Uolter, il liberatore, impigliato nella Rete

novembre 13, 2008

Amo la libertà di stampa più in considerazione dei mali che previene, che per il bene che essa fa. ( Charles – Alexis de Tocqueville )

Uolter ce la sta mettendo tutta. Per i primi mesi si è addirittura “castrato” nell’essere a – comunista, ora non solo torna in piazza, ma inizia ad esercitare i poteri che un leader bolschevico possiede. Menomale che non è in maggioranza. O quasi, potrebbero dissentire tutti nell’incidere il solito disco 4 stagioni, c’è comunque Re Silvio, quello della Propaganda 2.

Propaganda. Nell’ultimo post mi curavo di Grillo e della sua confraternita, la cui propaganda viaggia in bassa frequenza per la rete. Mi sento tanto un novello Roman Jakobson (formalista russo, 1892 – 1982) che studia le funzioni del linguaggio, in particolar modo del linguaggio politico del web in quest’ultimo periodo.

Oltre l’ultima divagazione puramente accademica, vengo al dunque. Franco Levi (PD) ha depositato alla Commissione Cultura della Camera la legge “ammazzabloggher” (citaz. “udite udite” Beppe Grillo). Ecco rapidamente in cosa consiste: ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale, ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all’Agenzia delle Entrate, ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione), ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa, ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di “stampa clandestina“: due anni di carcere e sanzioni economiche.

(immagine tratta liberatemente da internet)

(immagine tratta liberatemente da internet)

Se il bloggher reggino Antonino Monteleone analizza in maniera acuta la relazione tra società civile e giornalismo (e le relative conseguenze giudiziarie), personalmente muovo una mozione sul “prodotto blog”, a rischio di estinzione. Querele a parte, quì c’è in ballo la libertà d’espressione, in un mondo come quello di internet de – legalizzato.

Detto ciò a “tutela della categoria”, esplicitamente dico che ci sono blog i cui contenuti sono facinorosi e, personalmente, pericolosi. Navigando per Internet ci si può imbattere in veri e proprie discariche a cielo aperto di idee faziose e offensive. La deregulation che vige però non può essere compromessa con un provvedimento “parziale”, sarebbe lesivo solo nei confronti dei bloggher, categoria che informa.

È singolare che il provvedimento parta da un esponente del PD: tanto amici di Obama (che ha stravinto anche grazie all’apporto del web), tanto immersi nella società da far partire l’iniziativa “propagandistica” (termine già usato in questo articolo sali sopra) YouDem.

Siamo ancora in fase embrionale come proposta di legge, speriamo questa volta che rimanga eternamente incinta.


Non c’è trucco, non c’è inganno

novembre 1, 2008
foto tratta liberatamente da Internet

Rimane un solo sospettato: l’arsenico Lupin, l’unico a far sparire la refurtiva nel nulla come un gioco da ragazzi. Questa volta il re dei ladri pare aver fatto uno dei suoi colpi ad effetto proprio quì in Calabria.

Succede anche questo: spariti 5 tonnellate di rifiuti dalla discarica di Casignana, provincia di Reggio Calabria (fonte Adn Kronos).

5 tonnellate di rifiuti scomparsi in un battibaleno senza lasciare alcuna traccia. Siamo nella Locride, vicino Bianco. La discarica oggi appare desertificata da questo “scippo” di rifiuti persosi nel nulla. Pensare che il rimorchio vuoto della società che avrebbe dovuto trasportarli alla discarica, tale Greeneco srl (RC) è stato ritrovato sulla 106 a Palizzi. Increduli gli autisti, ancor di più gli inquirenti del Nucleo operativo ecologico di Caraffa del Bianco, quando questi hanno dichiarato di “non sapersi spiegare l’accaduto“.

Idem (senza patate) è stata l’affermazione rilasciata dai responsabiili della società Zetaemme sas (Sant’Agata del Bianco), incaricata allo smaltimento dei rifiuti. Le forze dell’ordine quindi hanno segnalato alla magistratura la due società e hanno denunciato 5 persone per illecito smaltimento di rifiuti.

L’indagine è nata dall’osservazione dei “strani” movimenti che avvenivano, oggi i controlli tra i registri dove mancano le 5 tonnellate che pare esser state la preda di Lupin & company.

Altre notizie dalla Calabria.

A proposito di Locride, nella notte è stata danneggiata l’auto di uno dei sacerdoti del centro giovanile salesiano di Locri. L’ANSA riporta in una nota le dichiarazioni del sindaco, Francesco Macri’, che ha reso noto che al termine di un incontro con il direttore del centro, don Mario Delpiano, ed il direttore dell’oratorio, don Piervito Pepe, e’ stato deciso di « attivarsi immediatamente per costrituire una rete civica per isolare i pochi vandali e riuscire ad operare preventivamente contro ogni altro possibile gesto inconsulto aprendo ad una vera e propria alleanza educativa ».

Fiumi di attestati di vicinanza e di sostengo a Franco Talarico. Il Consigliere regionale proprio ieri è stato vittima di un gesto sconsiderato: esplosi colpi di arma da fuoco contro il portone di casa. Non un caso isolato purtroppo. Mi pare alquanto sconclusionato però che, se come Beppe Grillo – vate dei bloggher più accaniti – la “rete” è la nuova frontiera dell’informazione libera, nessuno tra i bloggher calabresi si è preso la briga di denunciare quanto accaduto. Forse per Talarico è dell’UDC, partito da sempre nelle mira dei denigratori grillini.

Vabbè meglio parlare della Gelmini dai…

FedMin