San Silvestro in famiglia: ma i cugini no!

dicembre 31, 2008

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E così si chiude anche questo 2008.

Con estrema franchezza e rapidità un anno archiviato sotto l’insegne luminose della positività: bagnato l’esordio in rete con il mio blog, ho iniziato a sgomitare pur di esprimere la mia opinione. Non è di questo che vi voglio parlare.

Ma della gratitudine che devo all’Inverno: non per casualità. Quanti criminali catturati durante la stagione rigida: gli ultimi due Giuseppe De Stefano e Pietro Criaco addirittura nella black list dei 30 ricercati più pericolosi d’Italia.

Oggi leggevo su Facebook l’iniziativa di “far chiudere” i gruppi che sostengono e inneggiano alle “imprese” dei loro beniamini…mafiosi! “Il Capo dei Capi”, trasposizione televisiva di ottima fattura ha colto nel segno, sbagliato. I boss ora sono idoli, colpa di Attilio Bolzoni?

Di chi sia non si sà, forse dei mass media, dei giornalisti che ne parlano come eventi e no come una routine intrinseca nella quotidianità di chi vive le latitudini calabre, campane e sicule. Colpa anche di noi blogger, forse.

A proposito di abitudinarietà: ieri è stato tratto in arresto, Giuseppe Filice (cl.1965), appartenente alla cosca Barreca, egemone alla zona più a sud della città, Bocale, vogliosa di ristabilire il primato nel locale ormai passatogli di mano dopo che Filippo Barreca decise di “parlare“.

La cattura dell’uomo è avvenuta grazie alla collaborazione di un ristoratore al quale il Filice chiese 300 euro come omaggio ai cugini. Pizzo, nient’altro che pizzo. Roba di tutti i giorni.

Il “collaboratore” passerà un San Silvestro diverso: sà che per legge dovrà rimanere anonimo, ma a chi di “competenza” la sua faccia, il suo nome e cognome, le sue saracinesche sono diventate note… ai cugini.

Comunque, detto ciò, non mi resta che augurarvi di trascorrere felicemente questi giorni di festa. Io non vi farò compagnia, visto che domani sera sarò già in viaggio … sperando di riportarvi qualche impiccioneria, boh chi lo sà!

Vi auguro, inoltre, di avere le vostre giuste soddisfazione in questo 2009 che tarda ad arrivare. Anche a questa terra e ai suoi figli.

E poi auguro ad alcune persone di vedere passare i loro giorni col cielo a quadratini, ad altri ad essere sereni che il proprio ristorante non salterà in aria e che i fornitori non siano parenti anch’essi dei cugini.

Buon anno!

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C’è chi è morto a Nassirya

novembre 12, 2008

Morirono 19 italiani, 5 anni dopo per non dimenticare.

i(immagine tratta liberatamente da Internet)

(immagine tratta liberatamente da Internet)

12 Novembre 2003 – 12 Novembre 2008. Sembra scontanto, ma non lo è. Per non dimenticare, tuona come uno spot. In realtà è una necessità di cui si deve fare virtù. Uno stato come l’Italia, la cui recessione è prima culturale che economica, ha il compito di essere fiero di questi pochi eroi che il tempo d’oggi ci offre.

calendario-2008

Il calendario 2008 dell'Arma dei Carabinieri

Perché è futile accanirsi contro Carla Bruni (anche se sacrosanto e, personalmente, m’indigna parecchio) quando afferma di essere orgogliosa di non essere più italiana. Proprio lei che quest’anno è l’effige della nostra bandiera. Vi state chiedendo, come!? Sì, la signora Sarkozy è raffigurata nel tradizionale calendario dei carabinieri rappresentante l’Italia. Il suo statuario corpo “rinchiuso” (alla luce delle sue ultime dichiarazioni) nel tricolore.

Oggi Schifani, presidente del Senato, nella sala stampa di palazzo Madama, intitolato ai martiri di Nassirya, ha rafforzato ancora il senso del dovere a cui oggi ogni italiano deve adempiere: le missioni di pace, i nostri soldati italiani portano nel mondo la nostra immagine, con grande dignità.

Dignità che hanno perso i boicottatori, coloro i quali stanno sempre ai margini della Repubblica, perché figli di chi questa Repubblica non la sentì mai sua. È deprorevole, il 12 novembre, giorno della memoria di queste vittime in terra straniera, fare strumentalizzazioni politiche, però è altrettanto vile sentir risuonare nelle parole di “italiani” : dieci, cento, mille Nassirya, come ricorda Claudio Cordova nel suo blog.

Contro la demagogia del “giorno dopo”, onore ai caduti, alle famiglie che si sono sobbarcate nel silenzio questo lutto. Agli Italiani, una volta tanto.

FedMin


Braccato

novembre 3, 2008

Giorni di tensione per il segretario regionale dell’UDC, Franco Talarico

foto liberatamente tratta da Internet

Sembra essere condannato a comparire tra le pagine scure della cronaca nera, Franco Talarico. Più genericamente potremmo dire, sembra essere condannato.

Secondo attentato nel giro di pochi giorni, nemmeno una settimana. Il terzo da quando fa politica, eppure, gli smaliziati potrebbero sostenere, è dell’UDC. Le agenzie diramate in questi minuti non danno scampo all’immaginazione: il consigliere regionale è nel mirino di “qualcuno“, ancora indecifrato, forse indecifrabile, che vuole colpirlo al cuore degli affetti familiari. Quanto meno lancia segnali inequivocabili.

La più solerte a darne notizia è l’ANSA, alle 21.20, che precisamente individua luogo e tempo dell’attentato. Siamo in località Ginepri, al confine col comune di Gizzeria. Nell’abitazione non c’è nessuno, questa è la casa al mare di Talarico e famiglia.

Puntuale arriva la teca, con le dovute precisazioni. Ancora ANSA, ore 21.38:

L’ordigno e’ stato collocato sotto un portico al piano terra dell’abitazione di Talarico.
Gli attentatori hanno collocato la bomba dopo avere scavalcato il cancello della recinzione della casa. L’esplosione ha provocato danni ad una porta finestra, i vetri della quale sono andati in frantumi. Danneggiata anche una parete, con la caduta di qualche calcinaccio.
Nello stesso plesso in cui c’e’ l’abitazione di Talarico ci sono le case estive del suocero, titolare di una tabaccheria a Lamezia Terme, e di tre cognati del segretario dell’Udc.
Sul posto, per il coordinamento delle indagini, si e’ recato il questore di Catanzaro, Arturo De Felice. I rilievi vengono fatti dalla Polizia scientifica, con la collaborazione dei vigili del fuoco.

Immediate non si fanno attendere le prime reazioni del mondo politico. I più solerti sono Pier Ferdinando Casini e Giuseppe Scopelliti.

Il leader dell’UDC pare abbia chiamato direttamente Roberto Maroni, per chiedere protezione per il segretario regionale del suo partito. Il Ministro dell’Interno, secondo indiscrezioni sempre marcate ANSA, pare abbia dato il suo incodizionato appoggio a questa manovra tutelare.

Il Sindaco di Reggio è stato il primatista nel rivolgere la sua vicinanza al collega politico estendendo all’intera città dello Stretto lo sdegno  « per il vile attentato di oggi e dei giorni scorsi, e spera che le autorità preposte, possano in tempi celeri, assicurare alla giustizia gli autori di questo crimine cosi efferato ».

Nessun commento da parte di Franco Talarico, nessuno monografia sulla sua carriera politica.

Poco da fare, maledettamente poco.

FedMin

n.a.: aggiornamento in tempo reale, ciò che non è palesato nell’articolo lo è perché successivo alla sua pubblicazione.


Videoarticolo: Ad un passo dalla “legalità”

ottobre 13, 2008

pubblicato su Nuovi Rumori

Buona visione.

Riporto quì sul mio blog il videoarticolo riguardante il tema già trattato nel mio blog, nel post Mani sporche sugli arresti a Gioia Tauro degli amministratori caduti nella rete della potente cosca Piromalli.