Giustappunto (…e virgola)

luglio 31, 2008

A propostio di Brunetta e tagli agli statali, vi propongo l’articolo comparso su www.spreconi.it , rubrica dell’Espresso in merito.

Ente porto Messina, un dipendente e 12 membri del cda

Messina220 La festa è finita? Persino in Sicilia, l’isola felice degli sprechi eterni i fondi pubblici cominciano a scarseggiare. Così dopo le pressioni di Confindustria la Regione si prepara a sciogliere il consiglio d’amministrazione dell’Ente porto di Messina. Un cda da primato: 12 membri per un ente con un solo dipendente. Il consiglio tra gettoni di presenza e indennità intasca ogni anno 130 mila euro sui 225 mila stanziati dalla Regione mentre altri 45 mila finivano in studi e consulenze. Nonostante il nome, l’ente non si occupava del porto sullo Stretto ma di una zona franca istituita nel 1952 e mai realizzata: 56 anni di soldi buttati in pasto a Scilla e Cariddi.
Ma lo spreco in Sicilia spesso va a braccetto con il potere clientelare. A Palermo si combatte tra Pdl e Udc cuffariano per i premi della Gesap, una società partecipata dal Comune. La Gesap perde mezzo milione di euro al mese ma vuole assegnare aumenti di produzione a pioggia a 70 dipendenti. Il solo cda della Gesap, secondo una denuncia del Pd, costa 506 mila euro l’anno. E alcuni giardinieri assegnati agli spazi comunali sarebbero stati promossi: sono diventati autisti di dirigenti municipali palermitani. Dal verde pubblico all’auto blu.

Davvero un bel primato questo! Nel frattempo l’opposizione non perde mai il vizio e ricomincia a girovagare per l’Italia con pullman e girotondi di varia natura (certo l’accoppiata Grillo e DiPietro è ai limiti della decenza). Devo dire una Sinistra vicina all’esigenze della piazza più in linea teorica, direi “parlante”, che pratica. Suggerisco l’ultimo intervento di Stefano a Cork a proposito che sintetizza al meglio una situazione davvero paradossale.


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