Incontri Ravvicinati

novembre 7, 2008

Non gli UFO, ma frequentazioni pericolose alla base del trasferimento del Pm Cutroneo

482ef29d04ae8_normalfoto liberatamente tratta da Panorama.it

Il Pm Santi Cutroneo è stato trasferito d’ufficio e destinato ad altre funzioni dalla sezione disciplinare del Csm, su richiesta del Guardasigilli Angelino Alfano. Via da Reggio Calabria.

Sul groppone accuse gravissime: « frequentazione con esponenti di cosche criminali, ”insanabili” contrasti con i colleghi e ”sfiducia” anche nei confronti del capo dell’ufficio, che non informò della possibile presenza di una microspia in procura e della “bonifica” fatta fare nella propria stanza, impedendo così l’avvio di indagini sulla vicenda ». (fonte Ansa)

Come riportano tutte le agenzie nazionali, Cutroneo avrebbe frequentato una persona denunciata per associazione mafiosa, Ugo Marino, peraltro omettendo di iscriverla tra gli indagati di un suo procedimento.
Una frequentazione continuata anche quando si stava occupando di un procedimento a suo carico, visto che partecipò, come suo ospite, all’inaugurazione di un negozio a Taormina al quale
erano presenti anche familiari del latitante Condello. Tutto questo senza neppure informare il collega, Salvatore Boemi, con cui condivideva l’indagine ma con cui « vi erano ragioni di grande contrasto personale e professionale ». (fonte AGI)

« A Cutroneo viene contestato quindi di aver “mancato gravemente ai propri doveri”, con comportamenti di “intrinseca gravità” che hanno creato “insanabili contrasti con gli altri colleghi” della Procura reggina. Serve un intervento “immediato”, deve essere allontanato in modo “impellente” da quell’ufficio poiché la sua permanenza all’interno dell’ufficio di Procura assolutamente incompatibile con il buon andamento dell’amministrazione della giustizia ». Richieste ribadite oggi a Palazzo dei Marescialli dal rappresentante dell’accusa, il sostituto pg della Cassazione Vito D’Ambrosio, e oggi accolte dai consiglieri del Csm. (fonte APC)

Altra triste storia “grigia” tra ‘ndrangheta e legalità. Roba dell’altro mondo, per meglio dire di Reggio Calabria.


Turismatico

ottobre 30, 2008

Scopelliti promoter in Lombardia, dopo il blitz della DDA

Panoramica Reggio Calabria – foto internet

Torno a parlare di Reggio e del suo sindaco, the special one Scopelliti. Nessuna critica, un’algebrica constatazione.

«Reggio Calabria una città da conoscere, un’occasione da non perdere».

Parola di “Peppe il Sindaco“. Leggevo oggi sulla Gazzetta del Sud dell’incontro svolto presso la sede dell’Assindustria lombarda, organizzata da Domenico Durante, reggino purosangue.

«Una città – ha detto Scopelliti – che negli ultimi sette anni ha ormai acquisito una propria identità specifica ed è proiettata a grandi passi verso un cammino di sviluppo virtuoso avviato con il sindaco Italo Falcomatà». Insomma, le condizioni per investire a Reggio Calabria ci sono tutte, come confermato anche dai dati macro-economici illustrati dal presidente della Camera di Commercio, Lucio Dattola, e dall’assessore ai Grandi eventi Antonella Freno che ha parlato di «un’apertura strategica ulteriori iniziative di sistema».

Continua, dunque, il ruolo di primo promoter (oltre che di Primo Cittadino) per Giuseppe Scopelliti, che non perde occasione per esaltare il lavoro svolto in questi anni di “amministrazione” della Città. Non più sola ‘nduja, melanzane e peperoncino, ma una città “turistica”.

Niente da obiettare, se non che le nostre strutture sono lontani anni – luce, per essere speranzosi, dai centri di ricettività illustri di Italia. Però, c’è sempre un però, vallo a spiegare al lumbard di turno che due giorni fa si è visto precipitare “dentro casa” media e forza dell’ordine per l’ennesimo blitz antidroga, questa volta nel bergamasco.

Come riferisce l’AGI, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Brescia su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. L’operazione, iniziata nella notte, ha interessato la zona di confine delle province di Bergamo e Brescia, a nord del lago d’Iseo. Gli arrestati, tutti cittadini italiani, si rifornivano di grossi quantitativi di cocaina da un affiliato alla ‘famiglia Onorato’ legata alla cosca Serraino-Libri, purosangue reggini anche loro.

Che peccato!  Eh sì, perché per quei pochi che non lo sapessero la cara e lontana Lombardia ha rappresentato per i clan un “appoggio pieno e incondizionato” da sempre. Questa volta, Peppe il Dj non è stato il primo a promuovere la nostra “immagine” lassù…