Chi è il farabutto?

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Berlusconi e gli ultimi atti di una tragicomedia all’italiana.

Il Premier è goloso e vuole tutta per sé la marmellata. Guai a chi ne vuole un poco, marmelata sì o informazione. La scandalosa vetrina riservatagli da Bruno Vespa, martire sull’altare della Rete Ammiraglia, è nauseabonda.

Ha un dejavou da ventennio nero, talmente nero che nel Bel Paese è, giustamente, uno spauracchio. La scelta di andare in onda con uno Speciale Porta a Porta, adesso parla il Presidente del Consiglio e gli altri tutti zitti e la decisione “irremovibile” di sopprimere di fatto le uniche due voci libere (non definisco Santoro in tal modo assendo asservito a suo modo anch’esso), di Floris e di Vinci, del panorama giornalistico (televisivo)  italiano è alquanto vergognosa.

L’Abruzzo aveva davvero minato le coscienze italiche per la perseveranza e l’abnegazione con cui il Premier aveva investito anima e core, ma svendere la notizia nell’attacco di un Primo Ministro alla stampa, con l’audace quanto lesiva definizione che gran parte dei giornalisti « sono dei farabutti », è stato un passo falso. Criminosamente falso.

Chi scrive non è un accanito sostenitore dell’antiberlusconismo, anzi è tra i più accesi credenti che tale pratica è solamente un anacronismo storico da quartiere. Perciò la critica al Berlusca è quanto doverosa e dura.

Un Capo del Governo che (ahinoi!) è appeso al Lodo di Alfano per rimanere in carica, un Capo del Governo che monopolizza la tv in chiaro con l’intento di persuadere i cittadini e riceve picche persino dalla sua creatura più amata, canale 5 e da una fiction che, guardaunpò, di mafiosità costellata che stravince la gara degli ascolti (a fronte del 6% di Sky sui Canali Calcio).

Il Cavaliere ha fatto la pipì fuori dal vaso. Non c’è nulla che lo possa difendere. Il Cda RAI s’indigna, s’impegna, ma poi come al solito getterà la spugna con gran dignità.

L’informazione italiana dopo il disastro di veline e sgualdrine ritrova una botta de’ vita proprio dal suo acerrimo nemico e lauto finanziatore. Del tutto inusuale, anzi del tutto nostrano questo accostamento.

Il Re dei media si scapicolla dalla poltrona per la sua estrema audacia nell’esternare poco meritevoli epiteti a chi lo ha reso ricco di denari e di fama.

Povera Italia, farabutti compresi.

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