Numero 1, Articolo 1.

luglio 20, 2008


Vorrei fare il giornalista ma non ho tempo… Niente di più vero. Incredibile, lo so. Sarei quantomeno folle se mi rivolgessi a 25 lettori, macché…
Poco credibile in un blog che si propone di essere una finestra sull’informazione: eppure è ciò che mi passa per la testa, in quest’estate che stenta a decollare tra Toghe e Spazzatura, Statali e Impronte Digitali. La solita stampa perseverante e ossequiante, quel giornalismo che minimizza dove deve esaltare ed esalta dove deve minimizzare. Sarà il caldo che darà alla testa. Sarà poca libertà, non tutta colpa di Silvio. “O’ miracolo” napoletano, sottaciuto. Perché? Giornalisti che fanno notizia.
Onorevoli a cena con i boss, la chiamano giustizia. Governatori in cella, la chiamano persecuzione.
Oggi il povero Paolo Borsellino saltava in aria in via D’Amelio, oggi Angelino Alfano inasprisce il 41 bis, come se bastasse. Intercettazioni, salva – Premier. Caro Guardasigilli, forse il problema è altrove. Un pò più giù. No, ma quale Ponte!
Il rumore metallico dei circuiti del pc sa di un cigolio antico, come la carrucola del pozzo.