La Selva Oscura dei No (a priori)

Il Mose eviterebbe l'acqua alta a Venezia, ma c'è chi non ci sta. (foto Internet)

Il Mose eviterebbe l'acqua alta a Venezia, ma c'è chi non ci sta. (foto Internet)

Signor No, signore!

Più che un motto, oramai risuona come il requiem della nostra economia e dei nostri disservizi, tutti italici. La “Casta dei No” è viva, vegeta e condiziona tutto il Paese: c’è chi si oppone alla Tav, chi al Ponte di Messina. Lorsignori questi sono solo i casi più eccellenti: per chi vive le latitudini calabre in questi mesi ha visto l’accavallarsi delle proteste dinnanzi al pericolo Sei in Calabria. Investimento = pericolo. Meglio riciclare i denari in catene alimentari e beni di primo consumo, ma questa è una storia del paese di Giufà, non comprensibile, come molte altre.

Se vuolsi rivolgere lo sguardo poco lontano, risalendo la Calabria brilla di luce propria, la Centrale elettrica di Laino Borgo, ridente cittadina tra i boschi del Pollino, dove 35 megawatt, costata 50 milioni di euro per produrre energia tramite biomasse, sono lì in bella mostra: venghino signori, venghino! E pensare che pur funziona visto che ha “prodotto” solo nel primo giorno della sua esistenza per poi essere rinchiusa a causa del suo effetto mortifero sulle lontre del lago pressappoco vicino. Lontre mai rinvenute.

Ah! Fatti non foste per viver come bruti: cortei, girotondi, associazioni no – profit, politici tutti uniti (con la garanzia di rimanere pressocché impuniti, anche in caso di estrema colpa!) trasversalmente nel bruciare, fattivamente, i fondi che l’Italia mette a disposizione dei suoi cittadini. Peccato mortale il fare. Meglio incrociare le braccia e protestare, appellandosi a sua maestà la VIA (Valutazione dell’Impatto Ambientale), che macina pratiche su pratiche, avezza alla penna rossa per sottolineare gli errori anche ove non ci fossero.

159, sono 159, gli altolà imposti al Ministero dell’Ambiente: quanto ci costano? Calcoli alla mano tanto, troppo.

Non restiamo nel vago. Strana voce: “Costi del Non fare“. Prendiamo in esame il triennio 2005 – 2007 e poi calcoliamo esponenzialmente i probabili danni alla nostra economia in lunga gettata, ossia fino al 2020.

Il totale degli sprechi in ambito di “produzione energia” conta ben 38.590 milioni di euro; per quanto concerne lo “smaltimento dei rifiuti” scendiamo, ma di poco, con 28.029 milioni di euro gettati al vento: chiude questa disastrosa hit parade il conteggio dei soldi persi nel “non fare” tangenziali, autostrade e ferrovie ad alta velocità. Signori e signori: 337. 619 milioni di euro!

Non stiamo parlando di opere campate in aria o di progetti inutili, e inutilizzabilili, tanto per dovere di cronaca a questa particolare categoria dei lavori pubblici “in via d’aborto preventivo” appartengono, tra gli altri e in ordine sparso:

  • elettrodotti di tutt’Italia, dal comune più piccolo alle grandi città, come ad esempio quelli di Trino – Lacchiarella (PIEMONTE) e Fusina – Dolo Camin (VENETO). Bazzecole diremmo noi;
  • il completamento del Mose: mai più acqua alta a Venezia? Ma che vengo – a – dirtelo – affà!
  • Enel, Autostrade, Ferrovie, Terna: tutti al palo. Prima bisogna passare un vero e prorio esame di maturità, che sa di via crucis: l’iter prevede che il progetto debba essere vagliato dagli enti locali e posto a trattativa serrata con essi (durata in media di questo step 5-6 anni), poi deve passare dalla Conferenza dei Servizi, mini parlamento da 60 – 70 deputati – imputabili per questo – e infine approda ai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, con tutte le lungaggini parlamentari note a tutti;
  • raddoppio della rete elettrica della Sicilia orientali: 310 milioni di euro affinché l’isola del Sole non rimanga al buio;
  • impianti energetici di natura eolica in Campania, a Dauna, zona gli indici più alti di ventosità d’Italia. Pecoraro Scanio preferì favorire il fenomeno della ‘monnezza!
  • rigassificatore ENEL in Sicilia, per ben 600 milioni di euro investiti: Porto Empedocle troppo vicina alla Valle dei Templi. Eppure gli esperti in materia, come il presidente dell’UNESCO, tra l’altro sicilianissimo, Giovanni Puglisi, ha del tutto escluso la possibilità di rischi.

Il decreto anticrisi parla chiaro. Evitare gli sprechi, bloccare la rincorsa estenuante dei ricorsi di questo o quel comitato. E’ risaputo che molti fondi europei che giungono in Italia vengono rispediti al mittente perché non utilizzati. E c’è da meravigliarsi se ancora puntano qualche sordo sullo Stivale trivellato da questi contestatori a priori: ad ogno passo in avanti, ne corrispondoo 5 indietro. Così è, se vi pare.

Anzi no no, è così e basta.

N.A. : ho tratto spunto per questo articolo dall’approfondimento di Panorama del 5 dicembre 2008 a firma di Daniele Martini.

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6 Responses to La Selva Oscura dei No (a priori)

  1. Alessio ha detto:

    Ci ha mai provato qualcuno a cambiare la domanda?
    I “NO” si riferiscono alle domande (se un ordine si può chiamare domanda…). Ma qualcuno ha mai provato a cambiare la domanda? Con la logica qualunquista della, orami mitica, ITALIA DEL NO allora la Chiesa cattolica fa parte dell’Italia del NO (ricordi alcuni referendum recenti…); AN, FI, PDL e compagnia bella non c’è dubbio che siano l’italia del NO. Prova a chiedergli se sono per la riduzione delle spese militari e dimmi che risposta puoi mai ricevere. PD e IDV sono l’Italia del NO tutto il potere a berlusconi no e a noi nulla.
    Parliamoci chiaro… sta cosa del NO è abbastanza ridicola anche perchè prova a chiedere a chi non vuole gli inceneritori sotto casa se preferiscono fondi per aziende che producono prodotti riciclati al 100% e che magari avrebbero anche l’interesse a fare la raccolta porta a porta…
    Quelli che vogliono il ponte e che parlano di quelli del NO non hai mai chiesto se i contestatori preferiscano milioni di tonnellate di cemento armato rispetto a un investimento molto minore per dare efficienza e meno impatto ambientale ai trasporti navali in tutta l’aria dello stretto… Potrei farti obiezioni del genere per ogni cosa a cui tu hai accennato.
    Non è mai passato nella mente di nessuno che prima di considerare una risposta bisogna porre l’attenzione sulla domanda? Io credo che chi IMPONE le domande le sceglie appositamente per la troppa paura di ricevere un SI… oppure, è solo incompetenza… (e sto in buona fede!)

    (A)

  2. Federico Minniti ha detto:

    La realtà è che non si tratta di domande, ma di progetti.

    Tu mi insegni che qualsiasi pianificazione non termina mai col punto interrogativo, quindi già in questo confutare Imposizioni o Domande, mi appare, fuor di dubbio, che tu abbia preso un abbaglio.

    Poi hai citato partiti politici: il mio pezzo non era una campagna elettorale verso alcun partito perché se leggi le indicazioni temporali che ho dato vanno a ricoprire in pieno sia il secondo mandato Berlusconi che l’ultimo governo Prodi. In piena par condicio, non voluta, e (per sfortuna di noi italiani) pienamente azzeccata.

    In ultimo: la Chiesa Cattolica? Beh, non dico che è tutt’acqua santa, dico (per dirla alla DiPietro) che non c’azzecca. Non c’azzecca perché se la chiesa è contro l’eutanasia è fondamentalmente a favore della vita.

    Vedi non solo le domande devono, possono, essere lette in maniera contraddittoria e opposita a come appaiono a primo acchitto.

    La muraglia dei “contro a tutto” per partito (?) preso credo non faccia bene a nessuno: si deve sfatare questo mito.

    Per il resto possiamo discutere su tutte le opere da me citate e sulle controprove di chi non le vuole, da questo punto di vista sono pienamente d’accordo con te.

    Grazie, Federico.

  3. Alessio ha detto:

    Sono d’accordissimo praticamente con tutto quello che mi hai scritto di risposta e insomma i partiti in maniera bipartisan l’ho tirati in ballo io per fare degli esempi, non mi riferivo in nessun modo a tue parole. Hai centrato proprio il punto dove volevo arrivare.
    “La chiesa è contro l’eutanasia perchè è a favore della vita” (anche se mi riferivo al referendum sulla procreazione assistita. referendum che si è una domanda ma andare a votare non lo è e la chiesa ha espresso il suo più che sonoro NO! al voto che poi è un esercizio di democrazia, ecc ecc ma è un’altra storia);
    “I cittadini di chiaiano sono contro le discariche (non c’è bisogno di scendere nel merito dell’illegalità e abusività di certi luoghi che è stata modificata ad hoc con dei DDL, peccato che la natura non si difende con altrettanti DDL) ma sono a favore di incentivi al riciclaggio”;
    “Io non voglio il ponte ma voglio che con gli stessi soldi vengano spesi per garantire trasporti efficienti, in termini di quantità, di rispetto degli orari e dei passeggeri e in termini di riduzione dell’impatto ambientale visto che di tecnologie a riguardo il mondo ne è pieno e basterebbe chiedere a qualunque studente reggino o calabrese laureato presso una facoltà di ingegneria navale per avere qualche delucidazione”.
    Il considerare certi movimenti “contro a tutto” è qualunquismo da studio aperto e a beppe grillo gli fa na pippa. E’ assolutamente ridicolo pensarlo e basterebbe parlarne, partecipare e informasi con fonti dirette e non tramite media per rendersene conto con i propri occhi, quello che un giornalista sempre dovrebbe fare.
    Come dici tu, sono progetti che vengono programmati e non c’è bisogno del punto interrogativo. Giusto. Il fatto che i progetti che vengano presi in considerazione (non parlo della politica ma di quelli come te che parlano di italia del no, del contro tutto per partito preso, ecc ecc) sono solo quelli che convengano non viene analizzato nè nel tuo post nè nella tua risposta al mio commento. Ed è proprio questo che intendo quando parlo dell’attenzione che bisognerebbe dare alle “domande” (o ai progetti chiamali come vuoi) quando si parla delle questioni di questo genere. E invece quanto è facile sparare a zero…. è na bellezza, eheh.
    Come è evidente dalle mie parole pur essendo esplicitamente contro certe opere pubbliche non sono certo contro tutto per partito preso. Decisamente no. Magari mi si proponesse un progetto per finanziare in maniera netta e decisiva le energie rinnovabili a partire dal sole e magari anche dare bei finanziamenti alle aziende che producono beni con materiali riciclati almeno all’80%, magari detassando un’eventuale attività di raccolta materiali porta a porta…
    Che provassero a progettare cose del genere invece che buchi nelle montagne a 30 km (a tratti anche meno) da un altro buco…
    Voi che “analizzate” questi fenomeni sociali e che li “raccontate” (solo la parte che piace a voi) e che, del tutto leggittimamente, li criticate dovreste provare a chiedervele questo genere di cose, magari chiederle ai diretti interessati, dopodichè vedere se veramente si può parlare di “contro tutto”cosa che, sinceramente, fa un po’ ridere…
    Purtroppo non ho foto da mostrarti ma l’ultima volta che sono andato ad un corteo di questa fantomatica Italia del No (o “contro a tutto” come la chiami tu) c’erano quelli di chiaiano che avevano tutti delle specie di vesti con su scritto davanti il NO alla discarica e dietro un SI enorme al riciclaggio. Forse si può obbiettare che è una cosa ovvia come la pace del mondo. Certo è che tu e quelli che ne parlano con le stesse parole tue non lo dite mai…

    (A)

  4. Federico Minniti ha detto:

    Grazie per la tempestività della tua risposta. Non è certo da questo dato che evinco che l’argomento ti appassiona e te ne do atto di esserne pienamente informato.

    Però, c’è un però. Tu parli dall’alto di nonsoché: chi ti assicura che ciò che scrivo è solo fonte di mass media e non di appurazioni personali? Ti posso dire che, tanto per tirarne una in ballo, la questione “Ponte” l’ho “vissuta” in prima persona. Certamente non tra i cortei organizzati del NO.

    Per l’appunto: NO PONTE, dove ci sta il sì? Il qualunquismo lo fai tu quando dici che noi (identificandomi con una massa sconosciuta) mistifichiamo la realtà, quando questa è sotto gli occhi di tutti.

    Ministri che si sono battuti a favore dell’ambiente, che poi “perdono d’occhio” la questione rifiuti a Napoli.

    Poi, spiegami perché in tutt’Europa queste progettualità vengono promosse e messe in opera, mentre in Italia siamo in balia dei cortei più disparati.

    E poi, tu che ti riempi la bocca di essere “positivo” anzichenò, perché l’Italia deve essere condannata a bruciare, letteralmente, bruciare i denari che l’UE sborsa perché un manipolo di contestatori non vogliono questa o quell’opera pubblica?

    Infine, dove sono i progetti “in risposta” che questi Uomini del No hanno sottoposto alle autorità competenti?

    Non è qualunquismo, né Studio Aperto. Figuriamoci Grillo.

    Nel rispetto pieno delle tue idee, ti ringrazio. E ti stimo perché esprimi sempre al meglio le tue prospettive, che però non collimano con le mie.

    Nuovamente grazie, Federico.

  5. Alessio ha detto:

    figurati è una discussione. ho commentato perchè le mie opinioni non collimano e si vede, altrimenti non avrei scritto. Ogni discussione è una crescita per cui grazie a te di avermi dato la possibilità di esprimermi su un argomento che mi sta particolarmente a cuore.
    “NO PONTE” è uno slogan. non è che in ogni frase ci deve stare un SI per forza. Fermarsi ad una cosa così superficiale è inutile. I SI stanno nelle opinioni della gente, delle associazioni e degli esperti che studiano queste questioni. Per altro io una mia idea te l’ho anche proposta anche se non so se c’è una proposta esplicita e diretta del movimento contro il ponte. A me sinceramente ad un’opera che considero uno scempio (non solo naturale ma anche sociale, economico e politico ma non mafioso…) mi basta dire no. per quel che riguarda il famoso corridoio europeo della tav ecc ecc beh le proposte alternative ci sono state, come ci sono state serie proposte a chiaiano mentre invece a vicenza e scansano non c’è stato niente da proporre, basta il NO. Per quel che riguarda il turbogas ad aprilia, il carbone a civitavecchia i rigassificatori di brindisi e quello siciliano le controproposte ci sono state. Dovrei scriverne dieci di commenti lunghissimi per spiegartele tutte ma ti consiglio di farti un giro personalmente tra i loro siti se puoi vai a qualche loro assemblea. Guarda un po’ le casalinghe come conoscono argomenti tecnici che sono sicuro al 100% uno di quei ministri che “hanno difeso l’ambiente” neanche conoscono.
    Sicurmanete conosci anche meglio di me le magagne calabre per quel che riguarda i fondi europei, lo stesso succede a livello superiore. Non sono io a doverti spiegare perchè non spendiamo quei soldi dovresti essere tu a spiegarmi perchè sono 30anni che esiste una società chiamata Stretto di Messina SpA che non ha fatto praticamente niente, a parte qualche modellino di un progetto vecchio di 6 anni… Io mi chiedo perchè dobbiamo sperperare questi di soldi e poi 30 anni non sono abbastanza? I famigerati movimenti NO PONTE sono nati qualche anno fa, si sono fatti sentire sotto il governo berlusconi perchè è stato il periodo più “pericoloso” nel senso che l’inizio dei lavoro sembrava più imminente. Casualmente un niente di fatto ma soldi destinati? A valanga. Nei due anni di prodi le proteste si sono calmate perchè la minaccia non era più imminente (ma non era certo finita…). Nei circa 23 anni precedenti chi ha impedito di iniziare i lavori? La burocrazia? L’instabilità politica? L’UE? Il FMI?
    Infine, nel resto d’europa progetti sciocchi come i nostri non se ne vedono a partire dalla TAV, per passare dall’allargamento in centro città di una già enorme base militare, un ponte del genere ad una campata, rigassificatori fatti a casasccio e soprattutto finanziati con soldi pubblici che hanno prospettive di rendita in rosso e che vengono costruiti in località già devastate dall’ignoranza umana (vedi gela e brindisi), ecc ecc….

    (A)

  6. Federico Minniti ha detto:

    Trovo qualunquista dire potrei farti mille e mille esempi senza mai farli: io ho portato avanti degli esempi belli e chiari, per cui contestabili.

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