A.M.I.C.I.: tappa a Reggio Calabria

settembre 28, 2008

No, non sto parlando né della DeFilippi né del suo programma televisivo, quindi ai pochi lettori che si preoccupano della mia integrità morale e intellettiva chiedo venia.

A.M.I.C.I. è l’Associazione Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino, che sabato 27 settembre presso la sede del Consiglio Regionale, nella Sala dedicata a Federica Monteleone, si è ritrovata proprio a Reggio Calabria per riflettere sullo stato di ( poca ) “salute” della ricerca, della prevenzione e della cura della colite ulcerosa e del morbo di Chron nella nostra Regione.

Sono, infatti, queste le due patologie al centro dell’attenzione dell’associazione. Malattie disconosciute dai più, a volte poco “considerate” anche dai medici stessi: troppe volte una persona affetta da Chron è operata per “appendicite” o una malata di colite ulcerosa curata per stato di depressione.

Quindi, che cosa sono?

La Colite Ulcerosa (CU) ” è una malattia infiammatoria intestinale che interessa il retto ed il colon. L’intestino tenue non è mai interessato dall’infiammazione. E’ una malattia cronica caratterizzata da fasi di attività a fasi di remissione completa. Nel corso delle fasi di attività l’infiammazione interessa la mucosa, ossia la superficie più interna della parete intestinale, che diventa iperemica, fragile ed ulcerata. La malattia interessa il retto in tutti i casi e può “estendersi” ai segmenti a monte del colon in modo uniforme”.

Il morbo di Chron è “prevalentemente nell’ultima parte dell’intestino tenue chiamato ileo (ileite) e/o nel colon destro/cieco (ileocolite) oppure solo il colon in una sua qualsiasi parte (colite). I tratti intestinali colpiti si presentano infiammati, erosi, ulcerati (quindi con perdita di tessuto) con lesioni che interessano a tutto spessore la parete intestinale. La MC può anche presentarsi in forma perianale, ossia con fistole e ascessi in corrispondenza dell’ano e scroto o vagina. Le fistole sono dei tramiti che possono mettere in comunicazione la parte bassa dell’intestino (retto) con la superficie cutanea o terminare a fondo cieco. L’ascesso è invece una massa contenente una raccolta di materiale infiammatorio”.

Il dibattito, che ha visto interventire tra gli altri anche professionisti reggini nel ramo, come il dott. Angelo Lauria (U.O. Gastroenterologia OO.RR. Reggio Calabria), si è snocciolato tra le carenze strutturale che la Calabria ha in tal senso. Addirittura, come sostiene Gianfranco Antoni nella nostra Regione, non esistono gli strumenti per “censire” quante persone affette da tali patologie ci sono. Quindi, addirittura, siamo allo stato primordiale della ricerca, in quanto non si conoscono nemmeno quante persone sono da sottoporre ad essa.

Si tratta di doppia velocità, mentre a livello nazionale si promuovono molte iniziative e la conoscenza di queste malattie autoimmuni è altamente conosciuto, nel nostro alveo regionale ci sono pochissime occasioni di discussione in tal merito, soprattutto nel delicatissimo “passaggio” tra professionisti e pazienti (anche “potenziali”).

Malasanità non è solo quando ci scappa il morto, ma anche quando non si da la possibilità a tutte le persone di curarsi con tutti i mezzi che la scienza medica ha in dote. Basti pensare che la celiachia già largamente riconosciuta e “difesa” (vedi tutte le attività che si aprono a ingredienti senza glutine) dai media e dagli enti locali e nazionali (chi è affetto da tale patologia è esentato dal pagamento delle medicine), solo da pochi anni è ampliamente conosciuta tra i calabresi, statistiche alla mano.

Progredire vuol dire conoscere, conseguenza logica che la punta dello stivale troppe volte trascura.

Fonti:Le definizioni sulle patologie sono tratte da due inteventi di:

  • Dott. Paolo Gionchetti, Centro per la ricerca e la Cura delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali. Dipartimento di Medicina Interna  Università degli Studi di Bologna.
  • Prof. Dario Sorrentino, Cattedra di Gastroenterologia Università di Udine.