Kr: piove (sui rifiuti tossici), governo ladro!

foto dal portale della Provincia di Crotone

In questi giorni sono stati diramati diversi comunicati stampa, interviste, prese di posizione bipartisan sulla questione dei rifiuti tossici a Crotone. In questo blog ho trattato l’argomento specificatamente e per prassi dovrei palesare tutte le repliche dei politici e dei politicanti in merito a tale questione.

Ma proprio taluni soggetti sono stati i protagonisti (nascosti) dell’intera vicenda: interrogazioni parlamentari, commissione sul turismo e l’ambiente del Senato, consiglio Regionale, sale di concertazione, sono state tutte zone d’incontro – scontro sulla questione Pertusola Sud Spa.

Durante il governo Berlusconi II (2001 – 2006), infatti si solo promulgati diversi atti parlamentari e disegni di legge a tal proposito, tutti caduti nel vuoto.

Riporto fedelmente quanto emerso da atti parlamentari, Senato della Repubblica in data 4 Novembre 2003:

Sono stati segnalati numerosi procedimenti in atto ed in particolare quelli connessi al sito industriale della   « Pertusola » di Crotone, particolarmente inquinatoe pericoloso. Dall’audizione del 9 luglio 2003, effettuata presso la prefettura di Crotone, finalizzata, in particolare, ad acquisire dati aggiornati sull’evolversi dei provvedimenti predisposti dal commissario straordinario in attuazione dell’ordinanza del Ministro dell’interno n. 3149 del 1o ottobre 2001, che affidava al predetto commissario – presidente della regione Calabria – il compito di definire ed attuare gli interventi di messa in sicurezza di emergenza, nonché le misure necessarie per la bonifica dell’area industriale « Pertusola Sud » di Crotone, in danno alla società proprietaria, sono stati forniti dal procuratore della Repubblica presso il tribunale di Crotone – dottor Francesco Tricoli (cognato di Raffaele Vrenna, ndr) – ed il sostituto procuratore – dottor Federico Somma – notizie inerenti reati contro l’ambiente, trattati dalla sezione di polizia giudiziaria « NISA », che risultano in totale 1046 e coprono un arco di tempo che va dal 1998 al 2002. Le indagini svolte hanno interessato le problematiche di inquinamento ambientale nella provincia di Crotone, che contemplano sia lo smaltimento illecito di rifiuti, l’inquinamento delle acque, dell’aria, l’abusivismo edilizio ed il fenomeno del cosiddetto « elettrosmog ». Dalla documentazione acquisita si rilevano indagini attivate dall’autorità giudiziaria che riguardano gli impianti di Pertusola Sud, che meritano una doverosa
attenzione. Una prima indagine, tuttora in corso, si riferisce all’irregolare utilizzo di un materiale denominato « conglomerato idraulico catalizzato » prodotto dalla società Pertusola Sud di Crotone, che avrebbe consentito alle ditte « Craton Scavi Costruzioni Generali SpA » e « Ciampa` Paolo srl », l’approvvigionamento del predetto materiale da utilizzare come sottofondo e/o rilevato per opere pubbliche.

Ben 5 anni fa si relazionava in merito dunque ad un indagine cui esiti sono stati resi noti solo oggi, con colpevole ritardo vista l’incisiva pericolosità per tutti gli abitanti del crotonese. Ma non finisce mica quì, anzi:

I rifiuti pericolosi prodotti e illecitamente smaltiti « scorie cubilot » sono il frutto di una mescela denominata « cascoril » e « conglomerato idraulico catalizzato », utilizzato per la realizzazione di rilevati e sottofondi stradali di opere pubbliche (scuole – strade – ponti e viadotti) e private, nonché dalla stessa Pertusola Sud utilizzati per la bonifica in discarica a mare sita in località Armeria di Crotone. Per tale utilizzo la società Pertusola Sud è ricorsa all’applicazione del decreto ministeriale ambiente del 5 febbraio 1998 nella procedura semplificata per lo smaltimento di rifiuti. Dagli accertamenti effettuati dal consulente tecnico incaricato dall’autorità giudiziaria, tale rifiuto pericoloso non era ammissibile alle procedure semplificate. Per detti reati sono indagati i vertici dello stabilimento ed i titolari delle ditte interessate allo smaltimento illecito. Dai dati acquisiti risultano smaltiti in
cantieri di proprietà « Craton Scavi » « scorie cubilot » per kg 127.890.147 ed in cantieri di proprietà « Ciampà Paolo srl » altri kg 83.387.125. Smaltimento che ha comportato rilevanti utili alle predette società e notevoli danni alle ditte concorrenti, costrette a comprare a costi più alti materiale di cava, mentre per le   « scorie cubilot » le ditte venivano addirittura sovvenzionate per il relativo ritiro.
La dirigenza Syndial, ex Pertusola Sud, in merito all’indagine di cui trattasi ha dichiarato di poter documentare l’estraneità della societa` da comportamenti illegali. Trattasi di un’indagine investigativa, tuttora in corso, e pertanto si rinvia ogni considerazione alle determinazioni conclusive della competente autorità giudiziaria. Altra indagine che investe lo stabilimento industriale Pertusola Sud trae origine da accertamenti effettuati dal settore ambiente della provincia di Crotone circa la gestione dei rifiuti pericolosi quali « ferriti di zinco ». Tali rifiuti sono classificati ai sensi del decreto legislativo 22/97 come rifiuti pericolosi derivanti da processi idrometallurgici dello zinco, con classi di pericolosità identificati come « irritante », « nocivo », « tossico », « corrosivo », « sorgente di sostanze pericolose ».

Dunque un allarmante quadro già largamente pre – annunciato, adesso si corre ai ripari alla menopeggio. O almeno si spera di farlo. Infatti oggi il Corriere della sera riportato da AdnKronos in cui si parla a proposito dell’indagine in questi termini,

[…]

« Ma ora sara’ un po’ difficile dimostrarlo: un filmato che descriveva operazioni abusive, custodito nel fascicolo del Pm, e’ stato cancellato. Facendolo scorrere, si vede solo un quadro bianco ».

Lo riferisce il “Corriere della sera” sottolineando che « e’ l’ultima novita’ di un’indagine », quella relativa allo smaltimento di scorie tossiche in Calabria e che ha coinvolto scuole di Crotone costruite sui rifiuti tossici e messe sotto sequestro, « avviata nel 1999 e conclusasi solo da qualche giorno con sette avvisi di garanzia e un’ipotesi d’accusa sconvolgente: disastro ambientale ». « Qualcuno tra gli inquirenti del Nisa (Nucleo investigativo sanita’ e ambiente) sostiene che le videocassette fossero addirittura due, ma di una non si e’ trovata traccia negli archivi della procura. Di quella invece in mano al pm Pierpaolo Bruni si vede solo un quadro bianco ».

« Ho aperto un fascicolo sulla sparizione » dice Pierpaolo Bruni, titolare dell’inchiesta sullo smaltimento illegale delle scorie tossiche, al quotidiano di Via Solferino. «In quel filmato realizzato nel 1999 dal Nisa c’era la prova  -prosegue il giornale- di come gli operai delle imprese Controscavi e  Ciampa’ miscelavano i rifiuti tossici che poi sotterravano nei cantieri. L’attenzione degli uomini del Nisa si era soffermata su quel materiale scuro e granuloso, che nulla aveva a che fare con la malta
cementizia ».

Inadempienze. Novembre 2003 – Settembre 2008, Calabria mediterraneo da scoprire (se è possibile).

FedMin

Tema trattato anche da Antonino Monteleone

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