sono Catania, Gela, Erice in Sicilia; Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria; Matera in Basilicata; Taranto, Lecce e Andria in Puglia; Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania; Campobasso in Molise; Cagliari, Quartu Sant’Elena e Iglesias in Sardegna; Velletri e Sora nel Lazio; Pescara in Abruzzo; Massa Carrara in Toscana e Ventimiglia in Liguria. Il provvedimento  sulle zone franche verra’ sottoposto ora alla valutazione del Cipe e successivamente verra’ notificato alla Commissione europea. Si prevede che gli incentivi e le agevolazioni potranno essere concretamente erogati entro la prossima primavera.

Secondo indiscrezioni, tra le 64 proposte pervenute vi era anche la città di Reggio Calabria, che guardacaso aveva avanzato la candidatura delle due zone limitrofe al centro, Catona e Pellaro. Ecco perché questa decisione può scombinare i quadri precostituiti del nuovo Centro Commercia a San Leo.

Nato sotto la buona stella della compiacienza politica, oggi si ritrova spogliato di queste vesti, derubato di ciò che statuariamente gli “toccava”. Di più c’è da dire che proprio in vista dell’apertura imminente, le “pressioni” (le quali più volte documentate da me medesimo, ma non solo!) sul territorio si sono fatte sempre più insistenti.

Oggi la doccia fredda. Non ci resta che piangere, apostroferebbe il grande Massimo Troisi. A San Leo ci stanno facendo l’abitudine…

Ma non confondiamo il Sacro col profano.

FedMin


Eran 35 giovani e forti… 007 in Calabria!?

settembre 29, 2008
foto di repertorio

Ho visto cose che voi umani…

35 Aston Martin fiammanti svolazzeranno tra Africo e Soveria Mannelli, questo non è un sogno. Parola di Francesco Cossiga, che ci mette pure la faccia.

Il Picconatore, infatti, sarà un docente (oltre che il maggior sponsor) del nuovo master di secondo livello per 007 anti – ‘ndrangheta. A darne notizia il fautore dell’opera, Mario Caligiuri: « Primo obiettivo del master e’ formare un’intelligence per contrastare la criminalita’ organizzata. In Calabria non c’e’ uno straccio di corso universitario che si occupi di ‘ndrangheta. Si insegna la lingua turca, ma di storia della ‘ndrangheta niente ».

Storia e “civiltà” della ‘ndrangheta. Eh sì, chissà se qualche lezione sarà tenuta da un la-qualunque ospite che “onora” della sua presenza i discienti: magari un boss che ne dite!?

Il corso costerà 4 mila euro cadauno per i 35 James Bond de no’altri che saranno seguiti da insegnati preparati e rinomati, “non abbiamo badato a spese”, se fosse una pubblicità reciterebbe così.

L’ex direttore del Sisde Vittorio Stelo, il giudice Rosario Priore, i generali Carlo Jean e Fabio Mini, il finanziere Umberto Rapetto e in videoconferenza il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che e’ anche presidente onorario del comitato scientifico del master. Il corso prevede 19 giornate in aula per 8 ore di lezione ciascuna e 100 ore di stage.

Stage!? Sì, tra una cosca e l’altra senza dare nell’occhio, magari.

(fonte: AdnKronos)


Kr: piove (sui rifiuti tossici), governo ladro!

settembre 29, 2008

foto dal portale della Provincia di Crotone

In questi giorni sono stati diramati diversi comunicati stampa, interviste, prese di posizione bipartisan sulla questione dei rifiuti tossici a Crotone. In questo blog ho trattato l’argomento specificatamente e per prassi dovrei palesare tutte le repliche dei politici e dei politicanti in merito a tale questione.

Ma proprio taluni soggetti sono stati i protagonisti (nascosti) dell’intera vicenda: interrogazioni parlamentari, commissione sul turismo e l’ambiente del Senato, consiglio Regionale, sale di concertazione, sono state tutte zone d’incontro – scontro sulla questione Pertusola Sud Spa.

Durante il governo Berlusconi II (2001 – 2006), infatti si solo promulgati diversi atti parlamentari e disegni di legge a tal proposito, tutti caduti nel vuoto.

Riporto fedelmente quanto emerso da atti parlamentari, Senato della Repubblica in data 4 Novembre 2003:

Sono stati segnalati numerosi procedimenti in atto ed in particolare quelli connessi al sito industriale della   « Pertusola » di Crotone, particolarmente inquinatoe pericoloso. Dall’audizione del 9 luglio 2003, effettuata presso la prefettura di Crotone, finalizzata, in particolare, ad acquisire dati aggiornati sull’evolversi dei provvedimenti predisposti dal commissario straordinario in attuazione dell’ordinanza del Ministro dell’interno n. 3149 del 1o ottobre 2001, che affidava al predetto commissario – presidente della regione Calabria – il compito di definire ed attuare gli interventi di messa in sicurezza di emergenza, nonché le misure necessarie per la bonifica dell’area industriale « Pertusola Sud » di Crotone, in danno alla società proprietaria, sono stati forniti dal procuratore della Repubblica presso il tribunale di Crotone – dottor Francesco Tricoli (cognato di Raffaele Vrenna, ndr) – ed il sostituto procuratore – dottor Federico Somma – notizie inerenti reati contro l’ambiente, trattati dalla sezione di polizia giudiziaria « NISA », che risultano in totale 1046 e coprono un arco di tempo che va dal 1998 al 2002. Le indagini svolte hanno interessato le problematiche di inquinamento ambientale nella provincia di Crotone, che contemplano sia lo smaltimento illecito di rifiuti, l’inquinamento delle acque, dell’aria, l’abusivismo edilizio ed il fenomeno del cosiddetto « elettrosmog ». Dalla documentazione acquisita si rilevano indagini attivate dall’autorità giudiziaria che riguardano gli impianti di Pertusola Sud, che meritano una doverosa
attenzione. Una prima indagine, tuttora in corso, si riferisce all’irregolare utilizzo di un materiale denominato « conglomerato idraulico catalizzato » prodotto dalla società Pertusola Sud di Crotone, che avrebbe consentito alle ditte « Craton Scavi Costruzioni Generali SpA » e « Ciampa` Paolo srl », l’approvvigionamento del predetto materiale da utilizzare come sottofondo e/o rilevato per opere pubbliche.

Ben 5 anni fa si relazionava in merito dunque ad un indagine cui esiti sono stati resi noti solo oggi, con colpevole ritardo vista l’incisiva pericolosità per tutti gli abitanti del crotonese. Ma non finisce mica quì, anzi:

I rifiuti pericolosi prodotti e illecitamente smaltiti « scorie cubilot » sono il frutto di una mescela denominata « cascoril » e « conglomerato idraulico catalizzato », utilizzato per la realizzazione di rilevati e sottofondi stradali di opere pubbliche (scuole – strade – ponti e viadotti) e private, nonché dalla stessa Pertusola Sud utilizzati per la bonifica in discarica a mare sita in località Armeria di Crotone. Per tale utilizzo la società Pertusola Sud è ricorsa all’applicazione del decreto ministeriale ambiente del 5 febbraio 1998 nella procedura semplificata per lo smaltimento di rifiuti. Dagli accertamenti effettuati dal consulente tecnico incaricato dall’autorità giudiziaria, tale rifiuto pericoloso non era ammissibile alle procedure semplificate. Per detti reati sono indagati i vertici dello stabilimento ed i titolari delle ditte interessate allo smaltimento illecito. Dai dati acquisiti risultano smaltiti in
cantieri di proprietà « Craton Scavi » « scorie cubilot » per kg 127.890.147 ed in cantieri di proprietà « Ciampà Paolo srl » altri kg 83.387.125. Smaltimento che ha comportato rilevanti utili alle predette società e notevoli danni alle ditte concorrenti, costrette a comprare a costi più alti materiale di cava, mentre per le   « scorie cubilot » le ditte venivano addirittura sovvenzionate per il relativo ritiro.
La dirigenza Syndial, ex Pertusola Sud, in merito all’indagine di cui trattasi ha dichiarato di poter documentare l’estraneità della societa` da comportamenti illegali. Trattasi di un’indagine investigativa, tuttora in corso, e pertanto si rinvia ogni considerazione alle determinazioni conclusive della competente autorità giudiziaria. Altra indagine che investe lo stabilimento industriale Pertusola Sud trae origine da accertamenti effettuati dal settore ambiente della provincia di Crotone circa la gestione dei rifiuti pericolosi quali « ferriti di zinco ». Tali rifiuti sono classificati ai sensi del decreto legislativo 22/97 come rifiuti pericolosi derivanti da processi idrometallurgici dello zinco, con classi di pericolosità identificati come « irritante », « nocivo », « tossico », « corrosivo », « sorgente di sostanze pericolose ».

Dunque un allarmante quadro già largamente pre – annunciato, adesso si corre ai ripari alla menopeggio. O almeno si spera di farlo. Infatti oggi il Corriere della sera riportato da AdnKronos in cui si parla a proposito dell’indagine in questi termini,

[…]

« Ma ora sara’ un po’ difficile dimostrarlo: un filmato che descriveva operazioni abusive, custodito nel fascicolo del Pm, e’ stato cancellato. Facendolo scorrere, si vede solo un quadro bianco ».

Lo riferisce il “Corriere della sera” sottolineando che « e’ l’ultima novita’ di un’indagine », quella relativa allo smaltimento di scorie tossiche in Calabria e che ha coinvolto scuole di Crotone costruite sui rifiuti tossici e messe sotto sequestro, « avviata nel 1999 e conclusasi solo da qualche giorno con sette avvisi di garanzia e un’ipotesi d’accusa sconvolgente: disastro ambientale ». « Qualcuno tra gli inquirenti del Nisa (Nucleo investigativo sanita’ e ambiente) sostiene che le videocassette fossero addirittura due, ma di una non si e’ trovata traccia negli archivi della procura. Di quella invece in mano al pm Pierpaolo Bruni si vede solo un quadro bianco ».

« Ho aperto un fascicolo sulla sparizione » dice Pierpaolo Bruni, titolare dell’inchiesta sullo smaltimento illegale delle scorie tossiche, al quotidiano di Via Solferino. «In quel filmato realizzato nel 1999 dal Nisa c’era la prova  -prosegue il giornale- di come gli operai delle imprese Controscavi e  Ciampa’ miscelavano i rifiuti tossici che poi sotterravano nei cantieri. L’attenzione degli uomini del Nisa si era soffermata su quel materiale scuro e granuloso, che nulla aveva a che fare con la malta
cementizia ».

Inadempienze. Novembre 2003 – Settembre 2008, Calabria mediterraneo da scoprire (se è possibile).

FedMin

Tema trattato anche da Antonino Monteleone


La nobilpolitica è neocalabra

settembre 17, 2008

Gubbio come Stalingrado. Roba da far sussultare il parrucchino, ma orbene di questo si tratta. La Scuola di Alta Formazione di FI segna l’ennesimo colpo di scena nel flirt Pdl – Palazzo Campanella.

Un storia importante di quelle a cui manca solo il sigillo. Che arriva (da quanto riportato da CalabriaOra) direttamente dal Cremlino – Arcore. Una telefonata che sa di incoronamento o di fumo negli occhi. dipende. I saggi della politica chiedono tempo al tempo, perchè sanno che le chiamate allungano la vita, a volte agonizzano, a volte danno la trambata decisiva. Ciò che più conta è che Mancini junior possiede le chiavi del Castello. Parola di Berlusconi.

CalabriaOra che di scoop se ne intende, dunque trova anche il tassello mancante ad un altro flirt, un pò più mondaiolo, fatto di notti bianche e apprezzabilità, quello con Giuseppe Scopelliti. Inciuci a Cosenza, borbottava il primo cittadino reggino. Eccogli la risposta. Chi fu la Sinistra calabrese ora è canditato (previa impianto telefonico) ad essere l’immagine della Destra, made in Calabria. Altro che inciucio, quì si tratta di tradimento. Il giorno dopo che l’Emka aveva dato scettro e corona a Scopelliti come Sindaco più Sexy, Bravo, Amato d’Italia.

La “manovra” è ardua, un sorpasso a Destra. Fate passare gente! Se Giacomo Mancini siederà tra i banchi del Pdl dell’Assemblea Regionale allora davvero Arcore potrà dirsi Cremlino, no un refuso, ma un revival di una storia recente tutta calabra, ovviamente.


Sei indagato?? Benvenuto in Calabria

settembre 6, 2008

« Vi amo sino alla fine e vi regalo il “nuovo” Commissario dell’Asp 5: Massimo Cetola ».

Con affetto Giuliano Amato.

Ecco il generale dell’Arma, ecco l’uomo della rinascita della Sanità Calabra. Si può fare, why not?
Alt! Errore, ma di poco: sempre di una (inchiesta) figlia di De Magistris si tratta, Toghe Lucane per l’esattezza. Infatti il nostro caro Commissario brilla tra i nomi illustri di quella lunga lista di inquisiti.
Ovviamente si tratta di dati tratti dalla chiusura di un indagine, perciò tutte le persone coinvolte (fino ad un atto di condanna ufficiale) sono da considerarsi innocenti. Certo fa riflettere il fatto che a squarciare le ombre lunghe del compromesso e dell’inganno viene ancora riconfermato e mantenuto un graduato dell’Arma sulla cui testa pendono accuse non proprio lievi.

Trentatre indagati: si è chiusa l’inchiesta Toghe lucane, condotta dal sostituto procuratore della repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Luigi de Magistris, che venerdì ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini. Sarebbe dunque questo, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Agi, il numero di persone coinvolte nel presunto comitato d’affari che avrebbe agito per condizionare l’attività giudiziaria e di altre istituzioni della Basilicata e del quale farebbero parte, a vario titolo, magistrati, uomini politici, imprenditori, professionisti, esponenti delle forze dell’ordine.

L’inchiesta è cominciata nel 2003, ma ha assunto particolare rilievo a partire dal 2007, quando dagli atti giudiziari filtrano i nomi dei primi indagati eccellenti. L’indagine si muove su tre direttrici principali. Un primo filone si occupa di ricostruire le attività di gestione degli affari in Basilicata da parte del presunto comitato politico-affaristico-giudiziario. Una seconda tranche in cui si sono esaminate presunte attività di corruzione in atti giudiziari, la terza relativa alla realizzazione del complesso turistico Marinagri di Poliporo, che si trova ora sotto sequestro. Molte informazioni sono state raccolte grazie alla collaborazione di un pentito, che ha ricostruito alcuni rapporti tra magistrati, tre in tutto, e la società Marinagri.

(fonte L’Unità)

Clicca quì per leggere quanto emerso da un approfondimento curato da un giornale locale.
Niente di nuovo in Calabria però, quì chi è indagato è il benvenuto in amministrazioni eccezionali, il caso del suddetto Cetola, ma anche ordinarie, gli eletti indagati che continuano a sedere nelle loro poltroncine “d’onore”.