Italia Boh!

ottobre 5, 2008

Siamo sempre i soliti inguaribili italiani.

Il Belpaese ricade (altro che “rialzarsi”) nelle diatribe ideologiche di un tempo, che ormai non c’è più. È lo scotto che dobbiamo pagare per via della nostra vicinanza con la Francia, perché l’anacronismo è marchio d’oltralpe, ogni tanto ci piace anche a noi per questo lo issiamo ben ben quando qualcosa non và.

Razzismo sì, razzismo no.

Questo è il ritornello di queste ore; sicuramente alcuni episodi sono di una gravità inaudita. L’esasperazione mediatica, figlia di Murdoch e del suo aggiornamento in tempo reale, rende la situazione ancora più incandescente: quante colpe sono dei politici? Indubbiamente il centrodestra, soprattutto la Lega Nord, ha alzato i toni durante la campagna elettorale in merito alla questione “extra-comunitari”.

Che ciò abbia scatenato una ondata di sentimento antisemita? Sinceramente credo che in talune circostanze “certe” parole della politica possono essere state fuorviate (su tutte la campagna anti-rom, vedi  caso impronte digitali).

I moralizzatori, scuola di pensiero dei vari Travaglio, Grillo, DiPietro, anacronisti anziché no vista la loro convinzione di appartenere ad un età storica di “resistenza continua” (che direi ingiuriosa nei confronti di chi la Resistenza la fece e pure bene), alla quale si iscrive quando pare che la barca stia per colare a picco, anche quel simpatico umorista di Walter Veltroni, si scagliano contro il Pdl tacciandoli di essere figli putativi dei più antipatici regimi fascisti.

No che Berlusconi (vedi video soprainserito!) sia uno stinco di santo, anzi, ma dargli del Duce, beh mi pare fuorviante ed esagerato. Anche perchè per non andare lontano, proprio la legge più contestata (giustamente) è stata dirottata su binari, condivisi da molti deputati (anche del Pd) e soprattutto contemperati dalla Costituzione Italiana (cosa che non sempre riesce bene al Cavaliere).

Il passo è breve: fascismo sì, fascismo no.

E ci risiamo, guai a chi si esenta. Così la Repubblica di Salò ritorna ad occupare un ruolo primario nell’agenda politica nazionale. Fini apprezzato, Fini contestato. I Comunisti? Mai esisti, siamo “democratici”.

Quanto ancora dovremmo essere attaccati a questi stereotipi di politica antica, ampollossa, rompipalle???

Perchè l’Arma è Arma, coscomì la Granbassi protesta. La Polizia di Stato, nega la possibilità alla Vezzali? Ok, va bene. Fiorettiste contro, gente che “buca lo schermo”. Anche questa la chiamano politica!!!

Italia sì, Italia no. Italia…boh!

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San Luca è Chic

ottobre 3, 2008

4 ottobre 2008: i Reali ritornano in Calabria. Sarà, infatti, Emaunele Filiberto a fare visita alla terra bruzia, precisamente a San Luca.

La Locride si prepara dunque a questo evento: che sia un nuovo programma televisivo? Che faranno, un censimento sul savoir faire dei calabri? Il Principe ci ha abituato alle sue performance nel programma della Dalla Chiesa (a tal proposito, credo che il povero Carlo Alberto si starà rivoltando) che giudica gli status symbol dello stile del XXI secolo, accanto a veri e proprio colossi della commedia all’italiana, Antonello Fassari docet, di fronte i quali non fa affatto cattiva figura. Avrà capito forse cosa vorrà fare da grande il bel principino dagli occhi azzurri?

L’AdnKronos ha battuto una teca in cui si annuncia la presenza dell’erede di casa Savoia per un convegno promosso da Massimo Barra e la Croce Rossa Italiana sulla difesa dei Valori della Costituzione contro la criminalità.

“Ringrazio di cuore il presidente della Cri Massimo Barra per avermi invitato a San Luca in questa importante occasione”, ha detto il Principe. “Insieme vogliamo dare un segnale di amore per l’Italia e per i Valori di questa nostra Patria – ha aggiunto – Quei Valori che troviamo insiti nella Croce Rossa Italiana, nello Statuto Albertino e nella Costituzione”.

Un ex sovrano che basa i suoi fondamenti morali sulla costituzione? Niente affatto.

“Nello Statuto, prima carta costituzionale dell’Italia Unita – ha spiegato Emanuele Filiberto – Casa Savoia volle definire i punti di riferimento della societa’ democratica e liberale del Regno Sardo Piemontese prima, e del Regno d’Italia poi. Volle dare a tutti i cittadini quegli elementi tipici dell’antica tradizione italica: la famiglia come centro fondante della societa’ nazionale, il rispetto per il prossimo e per le Istituzioni, l’amore per la Patria e per la solidarieta’ umana. Le nostre radici giudaico-cristiane ci consentono di poter avere dei principi saldi e forti per affrontare le difficolta’ della vita, pur ricordando l’importanza della laicita’ dello Stato. Dallo Statuto – ha aggiunto il Principe – si e’ giunti alla Costituzione del 1948. Esattamente dopo un secolo, la nuova Carta Costituzionale ribadisce e rafforza quei punti fondamentali”. “La mia presenza a San Luca e’ un segnale per i ragazzi di questa terra: devono comprendere che essi sono gli autori del loro futuro e del futuro dei loro figli. Li sprono a non dimenticare mai i Valori centrali dell’essere umano, quegli stessi Valori su cui si fonda la nostra Costituzione – ha concluso Emanuele Filiberto – e che sono la colonna portante della cultura italiana: il rispetto, la famiglia, l’amore per il prossimo, la solidarieta’ ed il lavoro”

Il Principe non ha mai celato il desiderio di “buttarsi in politica”, visti i tempi che corrono, fare tappa in Calabria aggraziandosi le simpatie di un popolo avezzo a delegare deputati del nord, non sarebbe male. Però caro il nostro caro Emanuele Filiberto, impari un pò di storia prima di citare codici e soprattutto la smetta di fare queste trasmissioni così CULturalmente impegnate!

Ah, un ultimo consiglio: non esca molto spesso con papà, sa la fama che ha non è delle migliori…