Crisi: Roma chiama Reggio

novembre 21, 2008
foto tratta liberatamente da Internet

foto tratta liberatamente da Internet

Rombo di tuono: 80 milioni di euro per “risanare” la crisi che verrà.

Questo quanto promesso da Berlusconi direttamente dal G20, adesso tocca fare i conti in tasca. E il Pdl non si scompone nemmeno un pò. Anzi riparte al contrattacco: 16 mln destinati alle grandi infrastrutture, 4 mln alle famiglie e piccole imprese 60 mln saranno “spalmati” durante tutto l’anno con interventi mirati per alleviare le sofferenze economiche degli italiani, il taglio del 3% dell’IRAP è uno di questi “movimenti”.

Ieri Gasparri richiamava la tesi della “mancanza della progettualità italiana” che non solo mal investe i soldi che provengono dall’UE, ma addirittura talune volte li rimanda al mittente.

Dunque occorre investire nelle grandi opere in via di cantierizzazione, per creare posti di lavoro e per “spendere” i denari in cassa. Regina in pectore è la A3, meglio nota (per l’agonia degli automobilisti) come la Salerno – Reggio Calabria.

Indiscrezioni, però parlano di altri 200 mln di euro provenienti dall’Europa per il completamento del tratto autostradale. Se questa notizia si rivelasse confermata nei fatti, sull’A3 ci sarebbe un alto investimento, proprio in un periodo, in cui gli “esperti” richiamano alla cautela.

Una grande operazione, un “bellu lavuru”.

La SA – RC è uno dei proventi maggiori che le cosche della ‘ndrangheta fatturano (considerando la minima parte degli introiti “italiani”, in piccola parte rispetto a quelli “esteri”) senza alcuna esclusione. Una spartizione minuziosa e osservante delle perverse logiche dei “locali”, di ogni singolo lotto, di ogni singolo cantiere.

L’operazione “Bellu Lavuru” ha individualizzato i movimenti delle cosche dell’area grecanica della nostra provincia interessati ai lavori, il dott.Salvatore Boemi è incaricato a farne pienamente luce, ma non basterà.

La ‘ndrangheta deve essere un problema nazionale e non solo dei calabresi.

Ah sapete qual’è la seconda grande opera nella lista della spesa del governo? Il Ponte sullo Stretto di Messina.

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Brienza – fair play: non solo critiche, pure un premio

novembre 6, 2008

Buona visione.

Con colpevole ritardo pubblico il video della premiazione a Franco Brienza da parte del Centro Sportivo Italiano (Comitato Provinciale Reggio Calabria) con il Discobolo d’Oro al merito, svoltasi presso il Salone dei Lampadari a Palazzo San Giorgio. Ne hanno parlato tutti i giornali e tv, grazie alla abilità dell’addetto stampa del CSI (bravo e bello), io ho le immagini e le diffondo.

Un sentito ringraziamento all’amico Sandro Amedeo.


Non c’è trucco, non c’è inganno

novembre 1, 2008
foto tratta liberatamente da Internet

Rimane un solo sospettato: l’arsenico Lupin, l’unico a far sparire la refurtiva nel nulla come un gioco da ragazzi. Questa volta il re dei ladri pare aver fatto uno dei suoi colpi ad effetto proprio quì in Calabria.

Succede anche questo: spariti 5 tonnellate di rifiuti dalla discarica di Casignana, provincia di Reggio Calabria (fonte Adn Kronos).

5 tonnellate di rifiuti scomparsi in un battibaleno senza lasciare alcuna traccia. Siamo nella Locride, vicino Bianco. La discarica oggi appare desertificata da questo “scippo” di rifiuti persosi nel nulla. Pensare che il rimorchio vuoto della società che avrebbe dovuto trasportarli alla discarica, tale Greeneco srl (RC) è stato ritrovato sulla 106 a Palizzi. Increduli gli autisti, ancor di più gli inquirenti del Nucleo operativo ecologico di Caraffa del Bianco, quando questi hanno dichiarato di “non sapersi spiegare l’accaduto“.

Idem (senza patate) è stata l’affermazione rilasciata dai responsabiili della società Zetaemme sas (Sant’Agata del Bianco), incaricata allo smaltimento dei rifiuti. Le forze dell’ordine quindi hanno segnalato alla magistratura la due società e hanno denunciato 5 persone per illecito smaltimento di rifiuti.

L’indagine è nata dall’osservazione dei “strani” movimenti che avvenivano, oggi i controlli tra i registri dove mancano le 5 tonnellate che pare esser state la preda di Lupin & company.

Altre notizie dalla Calabria.

A proposito di Locride, nella notte è stata danneggiata l’auto di uno dei sacerdoti del centro giovanile salesiano di Locri. L’ANSA riporta in una nota le dichiarazioni del sindaco, Francesco Macri’, che ha reso noto che al termine di un incontro con il direttore del centro, don Mario Delpiano, ed il direttore dell’oratorio, don Piervito Pepe, e’ stato deciso di « attivarsi immediatamente per costrituire una rete civica per isolare i pochi vandali e riuscire ad operare preventivamente contro ogni altro possibile gesto inconsulto aprendo ad una vera e propria alleanza educativa ».

Fiumi di attestati di vicinanza e di sostengo a Franco Talarico. Il Consigliere regionale proprio ieri è stato vittima di un gesto sconsiderato: esplosi colpi di arma da fuoco contro il portone di casa. Non un caso isolato purtroppo. Mi pare alquanto sconclusionato però che, se come Beppe Grillo – vate dei bloggher più accaniti – la “rete” è la nuova frontiera dell’informazione libera, nessuno tra i bloggher calabresi si è preso la briga di denunciare quanto accaduto. Forse per Talarico è dell’UDC, partito da sempre nelle mira dei denigratori grillini.

Vabbè meglio parlare della Gelmini dai…

FedMin


Turismatico

ottobre 30, 2008

Scopelliti promoter in Lombardia, dopo il blitz della DDA

Panoramica Reggio Calabria – foto internet

Torno a parlare di Reggio e del suo sindaco, the special one Scopelliti. Nessuna critica, un’algebrica constatazione.

«Reggio Calabria una città da conoscere, un’occasione da non perdere».

Parola di “Peppe il Sindaco“. Leggevo oggi sulla Gazzetta del Sud dell’incontro svolto presso la sede dell’Assindustria lombarda, organizzata da Domenico Durante, reggino purosangue.

«Una città – ha detto Scopelliti – che negli ultimi sette anni ha ormai acquisito una propria identità specifica ed è proiettata a grandi passi verso un cammino di sviluppo virtuoso avviato con il sindaco Italo Falcomatà». Insomma, le condizioni per investire a Reggio Calabria ci sono tutte, come confermato anche dai dati macro-economici illustrati dal presidente della Camera di Commercio, Lucio Dattola, e dall’assessore ai Grandi eventi Antonella Freno che ha parlato di «un’apertura strategica ulteriori iniziative di sistema».

Continua, dunque, il ruolo di primo promoter (oltre che di Primo Cittadino) per Giuseppe Scopelliti, che non perde occasione per esaltare il lavoro svolto in questi anni di “amministrazione” della Città. Non più sola ‘nduja, melanzane e peperoncino, ma una città “turistica”.

Niente da obiettare, se non che le nostre strutture sono lontani anni – luce, per essere speranzosi, dai centri di ricettività illustri di Italia. Però, c’è sempre un però, vallo a spiegare al lumbard di turno che due giorni fa si è visto precipitare “dentro casa” media e forza dell’ordine per l’ennesimo blitz antidroga, questa volta nel bergamasco.

Come riferisce l’AGI, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Brescia su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. L’operazione, iniziata nella notte, ha interessato la zona di confine delle province di Bergamo e Brescia, a nord del lago d’Iseo. Gli arrestati, tutti cittadini italiani, si rifornivano di grossi quantitativi di cocaina da un affiliato alla ‘famiglia Onorato’ legata alla cosca Serraino-Libri, purosangue reggini anche loro.

Che peccato!  Eh sì, perché per quei pochi che non lo sapessero la cara e lontana Lombardia ha rappresentato per i clan un “appoggio pieno e incondizionato” da sempre. Questa volta, Peppe il Dj non è stato il primo a promuovere la nostra “immagine” lassù…


Questione di valia…

ottobre 27, 2008

Periodo di stasi questo.

Non me ne voglia il mio lettore accanito che clicca fedele il mio link.

Niente di personale caro mio. Così come niente di personale contro gli arresti calabri di questi giorni, Vuolter versione Nanni Moretti, Silvio versione “ehi, ma parli con me?!”.

Questione di “valia” (cfr. voglia in messinese). A proposito dei cugini dell’altra sponda: noto con piacere che il 1908 è stato per noi reggini un anno positivo, quasi a dire “che culo!”. A loro il terremoto, a noi…pure! Però questo pare essere poco conosciuto agli amici di Poste Italiane che dal 3 novembre metteranno in circolazione l’annullo filatelico in memoria del Terremoto che colpì le due provincie dello Stretto.

Vai col jiingle, regia..

Certo è fastidioso per i morti reggini, per una città che è rinata da quelle macerie oggi non ha il giusto riconoscimento, ma caro cyberlettore è un imprecisione storica. La stessa che porta a dire lo Stretto di Messina e via dicendo. Una cultura la nostra che, per anni e anni, è stata  Messina – centrica, per via dell’Ateneo Universitario.

La verità oggi è che la città peloritana vive ancora uno stallo da “terremotati”, a detta dei suoi stessi cittadini, per nulla “babbi”, e mi riferisco a docenti universitari e studiosi della cultura messinese. Reggio, con i suoi innumerabili difetti, cammina sulle sue gambe.

Non volevo dire niente, è vero. Né sciorinare una tesi campanilistica. Ho semplicemente riportato le mie impressioni su un lavoro universitario in merito al terremoto…”ddi Messina!”

Buon lavoro a tutti!


Calabria: a quando le nostre “primarie”?

ottobre 16, 2008
immagine di repertorio

Tre anni dopo Palazzo Nieddu è un pò meno muto, un pò meno cieco, un pò meno sordo. Oggi ricorre l’anniversario dell’assasinio di Franco Fortugno, qualcuno dovrebbe ricordarselo.

E non mi riferisco ai colleghi politici, agli amici, ai giornalisti. Mi riferisco a chi in questi 3 anni ha marciato su questo morte. E forse è pure un pò marcito dentro.

Potrei portare a conoscenza dei più chi era Franco Fortugno, non perché lo conoscessi direttamente, ma perché ho avuto la fortuna di incontrare e parlarne con gente che se lo ricordava “piccolo così”, poi medico, poi politico. Poi marito di Maria Grazia Laganà.

Non voglio davvero additare nessuno, però voglio strappare una pagina e incollarla su questo blog. Quel 16 ottobre 2005 ancora sedevo tra i banchi di scuola, nemmeno 18enne ero animato da bollenti spiriti politici. Non è un encomio alla mià gioventù, ma è un ricordo sbiadito di una data, di un avvenimento che reputo sia stato un “treno” per tutti noi.

Sarei riduttivo se scrivessi che è stata una corsa persa, la vita di un uomo non è così poco. Sarei abnorme nel dire che è stato un tir in faccia, perché ancora siamo quì a raccontarci, a raccontare. Credo che però forse si è svegliati dal torpore da cui la nebbia calabra (un evento più unico che raro, ma che in realta ci copre gli occhi da anni immemori) ci aveva lentamente abituato.

Così nasce “adesso-ammazzateci-tutti”, ammazziamo-tutti e via dicendo. Così nasce forse una coscienza nuova, che seppur con mille limiti e mille “sofferenze”, leggo nelle parole di chi oggi a 20 crede che quì “non ci sta scritto di che morte moriremo” (proverbiale modus dicendi dei nostri avi).

Ecco perché credo che le parole del dott. Boemi sulla “partecipazione civile” di Reggio, se da un lato suonano come realistiche, dall’altro un pò mi offendono. Ecco perché oggi ha ancora un senso onorare questa data, questo ricordo. Questa politica, nonostante gli arresti a catena e gli scandali.

Forse quel 16 ottobre un domani cadrà nel dimenticatoio perché cadranno altri corpi senza calore.

Tutto dipende da noi.


Enti inutili e giustizia zoppa

ottobre 15, 2008

Oggi poso l’ascia da inguaribile obiettivo per impugnare la spada del giudicatore, mi perdonino i più. Non prendo una posizione partitica, ma voglio fare una dimostranza civile.

Prenderò in analisi due delle iniziative più “popolari” di questo governo. Il primo è il lodo Alfano.

Sinceramente non sono andato a votare, non andrò a votare, ai banchetti per il referendum contro questa legge promosso da Idv e da tutti i giustizialisti di questo Paese. Questa mia scelta ha un perché: basta vedere oggi le prime due notizie che il Tg5 (spero di non apparire di parte con questa fonte) per capire che il problema della giustizia italiana non è il tanto attaccato “salvapremier“.

Fernando Carretta e Pietro Maso oggi riscuoto il loro (giusto ?) risarcimento danni: il primo che uccise madre, padre e fratello per poi scappare a Londra per 10 anni, sarà di nuovo “padrone” dell’eredità dei genitori: 350.000 euro; il secondo ottiene la semilibertà dopo che anch’esso distrusse la vita di mamma e papà randellandoli con una padella e un’asta di ferro. Signori e signori, questa è la giustizia italiana.

Garantista anziché no, disuguale tra gli uguali. E ancora c’è chi va alla caccia delle streghe credendo che “punito” uno (di cui non discuto la colpevolezza o meno), Berlusconi, si da un insegnamento per tutti. Magari fosse vero, magari i magistrati facessero “solo” il loro indefesso lavoro.

Da Angelino cuore siculo a Brunetta, cuore socialista. Il più odiato dai sindacati. Ora io che capisco bene che i tornelli a Palazzo Chigi sono un’iniziativa di facciata, all’indomabile Renato domando e dico: ma quando saranno “cancellati” gli enti inutili presenti nel nostro apparato amministrativo – burocratico?

Niente di personale contro Pinone Morabito e la sua giunta, se non il fatto di avere l’impressione di rivolgermi a degli oggetti misteriosi, altro che fantasmi dell’Opera, questi sono i Casper di Palazzo Foti. La Provincia (si badi bene, non solo quella reggina, ndr) ha perso il senso di esistere, tra l’incudine (lo strapotere, presunto, dei sindaci) e il martello (la clava dei governatori), l’organo amministrativo ha manzioni assai ridotte, se si eccettua il cospicuo (per le tasche dei cittadini) campeggio di politico presso questo assise.

Tra vecchie glorie e nuovi volti della politica, la Provincia è un’aula di equilibrio. Sì perché fa da contentino a tutti i “locali”, ops zone, del Reggino. Piana, Locride, Stretto, Aspromonte: tutti hanno il suo rappresentate che a volte legifera (per quanto gli è concesso), a volte no.

Sono un convinto sostenitore di chi crede che le Provincie vadano abolite. Mi scusino gli amanti del diritto.

FedMin