L’illiberale Santoro si ostina a parlare di libertà (e io pago!)

gennaio 16, 2009

Il paradosso.

Se Lucia Annunziata è tacciata di berluscanesimo, vuole dire che l’allegra combriccola di Santoro e company si fa di allucinogeni. L’ultimo scontro verbale ad AnnoZero, si badi bene alla sostanza e non alla forma che appare come una rivisitazione a parti inverse di quando il Cavaliere abbandonò la seggiola dell’Annunziata, ha davvero del paradossale.

Più ancora rispetto alla posizione oltranzista pro – Palestina che il programma di Michele Santoro ha assunto: Marco Travaglio, l’evangelista siede alla destra di Hamas e tutti vissero felici e contenti. Come ridurre a politica la tragedia di un popolo, altro fuor di dubbio più atroce non si può.

Non discuto la valenza di pungolo, di “controcorrente” che AnnoZero svolge quando al governo c’è Berlusconi, sappiamo tutto dei suoi misfatti grazie proprio ad approfondimenti come questo che gentilmente col canone noi paghiam, però la situazione in Medio Oriente merita delle valutazioni più oculate e meno “di parte”.

Lucia Annunziata col suo intervento, illo tempore pro – Israele per come Santoro ci vuol far capire, si schiera con i ricchi, i potenti, coloro  i quali vivono di sopprusi e attanagliano la povera gente in uno stato di paura perpetua. Nostradamus gli’è fa na pippa (mi scuso con i lettori se scado nelle volgarità) a questa gente.

Vagli a spiegare ai suddetti giornalisti – moralizzatori che le guerre di religione (ma anche di interesse), non sono i battibecchi che ci sono in Italia, ma investono molte vite umane con la tragica conclusione delle morti di massa. Uno dei motivi per cui sono rimasto in silenzio in questi giorni è proprio la vicenda palestinese – israeliana, un requiem che recitamo di tanto in tanto, che non ci sorprende più.

Lucia Annunziata vs Michele Santoro, l’abbandono e il vaffa celato attraverso artifizi retorici, dipinge in pieno il nostro stato di salute. In questi giorni è arrivata al mio domicilio la lettera dell’ufficio dell’entrare con la richiesta di “pagare il canone RAI”. Se non lo pagassi sembrerei filoberlusconiano (lungi da me, Silvio) e se lo pago, cosa vedo? Possibile che mamma RAI si ostina a mandare sempre  in onda questo maledettisimo circo?

Nessuno si senta offeso.

PS: A me Lucia Annunziata non va proprio giù, vi lascio immaginare Santoro.

fedmin

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Non me lo so spiegare io

ottobre 25, 2008

Ammetto che in questi giorni ho tralasciato questo blog perché sono stato sommerso da tantissimi eventi (calcolati e non) che mi hanno pian piano rosicato le 24 ore giornaliere a mia disposizione.

foto liberamente tratta da Internet

Ma non solo il tempo tiranno rosica, c’è qualcun’altro. Peccato che chi sta in piazza con le bandiere ancora non lo abbia capito. Tutti contro Maria Stella Gelmini, tutti contro la Riforma della Scuola. Pochi che abbiano realmente letto il Decreto di Legge, pochi che abbiano avuto il coraggio di confrontarlo con il suo precedessore, quel rosso Fabio Mussi che oggi giganteggia, quasi fosse Lenin, come colui che “volemose bene, l’Università delle garanzie e delle caste ci piace così per come è.

Perché l’ipotesi azzardata che le future “fondazioni” e quindi non Università Private, ma bensì “compartecipate” secondo l’arguto meccanismo delle “donazioni”, verranno a costarci come retta annuale (tasse) ben 15.000 euro. E a dirlo sono docenti illustri e deputati!

Oltre tutto “cari studenti universitari” (e non più liceali, i quali vengono addestrati mettendo loro una bandiera in mano, tirando fuori dai polverosi armadi della memori gli slogan anti sistema, ma questo è un altro discorso) facciamo la lotta per gli altri. Sì perchè non ci stiamo battendo per i nostri diritti, ma per quelli dei ricercatori, ossia quegli scaldaposto in esubero che se fossero “regolarizzati” sarebbero pure meglio pagati. E poi ogni 10 docente ne entrerà 1 (nel 2009), l’anno dopo ogni 5 ne entrerà 1 e nel 2011 ne entrerà il 50% esatto. Mi pare più che corretto visto che in Italia ci sono 36 e dico 36, che equivalgono a più di 100 docenti che insegnano per un solo iscritto al corso!

Corsi “non spendibili” sul mercato del lavoro. 3+2 scellerati, fuori di ogni logica e di ogni rigore. Copiato il sistema americano (che non è detto che sia per forza il migliore) e applicato “all’italiana“, un modus facendi  e non madus operandi (dalla distinta funzionalità!)

Con questo non vogliono “denunciare” chi protesta o si sforza a dimostrarsi degno figlio del ’68 (ovviamente per chi lo considera con un “passaggio storico” – pater), ma vorrei dire di informarsi su chi approvò tutti quegli emendamenti che oggi Maria Stella Gelmini (nota a lato: risulta che Loiero era altamente interessata ad una sua nomina esterna da atti concreti e non fantasie) riprende a pié pari: Prodi – one (e governi satelliti) e Prodi 2 la vendetta.

Siamo nel Paese delle risalite controcorrenti, purché si faccia è sempre sbagliato: ci  hanno provato Berlinguer, Di Mauro, Moratti, Fioroni. Tutti condannati senza appello.

Oggi quel Walter Veltroni, scalzato dal ruolo di opposizione di Di Pietro, ha capito che l’agire dell’IDV è fruttuoso: la piazza premia, quindi di nuovo tutti giù per terra. Altro che girotondini, si riscaldano antichi fervori, antichi spiriti che sembravano assopiti nel rovescio ideologico di chi quel ’68 non lo voleva più ricordare.

Che ci fanno quei sindacalisti un pò attempati, quei docenti un pò arrugginiti, quei no – global dalla canizie bianche fra gli studenti? Non me lo so spiegare io.


Bova Marina: the day after

ottobre 10, 2008

pubblicato su strill.it

Guarda il video in esclusiva dal Cpa:

Volti distesi, un pallone che rimbalza, rotola. Un pò come la sorte degli eritrei, sbarcati ieri sulle rive del litorale jonico reggino, condannati ad un destino da clandestini, lontano dal loro desiderio di rivalsa sociale, che li ha portati a salpare a bordo dell’ennesima “carretta della speranza”.

Donne e bambini, ma soprattutto tanti ragazzi scappati da una guerra civile disconosciuta dai più, hanno preferito avventurarsi in questa « odissea infinita » pur di raggiungere la tanto agognata terra promessa. Uno di loro conosce benissimo l’inglese, dice di essere laureato in Scienze Culturali. Il suo sogno è quello di poter raggiunger Liverpool per proseguire gli studi. Via mare ovviamente, prendere l’aereo non è possibile.

« A good trip, the sea was calm »,  anche la buonasorte si è dimostrata benevola, ma nonostante questo, la notte è stata dura da digerire: ammassati nel peschereccio, le condizioni erano critiche. Poi anche un errore di rotta, « il Gps – continua il giovane eritreo – non ha funzionato al meglio, infatti, l’intezione era quella di arrivare in Sicilia. »

Attorno a lui, giungono altri che ci parlano di ciò che il made in Italy è in Eritrea: « macchina, gomme, motore », la FIAT lì ha ancora il suo fascino. E proprio alle fabbriche puntano questi ragazzotti che però non “sanno” quanto gli è costato questo viaggio, non “vogliono” sottoporsi all’identificazione tramite impronte digitali, « se faremo questo saremo “costretti” a rimanere a lungo in Italia ».

Il Centro d’Accoglienza di Bova è un andirivieni di forze dell’ordine, ambulanze, semplici volontari. Chi è malato, chi è debilitato dal viaggio, chi scalzo cerca « only shoes ». È ora di pranzo, tutti di corsa in palestra: i morsi della fame si fanno sentire, negli occhi la speranza che « the final solution » non sia per loro ostile.

un sentito ringraziamento va a Sonny Zema.


Tra razzismo e razzismo

ottobre 8, 2008

A proposito del problema Razzismo e Immigrazione, pubblico un articolo dell’ANSA in merito. Mi scuso con i lettori se copio-incollo l’agenzia, ma oggi l’Impiccione va di fretta.

IMMIGRAZIONE:S.SEDE, NO A RAZZISMO E SI’A NUOVE MOSCHEE/ANSA

di Elisa Pinna

(CITTA’ DEL VATICANO, 8 OTT – Nuovo appello del Papa per l’accoglienza degli immigrati: nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrera’ il prossimo 18 gennaio 2009, Benedetto XVI ha esortato a farsi carico di quanti, ‘in particolare rifugiati e profughi’, si ‘trovano in condizioni difficili e disagiate’.

Nel presentare il testo pontificio in una conferenza stampa, il cardinale Renato Raffaele Martino ha ammonito l’Occidente che il problema dell’immigrazione non si risolve chiudendo le frontiere: i lavoratori stranieri – ha detto in particolare rivolto ai governi europei – non possono essere visti come ‘invasori’, ma come collaboratori, persone umane con tutti i ‘diritti’, compresi quelli religiosi.

E, a questo proposito, l’esponente della Santa Sede si e’ detto favorevole anche all’apertura di nuove moschee in Europa: ‘e’ giusto che si provveda anche alle esigenze religiose’ degli immigrati, ha sottolineato rispondendo ad una domanda sui musulmani costretti a pregare spesso in luoghi non decenti. ‘La Chiesa – ha aggiunto il porporato – non puo’ fare altro che auspicare che la dignita’ umana delle persone sia rispettata, perche’ o residente, o rifugiato o immigrato tutti abbiamo gli stessi diritti, perche’ tutti apparteniamo alla razza umana. I diritti – ha ammonito – non sono una concessione di nessuna autorita”.

‘Sono oltre duecento milioni le persone che vivono fuori dal loro Paese di origine, spinte anche dalla miseria, dalla fame, dalla violenza, dalle guerre, dalle rivalita’ etniche, ma pure dal desiderio di una vita migliore’, ha spiegato il porporato. Si dirigono verso i paesi ricchi e cio’, ha osservato, ‘spiega perche’ l’immigrazione sia vissuta spesso nei Paesi ospitanti come una sorta di ‘invasione’, con ripercussioni negative su questioni di stabilita’ e sicurezza‘.

Martino, presidente del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, ha deplorato ‘questo clima di chiusura’ che ‘rende ancora piu’ triste e amara la vicenda umana di molti immigrati, spingendoli altresi’ a condizioni di irregolarita”. Il fenomeno migratorio – ha avvertito – e’ pero’ ‘inarrestabile’: il problema ‘non si risolvera’ chiudendo le frontiere, ma accogliendo, con giusto regolamento, equilibrato e solidale, i flussi migratori da parte degli Stati’.

Ancora piu’ forti le parole di denuncia del segretario dello stesso Dicastero vaticano, mons. Agostino Marchetto, che ha parlato – sempre in conferenza stampa – di ‘discriminazione, xenofobia e razzismo’ nei confronti dell’immigrazione, dei rifugiati e dei profughi. Marchetto si e’ in particolare concentrato sul problema dei profughi e dei richiedenti asilo, denunciando , ancora una volta, come si abbia ‘l’impressione che da anni i rifugiati vengano trattati senza considerazione delle ragioni che li forzano a fuggire’. ‘Cio’ – ha spiegato – si e’ tradotto anche in tentativi di impedire loro l’ingresso nei Paesi di arrivo e nell’adozione di misure destinate a renderlo piu’ difficoltoso’.


San Luca è Chic

ottobre 3, 2008

4 ottobre 2008: i Reali ritornano in Calabria. Sarà, infatti, Emaunele Filiberto a fare visita alla terra bruzia, precisamente a San Luca.

La Locride si prepara dunque a questo evento: che sia un nuovo programma televisivo? Che faranno, un censimento sul savoir faire dei calabri? Il Principe ci ha abituato alle sue performance nel programma della Dalla Chiesa (a tal proposito, credo che il povero Carlo Alberto si starà rivoltando) che giudica gli status symbol dello stile del XXI secolo, accanto a veri e proprio colossi della commedia all’italiana, Antonello Fassari docet, di fronte i quali non fa affatto cattiva figura. Avrà capito forse cosa vorrà fare da grande il bel principino dagli occhi azzurri?

L’AdnKronos ha battuto una teca in cui si annuncia la presenza dell’erede di casa Savoia per un convegno promosso da Massimo Barra e la Croce Rossa Italiana sulla difesa dei Valori della Costituzione contro la criminalità.

“Ringrazio di cuore il presidente della Cri Massimo Barra per avermi invitato a San Luca in questa importante occasione”, ha detto il Principe. “Insieme vogliamo dare un segnale di amore per l’Italia e per i Valori di questa nostra Patria – ha aggiunto – Quei Valori che troviamo insiti nella Croce Rossa Italiana, nello Statuto Albertino e nella Costituzione”.

Un ex sovrano che basa i suoi fondamenti morali sulla costituzione? Niente affatto.

“Nello Statuto, prima carta costituzionale dell’Italia Unita – ha spiegato Emanuele Filiberto – Casa Savoia volle definire i punti di riferimento della societa’ democratica e liberale del Regno Sardo Piemontese prima, e del Regno d’Italia poi. Volle dare a tutti i cittadini quegli elementi tipici dell’antica tradizione italica: la famiglia come centro fondante della societa’ nazionale, il rispetto per il prossimo e per le Istituzioni, l’amore per la Patria e per la solidarieta’ umana. Le nostre radici giudaico-cristiane ci consentono di poter avere dei principi saldi e forti per affrontare le difficolta’ della vita, pur ricordando l’importanza della laicita’ dello Stato. Dallo Statuto – ha aggiunto il Principe – si e’ giunti alla Costituzione del 1948. Esattamente dopo un secolo, la nuova Carta Costituzionale ribadisce e rafforza quei punti fondamentali”. “La mia presenza a San Luca e’ un segnale per i ragazzi di questa terra: devono comprendere che essi sono gli autori del loro futuro e del futuro dei loro figli. Li sprono a non dimenticare mai i Valori centrali dell’essere umano, quegli stessi Valori su cui si fonda la nostra Costituzione – ha concluso Emanuele Filiberto – e che sono la colonna portante della cultura italiana: il rispetto, la famiglia, l’amore per il prossimo, la solidarieta’ ed il lavoro”

Il Principe non ha mai celato il desiderio di “buttarsi in politica”, visti i tempi che corrono, fare tappa in Calabria aggraziandosi le simpatie di un popolo avezzo a delegare deputati del nord, non sarebbe male. Però caro il nostro caro Emanuele Filiberto, impari un pò di storia prima di citare codici e soprattutto la smetta di fare queste trasmissioni così CULturalmente impegnate!

Ah, un ultimo consiglio: non esca molto spesso con papà, sa la fama che ha non è delle migliori…


Detassati dall’I.V.A.? Forse pagando…

ottobre 1, 2008

pubblicato anche su Nuovi Rumori

Si vocifera da un pò di tempo che il Centro Commerciale, sito in San Leo di Pellaro, aprirà i battenti nel prossimo mese di Novembre, proprio alle porte del periodo natalizio da sempre florido per questo tipo di attività.

Ad offuscare l’ottimismo è una notizia che arriva da Roma, per l’esattezza dal Dipartimento Politiche di Sviluppo del Ministero dello Sviluppo economico, che proprio oggi ha comunicato le “22 – fortunate – zone franche urbane”.

In serata l’ANSA ha battuto l’agenzia nella quale il ministro Claudio Scajola in persona ha dato a battesimo la designazione di questi lotti detassati dall’importo IVA all’interno di citta’ grandi, medie e piccole in 11 Regioni avranno diritto inoltre a incentivi e agevolazioni fiscali e previdenziali, per una cifra pari a 50 milioni di euro l’anno, per nuove attivita’ economiche costituite entro il 2009.

”Con l’avvio delle zone franche urbane – commenta in una nota il ministro Claudio Scajola – diamo una significativa risposta al disagio socio-economico delle aree a maggior tasso di disoccupazione. Gli incentivi e le agevolazioni previsti per le zone franche, gia’ sperimentate con successo in Francia e autorizzate dall’Ue, sosterranno la creazione di nuova imprenditorialita’ e fanno parte dei nuovi strumenti normativi per rilanciare l’intervento nel Mezzogiorno e nelle altre aree deboli del Paese. Stiamo gia’ lavorando per estendere questa misura anche oltre il 2009“.

Le 22 ‘zone franche urbane’, selezionate tra 64 proposte sono Catania, Gela, Erice in Sicilia; Crotone, Rossano e Lamezia Terme in Calabria; Matera in Basilicata; Taranto, Lecce e Andria in Puglia; Napoli, Torre Annunziata e Mondragone in Campania; Campobasso in Molise; Cagliari, Quartu Sant’Elena e Iglesias in Sardegna; Velletri e Sora nel Lazio; Pescara in Abruzzo; Massa Carrara in Toscana e Ventimiglia in Liguria. Il provvedimento  sulle zone franche verra’ sottoposto ora alla valutazione del Cipe e successivamente verra’ notificato alla Commissione europea. Si prevede che gli incentivi e le agevolazioni potranno essere concretamente erogati entro la prossima primavera.

Secondo indiscrezioni, tra le 64 proposte pervenute vi era anche la città di Reggio Calabria, che guardacaso aveva avanzato la candidatura delle due zone limitrofe al centro, Catona e Pellaro. Ecco perché questa decisione può scombinare i quadri precostituiti del nuovo Centro Commercia a San Leo.

Nato sotto la buona stella della compiacienza politica, oggi si ritrova spogliato di queste vesti, derubato di ciò che statuariamente gli “toccava”. Di più c’è da dire che proprio in vista dell’apertura imminente, le “pressioni” (le quali più volte documentate da me medesimo, ma non solo!) sul territorio si sono fatte sempre più insistenti.

Oggi la doccia fredda. Non ci resta che piangere, apostroferebbe il grande Massimo Troisi. A San Leo ci stanno facendo l’abitudine…

Ma non confondiamo il Sacro col profano.

FedMin


La nobilpolitica è neocalabra

settembre 17, 2008

Gubbio come Stalingrado. Roba da far sussultare il parrucchino, ma orbene di questo si tratta. La Scuola di Alta Formazione di FI segna l’ennesimo colpo di scena nel flirt Pdl – Palazzo Campanella.

Un storia importante di quelle a cui manca solo il sigillo. Che arriva (da quanto riportato da CalabriaOra) direttamente dal Cremlino – Arcore. Una telefonata che sa di incoronamento o di fumo negli occhi. dipende. I saggi della politica chiedono tempo al tempo, perchè sanno che le chiamate allungano la vita, a volte agonizzano, a volte danno la trambata decisiva. Ciò che più conta è che Mancini junior possiede le chiavi del Castello. Parola di Berlusconi.

CalabriaOra che di scoop se ne intende, dunque trova anche il tassello mancante ad un altro flirt, un pò più mondaiolo, fatto di notti bianche e apprezzabilità, quello con Giuseppe Scopelliti. Inciuci a Cosenza, borbottava il primo cittadino reggino. Eccogli la risposta. Chi fu la Sinistra calabrese ora è canditato (previa impianto telefonico) ad essere l’immagine della Destra, made in Calabria. Altro che inciucio, quì si tratta di tradimento. Il giorno dopo che l’Emka aveva dato scettro e corona a Scopelliti come Sindaco più Sexy, Bravo, Amato d’Italia.

La “manovra” è ardua, un sorpasso a Destra. Fate passare gente! Se Giacomo Mancini siederà tra i banchi del Pdl dell’Assemblea Regionale allora davvero Arcore potrà dirsi Cremlino, no un refuso, ma un revival di una storia recente tutta calabra, ovviamente.