Moschee fuori – legge: in bilico tra santi e falsi dei

dicembre 3, 2008
L'integrazione è un tabù? (foto Internet)

L'integrazione è un tabù? (foto Internet)

E fu così che Maometto dovette cedere dinnanzi alla montagna, piemontese. Si chiama Roberto Cota ed è della Lega Nord, mica uno qualsiasi: è il presidente dei deputati del partito di Umberto Bossi.

L’avv. Cota ne ha fatta di strada: da Novara a Palazzo Chigi, oggi in sella ad una fuoriserie di governo che non pare trovare “pietre d’inciampo” nelle sue iniziative parlamentari. Se Ilaria D’Amico “dall’alto” della sua civica responsabilità sta mettendo alle strette il Cavaliere, la Lega va dritta per la sua strada.

Avevan promesso ordine e “pulizia” (oltre che il tanto acclamato federalismo) e così han deciso di chiudere le moschee. Negare un luogo sacro ad una religione per punire degli extracomunitari criminali. Un po’ come succede nei paesi dell’Islam dove se indossi un crocefisso ti ritrovi del piombo nello stomaco.

Stesso identico processo: è di oggi la notizia (riportata dai media nazionali) della proposta da parte dei deputati del Carroccio. « Chiediamo una moratoria a tempo indeterminato sulla costruzione di nuove moschee e presunti centri culturali finché il parlamento non approverà una legge che regolamenti l’edificazione di luoghi di culto che non abbiano sottoscritto intese con lo Stato ».

Ora che non ci vengano a dire i sinistri pensatori della politica italiana, “noi ve l’avevamo detto, questi sono peggio dei fascisti”. Eh no, perché quando c’è da criticare tutti sul carro, quando c’è da biasimare su altrettante scandalose “richieste”, come il famoso (già entrato di diritto nella storia del nostro Paese) « via il Crocefisso dalle aule », il dubbio tra l’essere sostenitore e stigmatizzare il fatto c’è stato, bello e grosso.

Siamo alle solite: un giorno tutti chierichetti, al limite del bigottismo, un altro giorno tutti a sparare a zero sulle ricchezze del Papa. Nel mezzo che c’è sta’? La tolleranza, che diciamoci la verità, oscilla con andamento binario da 0 a 1. Altro che integrazione: la Lega, per bontà sua, incarna tutta la cattiva gestione del fenomeno immigrazione.

Le porte aperte cos’hanno portato? Ad una nazione, il cui cumulo storico già grava e mica poco, che ad ogni minima scossa periferica si destabilizza sin dalla sua base.

I parlamentari “che sicuramente lo sanno” stanno attoniti su questa rotonda che gira, gira, gira. Ho riportato nel mio blog, le posizioni di Souad Sbai, islamica che chiede una “regola del buon dialogo tra le diverse etnie”. La speme è lontana dall’abbandonarla, il desio che questo avvenga no.

Impedire di edificare nuove moschee? Una proposta bizzarra che però, a scanso di equivoci e di strumentalizzazioni facili, non deve vederci ancora divisi tra perbenisti e intransigenti: il problema c’è e si vede. Si conta nel numero dei caduti di questa battaglia sottaciuta, a tratti, censurata.

FedMin


Quì dove funziona la “differenziata”…

ottobre 9, 2008

foto di repertorio

Premetto che credo che Reggio sia una città, in tema rifiuti, fortunata, credo che quì la raccolta e lo smaltimento vanno pressocché bene. Capisco che abbiamo il sindaco più bello d’Italia, capisco che governa una maggioranza forte del 70% dell’elettorato, però a tutto c’è un limite: obiettivamente la raccolta differenziata è un miraggio.

Ma non perchè manchino i “cassonetti”: anzi, non so se avete notato che la Leonia piazza i raccoglitori generici all’interno dei box parcheggio a pagamento, per capirci “le linee blu”, ma perché mai???

Lasciando queste effimere proteste (di chi si snerva quotidianamente a ricercare un posto dove scaraventare la macchina!) mi passava sottomano una notizia che non poteva restare inosservata: Il Comune di Reggio Calabria gareggera’ con le citta’ di Milano, Bologna, Firenze e Palermo nella raccolta di carta e cartone nell’ambito della manifestazione denominata Cartoniadi 2008.

Si legge nella nota diramata dall’ANSA che questo evento consisterà nella raccolta di imballaggi che il maggior numero di reggini dovrà fare, per poter essere competitivi con le altre città in gara. « Dal 15 novembre al 15 dicembre Reggio Calabria e gli altri cinque comuni coinvolti – riporta la nota – si sfideranno per l’aggiudicazione del titolo nazionale delle Cartoniadi 2008 che sara’ assegnato in base all’incremento registrato nella raccolta di carta, cartone e cartoncino. In palio c’e’ un montepremi di 50 mila euro da destinare ad attivita’ sociali scelte dello stesso comune che vincera’ la gara ». Mica noccioline.

Ma la cosa che più mi ha colpito (non in senso metaforico) è la dichiarazione dell’Assessore all’Ambiente e al Verde pubblico (?) Antonio Caridi, presente insieme a Mimmo Logoteta, presidente della Fata Morgana, presenti alla conferenza d’illustrazione dell’evento:

« La nostra città e’ stata premiata per via della crescita registrata in questi anni nella raccolta differenziata grazie all’impegno dell’Amministrazione comunale nel settore ambientale e la risposta dei cittadini ».

Raccolta differenziata??? Ma se ancora la fanno da padrone i raccoglitori generici! Soprattutto, il reggino ancora ancorato all’antica usanza tribale della “busta ra mundizza” da buttare dopocena cu na sigaretta a vucca e il cane al guinzaglio

Per non parlare degli standards del verde pubblico lontani anni – luce dalle realtà del Nord Italia e non perché quì non c’è la Lega. Eh no, non si tratta di essere dei verdi (accostamento cromatico esatto!), che personalmente credo più dannosi di altri movimenti/partiti in quest’ambito, ma di avere una coscienza civica.

Cartoniadi 2008 sì, ma che siano l’inizio di una serie di campagne di sensibilizzazione sul problema, no l’arrivo ad un traguardo inesistente. Magari con 50 mila euro in tasca…