Pdl in picchiata

francesco-cossiga

Lo so, sono stato sarcastico, al limite dello stomachevole, nella scelta del titolo e della foto, nella flebile consonanza tra picchiata e picconatore, un gioco da villano. Mica tanto però.

Se è vero com’è vero che Gianluigi Bersani, il leader della corrente  polemicus degli obamiani de’ Roma ha deciso di fondare un partito del Nord per fare a gara con la Lega, il nascituro ( nell’attesa della sua venuta ) Popolo delle Libertà pare si sia imposto la ligia regola di scadere nel più bassofondo democristiano di questo Paese.

E vi dico pure che, anch’io mi son sempre chiesto, ma alcuni idealisti della politica che ci stanno a fare? Embé è chiaro perché un partito politico senza mentore, non è un partito politico.

Ah! Gravissima pecca questa: Giuliano Ferrara cerca ancora di convincere l’Italia che l’aborto è un delitto, ma, si sarà detto Re Silvio, di questi moralisti una forza “moderata” non se ne fa nulla. Gianni Baget Bozzo ritirato a vita privata, ma è l’età che lo richiede. Marcello Pera finito in gattabuia, dopo i lustri di Palazzo Madama. Stenio Solinas fa il freelance, Pietrangelo Buttafuoco al rogo.

Che fine hanno fatto i filosofi del buon governo ( da Nitzsche a Giovanni Gentile, da Luigi Enaudi a Giovanni Spadolini ) della destra? Quella cultura della legalità che, per niente celatamente, Paolo Borsellino e Beppe Alfano propugnavano definendosi “uomini di destra“?

« C’è disinteresse se non disprezzo verso l’elaborazione culturale, ritenuta un freno, uno spreco di tempo, un inutile lusso sulla strada delle decisioni ». Questa l’amara conclusione: troppo presi dall’accontentare lo stato – Ratzinger, troppo presi al gusto del sacro quegli idealisti ancora rimasti le cui quotazioni virano in ribasso, come Socci e Allam.

Il Berlusconi – pensiero della politica ad ogni livello è permeato anche nei quadri dirigenziali. Il rischio: di essere un partito di soli dirigenti senza una reale identità politica e culturale.

Più che della crisi economica ( priorità assoluta ) fossi negli elettori italiani, mi preoccuperei in questo aspetto da non trascurare. Se il Pd è traforato dalle “mazzette” della Nouvelle Tangentopolì ( in tono minore per i giornali ), il Centro è dissolto sotto le macerie dell’indagini giudiziarie e dei giustizialisti, i moderati di Destra ( anche quando un giorno non ci sarà più lo spauracchio Berlusconi) sembrano cani sciolti, ragrumati in correnti d’interesse.

C’era un antico partito nella vecchia Repubblica, fatto di grandi strateghi politici e uomini di potere.

Non voglio apparire apocalittico, né disfattista. Semplicemente “passione politica“. Un augurio accorato a tutti i responsabili della nostra Nazione.

fonte: L’Espresso

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One Response to Pdl in picchiata

  1. Alessandro Amedeo ha detto:

    L’argomento (le radici ideologiche del PdL) è interessante e ci sarebbe molto da dire.

    Il problema fondamentale è che Forza Italia prima, e il Popolo delle Libertà poi, sono entrambi nati senza un’ideologia di fondo. Forza Italia, nonstante il discorso della “discesa in campo” lasciasse intuire un’anima liberale e liberista, un partito liberale e liberista non lo è mai stato. Prova ne è l’adesione, a livello europeo, al Ppe, partito popolare (e, qualcuno dice, populista) di nome e di fatto. Prova ne è, tanto per restare ai giorni nostri, il fatto che sia un uomo come Tremonti a deciderne la politica economica. Un uomo che a sentir parlare di libersimo, ora come ora, gli viene l’orticaria.

    Come mi hai fatto notare una volta durante un’interessante chiacchierata, Forza Italia è nato sulle ceneri di due partiti, e tuttora ne conserva l’anima: il PSI e la Dc. Il PdL, aggiungo io, è a sua volta la composizione di due partiti – Forza Italia e AN – la cui alleanza comincia debolmente a scricchiolare. Non solo per le orecchie più attente.

    Anime, ideologie e storie diverse tenute insieme da una figura carismatica come quella di Berlusconi. Ma, dal momento che anche l’anagrafe vuole la sua parte, una considerazione è d’obbligo: arriverà un momento in cui il buon Silvio lo abbandonerà al suo destino.

    Che ne sarà del PdL, allora?

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