Turismatico

ottobre 30, 2008

Scopelliti promoter in Lombardia, dopo il blitz della DDA

Panoramica Reggio Calabria – foto internet

Torno a parlare di Reggio e del suo sindaco, the special one Scopelliti. Nessuna critica, un’algebrica constatazione.

«Reggio Calabria una città da conoscere, un’occasione da non perdere».

Parola di “Peppe il Sindaco“. Leggevo oggi sulla Gazzetta del Sud dell’incontro svolto presso la sede dell’Assindustria lombarda, organizzata da Domenico Durante, reggino purosangue.

«Una città – ha detto Scopelliti – che negli ultimi sette anni ha ormai acquisito una propria identità specifica ed è proiettata a grandi passi verso un cammino di sviluppo virtuoso avviato con il sindaco Italo Falcomatà». Insomma, le condizioni per investire a Reggio Calabria ci sono tutte, come confermato anche dai dati macro-economici illustrati dal presidente della Camera di Commercio, Lucio Dattola, e dall’assessore ai Grandi eventi Antonella Freno che ha parlato di «un’apertura strategica ulteriori iniziative di sistema».

Continua, dunque, il ruolo di primo promoter (oltre che di Primo Cittadino) per Giuseppe Scopelliti, che non perde occasione per esaltare il lavoro svolto in questi anni di “amministrazione” della Città. Non più sola ‘nduja, melanzane e peperoncino, ma una città “turistica”.

Niente da obiettare, se non che le nostre strutture sono lontani anni – luce, per essere speranzosi, dai centri di ricettività illustri di Italia. Però, c’è sempre un però, vallo a spiegare al lumbard di turno che due giorni fa si è visto precipitare “dentro casa” media e forza dell’ordine per l’ennesimo blitz antidroga, questa volta nel bergamasco.

Come riferisce l’AGI, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Brescia su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. L’operazione, iniziata nella notte, ha interessato la zona di confine delle province di Bergamo e Brescia, a nord del lago d’Iseo. Gli arrestati, tutti cittadini italiani, si rifornivano di grossi quantitativi di cocaina da un affiliato alla ‘famiglia Onorato’ legata alla cosca Serraino-Libri, purosangue reggini anche loro.

Che peccato!  Eh sì, perché per quei pochi che non lo sapessero la cara e lontana Lombardia ha rappresentato per i clan un “appoggio pieno e incondizionato” da sempre. Questa volta, Peppe il Dj non è stato il primo a promuovere la nostra “immagine” lassù…


Pugni chiusi

ottobre 29, 2008

Cronaca buia di una rivolta di pochi, fatta da molti.

foto tratta liberatamente da La Stampa

Sono ore calde queste che stiamo vivendo. Ore, minuti, secondi che fanno dell’Italia ancora una volta l’epicentro di uno sfogo culturale di sinistra, che però viene spacciato per apolitico, poi sposato, poi di nuovo ripudiato e, per finire, nuovamente accolto a braccia aperte.

Gli studenti, mobilitati in piazza dagli attivisti dei partiti, oggi sono lì davanti al Senato della Repubblica. Me ne vergogno un pò, perché anch’io farei parte di questa categoria. Chiedono futuro, mandando alla forca una fazione politica. Dicono di essere apolitici e antiviolenti, ma “la Gelmini è un travestito, Berlusconi suo marito” e criticano sempre e comunque le Forze dell’Ordine.

Fianco a fianco, baroni e giovani dei centri sociali, no global, semplici ragazzi che vogliono “più garanzie” per il loro avvenire, senza però conoscere bene il loro passato. Chi oggi apostrofa questa giornata come “una delle più tristi della Storia Repubblicana” ci offende. Perché l’Italia di mobilitazioni in piazza ne ha fatta un’abitudine, soprattutto di chi manipola questi pensieri e li getta nella mischia dei miscredenti della politica che non può esistere.

Ancora cori, ancora fischi, ancora scontri. L’amaro epilogo annunciato, risaputo, aspettato è avvenuto. Ancora barricati dietro titoli “feudali”: fascisti vs comunisti. 3 feriti a Roma, scontri a Milani, spintoni a Siena. Tutto questo mentre i senatori dibattevano in aula, ma non solo.

L’Idv il “fronte” più caldo della demonizzazione della politica stende uno striscione dalle finestre di Palazzo Madama: « Siamo con voi! ». Intanto la litania dei giovani dissidenti si trasforma in un lento eco: “referendum, referendum, referendum…

Cronaca di un’attesa rivoluzione, senza gambe né idee. Contro il sistema, contro Berlusconi – mafioso (non dissentisco, né smentisco, ma loro quando si manifesta contro la mafia, dove sono?), contro il mostro governo.

Ormai il mio blog sta diventando un bollino di guerra di questi giorni da “disokkupato”, personalmente, dico che quando Fioroni due anni orsono applicò nuove regole alla scuola (fra la proteste di tutti, però meno chiassosa perché i cobas, i no global, i centri sociali giocavano in casa col governo Prodi, con gli esiti da tutti conosciuti!) io ero concordante a pieno con quella riforma. Più rigore, meno libertinaggio = più cultura.

Stessa ricetta che Maria Stella Gelmini ha applicato drasticamente: tutti i corsi di laurea fantasma spariranno senza i “sovvenzionamenti a fondo perduto”, tutte le personcine per bene, chiamate professori che insegnano poco e niente e riscaldano la sedia per 6 ore giornaliere, prendendosi il lusso di indottrinare politicamente i loro studenti, oggi sono al vostro fianco cari amici e studenti. Vi siente chiesti mai il perché?

Perché loro resteranno col culo all’aria, mentre voi continuerete i vostri studi. E non è vero che pagherete rette da capogiro, gli economisti seri hanno già conteggiato che le nostre tasse non spiccheranno il volo. E chi ha un basso reddito? Già paga molto di meno. E chi ha una media voti alta? Non paga il “conguaglio”.

Ma allora, se per gli studenti dei licei e degli istituti superiori posso capire il coinvolgimento emotivo dettato dal professore di Storia e Filosofia che incalza i loro animi di adolescenti in balia di pulsioni, noi universitari perché protestiamo a favore delle solite garantigie?

Cossiga ha chiesto alla Finocchiaro un pugno in faccia, memore del 1965, durante il governo Moro, quando fece a pugni col comunista Pajetta. Roba di altri tempi? Mica tanto. Questi giovani attivisti che sfilano adesso al fianco degli studenti, sono gli stessi che il 9 maggio al memoriale della morte di Aldo Moro cantavano “10,100,1000 Moro”.

E proprio Internet, da sempre regno indisturbato, della comunicazione reale, quella fatta dai blog e dalle community, risulta essere l’avversario più ostico per i nuovi sessantottini (tacciati da questa onta ingiuriosa a loro modo di vedere, che quindi rimandano al mittente): “io voglio studiare”, “dis-okkupazione” sono gli slogani di chi sa leggere e pensare autonomamente, che magari critica la riforma Gelmini, ma che comunque crede nella valenza della non violenza e della rappresentabilità democratica.

Democrazia alla quale non crede più chi sfila. Loro pensano che il mezzobusto di Berlusconi sia la copia di quello del Duce. Tant’è vero che da domani dovremo tutti chiudere i nostri blog…

FedMin


Lui è Leggenda

ottobre 29, 2008

La notizia del giorno è una. Una e sola: el Pibe de Oro sulla panca della Nazionale ( argentina ).

Diego Armando Maradona non sarà mai un personaggio “da schema”, così pare essere “l’ossimoro più ossimoro che ci sia” quello di vederlo a bordo campo nel suo lungo impermeabile nero alla Trap (volo con la fantasia!). Magari vederlo sbracciare e poi fischiare ripetutamente per richiamare il terzino che non và, che non sale.

La Seleccion di Lionel Messi dunque sarà guidata dal Dieghito mundial. « Non stavo bene prima, era facile per me dire che Grondona non mi dava la Seleccion, che non mi davano nessuna responsabilità. Ma oggi è un’altra storia: oggi sono felice ». Queste le sue prime dichiarazioni da Ct rilasciate al giornale El Clarin.

Domani l’ex beniamino del San Paolo, che oggi esulta grazie a Lavezzi e Hamsik, compirà 48 anni. Dentro è l’eterno gaucho, fuori da adesso in poi dovrà essere un uomo maturo, una guida. A lui nuovamente il suo destino, ma questa volta anche quello di una nazione, innamorata della camicia bianco – azzurra e del suo eterno numero 10.


Non scioperante, 40 anni dopo

ottobre 28, 2008

Vichianamente pensante .

Qualcuno forse ha confuso il 25 aprile 1945 con il 25 ottobre 2008. Altri si trincerano dietro “non siamo mica quelli dell’autunno caldo, ma non siamo nemmeno solo 200 mila“. Di certo ci sta la grande confusione, che regna sovrana.

Walter Veltroni ormai se n’è fatta una ragione: svestiti i panni da Don Abbondio, si è ben bene “mascarato” e si è trasformato nel “fomenta – popolo” di turno che la Sinistra italiana ha sempre fatto bella mostra. Ruolo, quello di Savonarola del nuovo millennio, che Tonino Di Pietro, ex poliziotto, ex togato, ex ministro, stava interpretando alla grande. Fin troppo bene, tanto da mettere in ombra lo stesso Pd.

Da tempo lancio dalle mie colonne virtuali i segnali di questa disfatta degli ex DS, che adesso all’arma bianca ripartono all’attacco. Di “anti – berlusconismo” ne abbiamo ben donde, ma non troppo. Quindi via agli attacchi contro il premier, ma anche l’apertura verso le riforme per il Paese.

Quindi c’è un leggero scarto di cifre fra i “milioni” stimati da Franceschini, Parisi e compagni di brigata (che giurano di averli contati ad uno ad uno!) e le “migliaia” che le forze dell’ordine hanno censito.

Piazze: grillini, girotondini, studenti, cobas « siamo tornati! » e non si è ben capito se è una consolazione o una minaccia. Tutti contro il governo, tutti, però, non schierati politicamente (cfr, Di Pietro al TG1). Sì. si trovano lì per puro caso.

I vecchi cliché da “revolution!” non invecchiano mai. Tuona minaccioso il Picconatore Cossiga: « Attenzione le Br si formarono alle università, mica nelle fabbriche ». La Sinistra tranquillizza: « È un democristiano che parla… ». Anche Moro lo era.

FedMin


– agenzia – Diga Melito: aggiudicati lavori per 24 mln euro

ottobre 28, 2008

Fonte Il Velino

la diga del Menta (www.dattola.com)

Catanzaro – “Ancora una volta in anticipo rispetto al cronoprogramma, consegnato in occasione della conferenza stampa che spiegava le ragioni della rescissione del contratto con Astaldi – commenta Grazioso Manno, presidente del Consorzio di bonifica Alli-Punta di Copanello -, riusciamo a rispettare i tempi previsti per il riavvio dei lavori. Nel giro di pochi giorni potremo così firmare il contratto con la società aggiudicataria e consegnare i lavori per la ripresa della costruzione della diga che, rispetto al nostro cronoprogramma, sarà ultimata entro il 2015 – continua il presidente Manno -. Riuscire a vedere nuovamente operai, mezzi e maestranze sul cantiere e mantenere gli avvocati lontano da inutili, quanto
stucchevoli, denunce relative all’ennesima incompiuta, ci ripagherà di tutti gli sforzi  e le ansie di questi ultimi anni – continuano dal Consorzio – ma sempre nel nome di una Calabria che smetta, per sempre, le vesti della speranza senza tempi, saremo veramente soddisfatti solo quando la diga sarà ultimata”.


Questione di valia…

ottobre 27, 2008

Periodo di stasi questo.

Non me ne voglia il mio lettore accanito che clicca fedele il mio link.

Niente di personale caro mio. Così come niente di personale contro gli arresti calabri di questi giorni, Vuolter versione Nanni Moretti, Silvio versione “ehi, ma parli con me?!”.

Questione di “valia” (cfr. voglia in messinese). A proposito dei cugini dell’altra sponda: noto con piacere che il 1908 è stato per noi reggini un anno positivo, quasi a dire “che culo!”. A loro il terremoto, a noi…pure! Però questo pare essere poco conosciuto agli amici di Poste Italiane che dal 3 novembre metteranno in circolazione l’annullo filatelico in memoria del Terremoto che colpì le due provincie dello Stretto.

Vai col jiingle, regia..

Certo è fastidioso per i morti reggini, per una città che è rinata da quelle macerie oggi non ha il giusto riconoscimento, ma caro cyberlettore è un imprecisione storica. La stessa che porta a dire lo Stretto di Messina e via dicendo. Una cultura la nostra che, per anni e anni, è stata  Messina – centrica, per via dell’Ateneo Universitario.

La verità oggi è che la città peloritana vive ancora uno stallo da “terremotati”, a detta dei suoi stessi cittadini, per nulla “babbi”, e mi riferisco a docenti universitari e studiosi della cultura messinese. Reggio, con i suoi innumerabili difetti, cammina sulle sue gambe.

Non volevo dire niente, è vero. Né sciorinare una tesi campanilistica. Ho semplicemente riportato le mie impressioni su un lavoro universitario in merito al terremoto…”ddi Messina!”

Buon lavoro a tutti!


Non me lo so spiegare io

ottobre 25, 2008

Ammetto che in questi giorni ho tralasciato questo blog perché sono stato sommerso da tantissimi eventi (calcolati e non) che mi hanno pian piano rosicato le 24 ore giornaliere a mia disposizione.

foto liberamente tratta da Internet

Ma non solo il tempo tiranno rosica, c’è qualcun’altro. Peccato che chi sta in piazza con le bandiere ancora non lo abbia capito. Tutti contro Maria Stella Gelmini, tutti contro la Riforma della Scuola. Pochi che abbiano realmente letto il Decreto di Legge, pochi che abbiano avuto il coraggio di confrontarlo con il suo precedessore, quel rosso Fabio Mussi che oggi giganteggia, quasi fosse Lenin, come colui che “volemose bene, l’Università delle garanzie e delle caste ci piace così per come è.

Perché l’ipotesi azzardata che le future “fondazioni” e quindi non Università Private, ma bensì “compartecipate” secondo l’arguto meccanismo delle “donazioni”, verranno a costarci come retta annuale (tasse) ben 15.000 euro. E a dirlo sono docenti illustri e deputati!

Oltre tutto “cari studenti universitari” (e non più liceali, i quali vengono addestrati mettendo loro una bandiera in mano, tirando fuori dai polverosi armadi della memori gli slogan anti sistema, ma questo è un altro discorso) facciamo la lotta per gli altri. Sì perchè non ci stiamo battendo per i nostri diritti, ma per quelli dei ricercatori, ossia quegli scaldaposto in esubero che se fossero “regolarizzati” sarebbero pure meglio pagati. E poi ogni 10 docente ne entrerà 1 (nel 2009), l’anno dopo ogni 5 ne entrerà 1 e nel 2011 ne entrerà il 50% esatto. Mi pare più che corretto visto che in Italia ci sono 36 e dico 36, che equivalgono a più di 100 docenti che insegnano per un solo iscritto al corso!

Corsi “non spendibili” sul mercato del lavoro. 3+2 scellerati, fuori di ogni logica e di ogni rigore. Copiato il sistema americano (che non è detto che sia per forza il migliore) e applicato “all’italiana“, un modus facendi  e non madus operandi (dalla distinta funzionalità!)

Con questo non vogliono “denunciare” chi protesta o si sforza a dimostrarsi degno figlio del ’68 (ovviamente per chi lo considera con un “passaggio storico” – pater), ma vorrei dire di informarsi su chi approvò tutti quegli emendamenti che oggi Maria Stella Gelmini (nota a lato: risulta che Loiero era altamente interessata ad una sua nomina esterna da atti concreti e non fantasie) riprende a pié pari: Prodi – one (e governi satelliti) e Prodi 2 la vendetta.

Siamo nel Paese delle risalite controcorrenti, purché si faccia è sempre sbagliato: ci  hanno provato Berlinguer, Di Mauro, Moratti, Fioroni. Tutti condannati senza appello.

Oggi quel Walter Veltroni, scalzato dal ruolo di opposizione di Di Pietro, ha capito che l’agire dell’IDV è fruttuoso: la piazza premia, quindi di nuovo tutti giù per terra. Altro che girotondini, si riscaldano antichi fervori, antichi spiriti che sembravano assopiti nel rovescio ideologico di chi quel ’68 non lo voleva più ricordare.

Che ci fanno quei sindacalisti un pò attempati, quei docenti un pò arrugginiti, quei no – global dalla canizie bianche fra gli studenti? Non me lo so spiegare io.